L’ ASSEDIO CONTRO CUBA E LA RISPOSTA DI ROMA – Di Maddalena Celano

Striscione di Cuba

Roma, 12 Aprile 2026: L’assedio di Cuba e la risposta della Capitale. Cronaca di una marcia per la sovranità

Il 2026 si apre con una delle mobilitazioni internazionaliste più significative degli ultimi anni. Ieri, un corteo imponente ha attraversato il cuore pulsante di Roma, dal Circo Massimo al Colosseo, per gridare un messaggio che è ormai un imperativo globale: “Let’s Cuba Breathe… Lasciamo respirare Cuba”. Non è stata solo una manifestazione di solidarietà, ma un atto di accusa politico e scientifico contro il bloqueo, l’embargo economico e finanziario che da oltre sessant’anni tenta di soffocare l’autodeterminazione del popolo cubano.

La rete delle adesioni: Un fronte compatto e militante

La piazza di ieri ha dimostrato che la solidarietà con l’Avana non è un sentimento astratto, ma una rete organizzata di associazioni, partiti e realtà culturali. Accanto alle storiche militanze dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba (ANAIC) e della Villetta per Cuba, hanno sfilato con determinazione i volontari di Semi di Pace, realtà preziosa per la cooperazione umanitaria, e la storica delegazione torinese di Cuba Insieme, da sempre ponte tra il Piemonte e l’isola.
Fondamentale è stata la presenza della diaspora rivoluzionaria, rappresentata dall’ACRE (Associazione dei Cubani Residenti) e dal coordinamento Cuba Va e del CONACI (Coordinamento Nazionale dei Cubani Residenti in Italia). Questi uomini e donne hanno ribadito che la loro identità non è negoziabile e che la difesa della patria è un dovere di ogni cubano patriota all’estero.
Sul piano politico, la piazza ha visto una partecipazione massiccia della sinistra di classe: il Partito della Rifondazione Comunista (PRC), il Partito Comunista Italiano (PCI), Potere al Popolo, il Fronte Comunista (FC) e la Piattaforma Comunista hanno dato voce a un’opposizione netta alle logiche imperialiste. Anche il sindacalismo conflittuale, guidato dall’ USB (Unione Sindacale di Base) e dalla Rete dei Comunisti, ha sottolineato come il blocco sia un crimine contro i lavoratori. In questo scenario, l’incontro con realtà indipendenti come GalleriArt ha dimostrato che la resistenza è anche culturale: la presenza di Elisabetta e delle sue compagne ha ricordato che l’arte è uno strumento di liberazione necessario per raccontare la verità oltre la propaganda.

Perché il Bloqueo è un crimine contro l’umanità?

Il blocco nel 2026 non è più solo una restrizione commerciale, ma una vera e propria chirurgia finanziaria volta a indurre il collasso sistemico del Paese.
Il punto nodale resta l’infame inserimento di Cuba nella lista dei “Paesi Sponsor del Terrorismo” (SSOT). Questa etichetta, priva di fondamento fattuale, produce un effetto domino devastante: le banche internazionali, temendo le ritorsioni statunitensi, bloccano i pagamenti anche per beni di prima necessità.

Questo ha causato:
Emergenza Sanitaria:

Una carenza senza precedenti di oltre 250 farmaci salvavita e reagenti per la produzione di vaccini.

Sabotaggio energetico:

La persecuzione delle navi petrolifere ha causato blackout che, nel 2026, paralizzano il 40% della rete elettrica nazionale, compromettendo la catena del freddo e il funzionamento degli ospedali.

Danno economico:

Le perdite quotidiane superano i 15 milioni di dollari, impedendo a Cuba di investire in infrastrutture e sviluppo alimentare.

La dignità della scelta

Le condizioni sociali a Cuba sono peggiorate non per un limite del modello, ma perché il Paese è costretto a vivere in un’economia di guerra permanente. La marcia di Roma ha voluto ribadire che la resistenza cubana è la nostra resistenza. Mentre il corteo passava sotto l’Arco di Costantino, l’emozione di aver ritrovato amiche e compagni di lotta ha dato a tutti la certezza che Cuba non è sola.
Let’s Cuba Breathe!

Lasciamo respirare un popolo che ha fatto della solidarietà la sua bandiera. La piazza di ieri ha scelto da che parte stare: con la vita e con la sovranità.

Maddalena Celano

Sono una saggista, docente e ricercatrice italiana con una formazione multidisciplinare d’eccellenza che spazia dalla filosofia agli studi geopolitici e ambientali. Il mio percorso è guidato da un costante impegno nell’analisi critica delle dinamiche di potere e dei processi di emancipazione sociale.
​Il mio percorso accademico è caratterizzato da una continua ricerca di specializzazioni:
​Abilitazione all’Insegnamento di Storia e Filosofia (A019): Conseguita nel 2024 presso l’Università eCampus.
​Dottorato in Filosofia (indirizzo storico-teoretico): Attualmente in corso presso la PUA – Pontificia Università Antonianum.
​Ho già portato a termine un Dottorato di Ricerca in “Studi Comparati: Lingue, Letteratura e Formazione” nel 2018, presso l’Università di Roma Tor Vergata.
​Laurea in Filosofia: Conseguita nel 2003 presso l’Università degli Studi di Roma Tre.
Ho approfondito le mie competenze interdisciplinari attraverso percorsi magistrali e specialistici:
​Un Master in “Formazione e Media” conseguito nel lontano 2005 e un Master in “Studi del territorio – Environmental Humanities” conseguito nel 2020 (Università Roma Tre) e
​Specializzazione per il Sostegno Didattico agli alunni con disabilità (UNINT, 2020).
​La mia produzione letteraria e di ricerca si concentra sulla storia dell’America Latina, il femminismo rivoluzionario e l’analisi geopolitica contemporanea. Tra le mie opere principali:
​Tra i diversi Saggi e Curatele:
​L’eredità di Simón Bolívar, il cuore ribelle dell’America Latina (Mario Pascale Editore): Un’analisi sull’attualità del pensiero bolivariano nel contesto delle sfide geopolitiche odierne.
​Manuela Sáenz e Simón Bolívar (Edito da Dei Merangoli): Studio approfondito sul legame politico e rivoluzionario tra queste due figure chiave.
​Manuela Sáenz Aizpuru: Il femminismo rivoluzionario oltre Simón Bolívar (Aras Edizioni, 2018; riedito Porto Seguro Editore, 2022): Include la prima traduzione italiana del loro carteggio privato.
​Donne cubane: l’altra metà della Rivoluzione (CTL Edizioni-Libeccio, 2020).
​Venezuela: un esempio di guerra ‘ibrida’ (Saggio scientifico su Democrazia & Sicurezza, 2019).
​Collaborazioni Editoriali:
Ho curato la pubblicazione de Il Socialismo in un Paradigma Liberale di Giulio Santosuosso (2022) e contribuito con profili biografici al volume America Latina: donna forte e insorgente di Diego Battistessa (2020).
​Collaboro stabilmente con testate d’informazione indipendente, unendo il rigore della ricerca storica a una partecipazione attiva nel dibattito civile e politico.

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