
Così si è espressa Claudia Sheinbaum, presidente del Messico:
“Il Messico non è una colonia, né un protettorato. La nostra amicizia con il popolo di Cuba non è negoziabile. Se un fratello è al buio e ha fame, non gli si chiude la porta per paura del vicino; lo si aiuta perché è la cosa giusta da fare.”
Nonostante la pressione di Washington, Cuba non è isolata. Il Messico, sotto la presidenza di Claudia Sheinbaum, ha ribadito che il sostegno all’isola è una questione di sovranità e umanitarismo.”La nostra posizione è assoluta, è una decisione sovrana e ha molto a che fare con l’umanitarismo… le persone non dovrebbero soffrire,” ha dichiarato Sheinbaum qualche giorno fa.Oltre alle parole, Sheinbaum ha difeso con forza la presenza dei medici cubani in Messico, spesso criticata dalle opposizioni di destra:”Mentre altri esportano armi, Cuba esporta medici. Il Messico accoglie questa missione di pace con gratitudine. È uno scambio di dignità.”Come scienziata (esperta di ingegneria energetica e clima), la presidente messicana capisce meglio di chiunque altro la vulnerabilità tecnica di Cuba. La sua forza non è gridata, ma basata su dati scientifici e assoluta fermezza quando difende ogni paese latino sotto attacco degli USA, come il Messico lo è da sempre.È commovente vedere una leader che, pur condividendo un confine di tremila chilometri e legami economici vitali con gli Stati Uniti, non china la testa. Mentre figure come Marco Rubio minacciano conseguenze per chi aiuta l’Avana, lei risponde con la sovranità, mantenendo l’invio di greggio della compagnia statale PEMEX anche quando le banche internazionali cercavano di bloccare le transazioni.
Inoltre, ha offerto assistenza tecnica per riparare le reti elettriche cubane, vedendo nei cubani dei “fratelli” e non solo dei vicini.
La Sheinbaum ha sempre difeso il diritto del Messico di commerciare con chi vuole, opponendosi alla logica dei blocchi che considera un retaggio del secolo scorso.Questo sostegno, unito a quello di altri paesi della regione, funge da polmone per un’economia che molti davano per spacciata dopo il sequestro delle petroliere venezuelane.”Il Messico ha una storia di asilo e solidarietà che non si spezza davanti alle minacce. È la nostra essenza,” sembra dire ogni suo gesto diplomatico.Questa determinazione trasforma Claudia Sheinbaum in una sorta di “scudo umano” diplomatico per l’isola, ricordando al mondo che la politica estera può ancora avere un cuore e una bussola morale, anche quando i venti di guerra e di sanzioni soffiano fortissimi.
La fermezza di Claudia Sheinbaum è diventata un simbolo di resistenza diplomatica proprio perché parla un linguaggio che unisce il rigore scientifico alla passione civile.
Il professor Michael J. Bustamante dell’Università di Miami ricorda la resilienza storica del sistema economico cubano: Cuba ha già superato il crollo dell’Unione Sovietica nel 1991, una crisi molto più profonda di quella attuale, rivelando una capacità di adattamento estrema.
Sebbene il petrolio venezuelano sia cruciale, l’isola sta accelerando la transizione verso l’energia solare (con l’aiuto della Cina) e diversificando le fonti di approvvigionamento con Messico e Russia. Il governo cubano, sotto la guida dei propri consulenti economici e con il supporto tecnico cinese, ha fissato l’obiettivo di generare il 24% della sua elettricità da fonti rinnovabili entro il 2030. Recentemente, la Cina ha donato diversi parchi fotovoltaici da 5 megawatt (MW) ciascuno e sta introducendo sistemi di accumulo con batterie industriali per gestire i picchi di domanda durante la notte, quando i blackout sono più frequenti. Gli economisti cubani hanno sottolineato che il modello delle grandi centrali termoelettriche sovietiche è ormai obsoleto e fragile (basta un guasto a una singola pianta per far cadere l’intera isola). Perciò, stanno lavorando alla creazione di piccole reti locali alimentate da parchi solari cinesi. Se la rete nazionale cade, le comunità locali possono mantenere i servizi essenziali (ospedali, refrigerazione alimentare) attivi.
La transizione energetica agisce come uno scudo di sovranità, riducendo la capacità degli Stati Uniti di provocare un collasso attraverso le sole sanzioni petrolifere.Il futuro di Cuba dipende dalla velocità con cui il Partito Comunista saprà ascoltare i propri economisti. La sopravvivenza dell’isola sta partendo da una trasformazione interna spinta dalla necessità, pur sempre protetta dalla solidarietà dei vicini latini.
Grazie alla partnership strategica con la Cina, l’isola sta accelerando la sua rivoluzione verde. Non più poche, fragili centrali termoelettriche, ma una costellazione di parchi fotovoltaici.In questo scenario, la figura di Claudia Sheinbaum emerge come una luce di speranza. La sua non è una sfida ideologica, ma una ferma adesione ai diritti umani e alla sovranità.
Come sostiene il Prof. Bustamante, Cuba ha già camminato “sull’orlo dell’abisso” e ne è uscita. Oggi, con una società più dinamica e il sostegno di giganti come Cina e Messico, l’isola ha gli strumenti per evolversi. Tra il supporto tecnologico cinese e la protezione fraterna del Messico, leggendo la posizione degli economisti cubani, l’impressione è che Cuba stia cercando di scrivere il proprio futuro sfruttando l’unica risorsa che nessuna sanzione può bloccare: il sole dei Caraibi.

