“Il libero scambio tra Cuba e gli Stati Uniti aprirebbe opportunità per entrambi i popoli”: Félix Sharpe Caballero

Carlos Rafael Diéguez - Radio Miami Today
Carlos Rafael Diéguez – Radio Miami Today

Sono passati cinque anni da quando ho intervistato Sharpe Caballero, e da quello scambio ricavo le idee principali del mio interlocutore perché ritengo validi e pertinenti i suoi punti di vista sul dibattito relativo alle relazioni economiche tra Cuba e gli Stati Uniti. Una domanda fondamentale: quanto potrebbero beneficiare Cuba e gli Stati Uniti da una normalizzazione degli scambi commerciali?

Per Félix Sharpe Caballero, cubano residente negli Stati Uniti da 60 anni, la risposta risiede nella cooperazione e nell’eliminazione degli ostacoli che impediscono alle due nazioni confinanti di realizzare il loro potenziale. Oggi, gli ostacoli sono maggiori, con l’aggiunta dell’embargo petrolifero al blocco economico storico che dura da 67 anni.

Durante quell’intervista, Sharpe Caballero difese il libero scambio tra Cuba e gli Stati Uniti, spiegando che le opportunità non si limitano a un singolo stato americano. A suo avviso, tutti i 50 stati possiedono capacità produttive e tecnologiche che potrebbero individuare aree di collaborazione con Cuba.

Ha citato il Michigan come esempio, uno stato con una solida tradizione industriale e agricola, che potrebbe contribuire con prodotti come latte in polvere, carne di maiale, alimenti trasformati, macchinari agricoli e altri articoli legati alla produzione alimentare.

Ma, secondo l’intervistato, le possibilità sono molto più ampie.

Stati a vocazione agricola come Iowa, Illinois, Kansas, Nebraska e Minnesota vantano una vasta esperienza nella coltivazione di cereali, nell’allevamento del bestiame, nella produzione alimentare e nelle tecnologie agricole. Stati come California, Florida e Washington possiedono settori legati a frutta, verdura, prodotti alimentari, innovazione tecnologica e filiere distributive.

Il Texas e la Louisiana possiedono importanti industrie energetiche e portuali che potrebbero facilitare gli scambi logistici e commerciali. La Carolina del Nord, la Georgia e altri stati del sud vantano una forte presenza nei settori alimentare, farmaceutico e manifatturiero.

Allo stesso modo, gli stati con grandi centri universitari e scientifici come il Massachusetts, New York e la California potrebbero ampliare la cooperazione in settori quali la ricerca medica, le biotecnologie, l’istruzione e l’innovazione scientifica.

Anche il turismo rappresenta un settore di grande potenziale. Stati come la Florida, grazie alla loro vicinanza geografica e agli ampi legami storici con Cuba, potrebbero svolgere un ruolo significativo negli scambi culturali, accademici e turistici.

Sharpe Caballero ritiene che anche Cuba, dal canto suo, possieda settori di interesse per gli Stati Uniti, tra cui la biotecnologia, l’industria farmaceutica, il turismo, la cultura, la musica, le arti e alcuni prodotti agricoli.

Durante l’intervista, ha ricordato la fase di riavvicinamento promossa durante l’amministrazione del presidente Barack Obama e ha affermato che, se tale politica fosse continuata, l’attuale stato delle relazioni bilaterali potrebbe essere diverso.

Ha inoltre sottolineato la risoluzione approvata dalla contea di Wayne, nel Michigan, a favore del ripristino delle relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti, come espressione di settori che credono che la cooperazione possa portare benefici reciproci.

Per Félix Sharpe Caballero, il commercio non dovrebbe essere visto unicamente come un’operazione economica, ma come uno strumento di comprensione tra i popoli.

In un mondo in cui le nazioni cercano nuove forme di collaborazione, il suo messaggio è che Cuba e gli Stati Uniti hanno più opportunità di costruire ponti che motivi per non essere uniti.

Fonte: https://www.cubainformacion.tv/portada

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