Il blocco degli USA a Cuba innesca la solidarietà globale

Cubani a L'Avana

La crisi energetica che sta travolgendo Cuba ha superato i confini terrestri per colpire il cuore della sua connettività: l’aviazione civile. Con un avviso operativo (Notam) valido fino all’11 marzo, le autorità hanno formalizzato l’assenza di carburante JET A1 nei principali scali del Paese, da quello di Varadero al José Martí di L’Avana. ​

La mancanza di combustibile per aviazione sta costringendo le compagnie internazionali a ridisegnare le rotte, inserendo scali tecnici in Messico o Repubblica Dominicana per poter ripartire. Il turismo, polmone economico dell’isola, è in ginocchio: la Russia ha espresso profonda preoccupazione per i 4.000 turisti russi attualmente bloccati sull’isola, mentre la compagnia Cubana de Aviación ha già sospeso i voli verso l’Argentina dopo il rifiuto di Buenos Aires di fornire carburante per timore delle sanzioni statunitensi.

Ciò rappresenta l’ultimo, drammatico capitolo di un’asfissia economica esasperata dalla linea dura dell’amministrazione Trump e dal venir meno dello storico sostegno venezuelano, coronato dal distanziamento di partner regionali come Guatemala e Nicaragua, che, nel timore di ritorsioni economiche da parte di Washington, hanno preferito congelare i rapporti con l’isola: il Guatemala ha chiuso gli accordi con i medici cubani e il Nicaragua ha imposto visti d’ingresso, chiudendo una valvola di sfogo migratoria fondamentale.

​La risposta dei “ponti umanitari”:

1. ​Messico: la presidente Claudia Sheinbaum ha già fatto attraccare due navi con oltre 800 tonnellate di viveri. Il partito di governo Morena ha lanciato una mobilitazione senza precedenti, che spiego in modo dettagliato, perché di grande esempio;

2. ​Cile: il governo di Gabriel Boric ha stanziato 1 milione di dollari che passerà attraverso l’UNICEF. Una scelta strategica per garantire che l’aiuto arrivi direttamente ai bambini e agli adolescenti cubani, superando le barriere ideologiche;

3. ​Spagna: il governo di Pedro Sánchez, tramite l’agenzia AECID, sta coordinando l’invio di prodotti sanitari di prima necessità, ribadendo che la stabilità della regione non può passare per la privazione di beni essenziali;

4. ​Russia e Brasile: il Cremlino ha annunciato spedizioni d’emergenza di petrolio e derivati, definendo “critica” la situazione energetica; il Governo brasiliano proprio ieri ha annunciato di valutare l’invio di aiuti umanitari all’isola (meglio tardi che mai, mi viene da dire!).

Il blocco statunitense del 2026 non è più solo una questione di politica interna, ma un test per il diritto internazionale. Può una nazione essere privata dell’energia e del diritto al volo per scopi politici? Mentre le navi messicane scaricano riso e fagioli e la Spagna invia antibiotici, il mondo guarda a L’Avana sperando che la diplomazia umanitaria riesca a riaprire quei cieli che oggi appaiono drammaticamente vuoti.

L’azione di Morena (Movimento di Rigenerazione Nazionale) in Messico rappresenta uno dei pilastri più significativi di questa ondata di solidarietà, poiché unisce la diplomazia istituzionale a una mobilitazione popolare capillare.

Per il partito della presidente Claudia Sheinbaum, l’aiuto a Cuba non è solo una questione di assistenza, ma una riaffermazione della sovranità latinoamericana contro le pressioni di Washington.

Perché l’azione di Morena è decisiva? ​A differenza degli aiuti di altri Paesi, che sono principalmente governativi, l’intervento di Morena coinvolge la società civile messicana. Questo crea uno scudo politico per la presidente Sheinbaum: le minacce di Trump di imporre tariffe al Messico si scontrano con un sentimento popolare di fratellanza che il partito ha saputo incanalare efficacemente, rendendo il costo politico di un eventuale passo indietro molto elevato.

