
Cuba ha trasformato il suo sistema elettrico in soli 12 mesi, aumentando l’energia solare dal 5,8% a oltre il 20% della generazione totale, mentre il Paese corre per sfuggire alla dipendenza dalle importazioni di petrolio ora bloccata dalle sanzioni statunitensi.
La nazione caraibica ha collegato 49 nuovi parchi solari alla sua rete tra l’inizio del 2025 e l’inizio del 2026, aggiungendo più di 1.000 megawatt di capacità con attrezzature e finanziamenti dalla Cina. L’espansione rappresenta una delle transizioni energetiche rinnovabili più veloci mai realizzate da un paese in via di sviluppo.
La rapida espansione sarebbe stata impossibile senza il sostegno sostenuto da Pechino. La Cina si è impegnata a costruire 92 parchi solari entro il 2028 con una capacità combinata di circa 2.000 megawatt, quasi corrispondenti all’intera capacità di produzione di combustibili fossili di Cuba.
Oltre alle grandi aziende solari, la Cina ha donato circa 70 tonnellate di parti di generatori di energia e si è impegnata a installare 10.000 sistemi fotovoltaici per case isolate e strutture critiche, inclusi reparti maternità e cliniche.
Se Cuba mantiene il ritmo di installazione, raggiunge un adeguato stoccaggio delle batterie e mantiene il supporto cinese fino al 2028, potrebbe raggiungere l’indipendenza energetica che rende i blocchi petroliferi economicamente irrilevanti.
Fonte: I Maestri del Socialismo su Facebook, Instagram e soprattutto Telegram – https://t.me/intellettualecollettivo Info e materiali su Intellettualecollettivo.it e Storiauniversale.it]