Comunicato ARCI: NON È POSSIBILE MORIRE DURANTE UN ARRESTO

Abderrahim Fakir ha perso la vita
L’ennesimo caso, nella settimana in cui si ricordano i 25 anni del G8 di Genova
Domenica 19 luglio, nel quartiere Pilastro di Bologna, Abderrahim Fakir ha perso la vita mentre due agenti di polizia, aiutati anche da un cittadino, lo tenevano immobilizzato a terra.
Un fatto di cronaca e di malapolizia che assume un peso ancora più drammatico perché avviene negli stessi giorni in cui si ricordano i 25 anni dal G8 di Genova, quando Carlo Giuliani fu ucciso da un carabiniere.
Non è possibile morire sotto la custodia dello Stato: tutto questo è inaccettabile e fa orrore.

Di seguito, il comunicato integrale di Arci Bologna e Arci nazionaleLe immagini che stanno circolando in queste ore non lasciano spazio a dubbi: un uomo muore schiacciato a terra da due agenti di polizia, immobilizzato, senza possibilità di muoversi né di respirare.

È ancora più sconvolgente che questo accada mentre, come Arci, torniamo da Genova, dove abbiamo ricordato un altro omicidio e un’altra pagina inaccettabile di violenza e repressione.

È il segno di un clima sempre più irrespirabile. Un clima fatto di odio e intolleranza, alimentato da una destra che fa petizioni contro i migranti, rivendica una giustizia fai da te e continua a promulgare leggi violente e repressive per le persone, per i più fragili, garantendo sempre più forme di immunità alle forze dell’ordine. Tutto questo per puri fini elettorali, per distogliere lo sguardo della gente dalle vere questioni del nostro tempo: la povertà dilagante, il crescere delle diseguaglianze e delle marginalità, nei centri come nelle periferie delle nostre città.

Tutto questo è inaccettabile e fa orrore.

Ci stringiamo al dolore della famiglia di Abderrahim Fakir. Siamo prontə a tornare in piazza fino a quando si farà verità e giustizia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

EnglishItalianPortugueseSpanish