Il partito Morena non si ferma alla propaganda. I deputati locali e i vertici della dirigenza nazionale hanno siglato un accordo interno senza precedenti: destinare un intero mese del proprio stipendio (la “dieta” parlamentare) all’acquisto diretto di forniture mediche e alimentari non deperibili.

Questo fondo garantisce un flusso costante di carichi che si aggiungono alle donazioni spontanee dei cittadini.​ La segretaria generale, Carolina Rangel, ha trasformato le sedi del partito (a partire dal quartier generale nel Viaducto Miguel Alemán a Città del Messico fino alle sezioni locali in ogni Stato della Repubblica) in punti di ricezione permanenti.

La priorità è data a beni che rispondano alle emergenze segnalate dall’ambasciatore cubano Eugenio Martínez Enríquez:

1. La donazione di biciclette (nuove o usate in buono stato) è diventata il simbolo della campagna, per permettere ai lavoratori cubani di spostarsi nonostante la paralisi totale dei trasporti pubblici dovuta alla mancanza di carburante;

2. Kit di emergenza energetica: raccolta di lampade ricaricabili e batterie, fondamentali per affrontare i prolungati blackout che colpiscono l’isola.

3. ​Sanità e alimentazione: latte in polvere, riso, medicinali di base, siringhe e garze; articoli che il blocco bancario imposto dagli USA rende quasi impossibili da acquistare sui mercati internazionali.

Alla luce dei fatti narrati (dalla mobilitazione di Morena in Messico alla diplomazia umanitaria di Sánchez in Spagna e all’impegno di Boric in Cile) possiamo trarre una conclusione su cosa significhi, oggi, essere di sinistra.​Mentre la realpolitik e le strategie di pressione delle superpotenze utilizzano la privazione dei beni essenziali (carburante, medicine, cibo) come arma negoziale, essere di sinistra significa riaffermare che il diritto alla vita è pre-politico.

L’azione del Cile, che canalizza aiuti attraverso l’UNICEF nonostante le distanze ideologiche dal governo dell’Avana, incarna l’idea che la solidarietà non è un premio per chi la pensa come noi, ma un dovere verso l’essere umano in quanto tale.​

L’esempio di Morena in Messico sposta il concetto di sinistra dal piano burocratico a quello popolare. Essere di sinistra significa non limitarsi ad attendere l’intervento dello Stato, ma attivare la comunità. Quando i cittadini donano biciclette per sopperire alla mancanza di benzina o i parlamentari rinunciano al proprio stipendio per acquistare latte in polvere, la politica torna a essere condivisione del destino comune. La sinistra diventa un connettore di empatia che trasforma l’indignazione per un blocco economico in logistica del soccorso.​

Essere di sinistra oggi significa anche opporsi a una visione del mondo in cui la forza economica di una nazione può decretare l’asfissia di un’altra.

In questa crisi, essere di sinistra non è una questione di etichette nostalgiche, ma di scelta di campo: stare con chi subisce l’asfissia e non con chi stringe il nodo. È la convinzione che, anche sotto un blocco aereo o energetico, la circolazione delle idee e degli aiuti umani sia l’unica vera forza capace di rompere l’isolamento e ogni forma di sopraffazione dell’altro.

Claudileia Lemes Dias

1. Folha de São Paulo: “Espanha anuncia que fornecerá ajuda humanitária a Cuba por meio da ONU” (16/02/2026)

2. La Tercera: “Tras anuncio de Chile: qué otros países han enviado ayuda humanitaria a Cuba” (14/02/2026)

3. La Jornada: “Lanza Morena campaña de ayuda humanitaria a Cuba” (13/02/2026)

3. SWI: “Boric pide acabar “criminal” bloqueo a Cuba y dice que enviará ayuda a través de Unicef” (12/02/2026)

4. BBC News Brasil: “Governo Lula avalia socorro a Cuba à beira do colapso e sob forte pressão de Trump” (12/02/2026)

5. El siglo de Torreón: “Morena activa colecta masiva en CDMX para apoyar a Cuba; instalan centros de acopio” (12/02/2026)

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