Pubblichiamo l’intervento di Andrea Puccio, autore del libro “Cuba sotto attacco”, che a causa della difficoltà del collegamento con Trinidad, durante l’incontro di venerdì 20 febbraio scorso a “Volere la Luna”, abbiamo dovuto rimandare ad altro momento. E’ importante riuscire anche attraverso le sue parole, a fare chiarezza sulla ultra-decennale situazione che sta affrontando Cuba e il suo eroico popolo.
Barcamenarsi tra notizie vere, notizie false, mezze verità, notizie contraffatte ad arte e propaganda, è sempre più difficile, soprattutto poi quando si parla di quei paesi nei quali gli Stati Uniti hanno deciso di fare piazza pulita dei loro legittimi governi.
La narrazione portata avanti dalla nostra informazione riguardo a quelle nazioni che per loro scelta hanno deciso di essere disobbedienti, di seguire altre vie politiche, di non essersi inginocchiate davanti allo Zio Sam è spesso frutto della propaganda più spicciola e becera. Se poi si parla di Cuba, proprio adesso che è tornata di attualità nelle politiche della Casa Bianca, l’informazione diffusa appare chiaramente viziata da pregiudizi, tanto per essere gentili.
Come tutti saprete certamente il 29 gennaio scorso Donald Trump, sotto la direzione del segretario di stato statunitense Marco Rubio, da sempre acerrimo nemico di Cuba, ha firmato un ordine esecutivo nel quale dichiara di imporre dazi aggiuntivi del 25 per cento a tutti quei paesi che venderanno petrolio e i suoi derivati all’isola.
Una misura che intende chiaramente privare l’isola di tutti i combustibili necessari alla vita quotidiana del popolo cubano. I combustibili si usano non solo per la produzione di energia elettrica, ma anche chiaramente per i trasporti, E’ vero che molta dell’energia prodotta nelle centrali termoelettriche cubane proviene dall’uso di petrolio di produzione nazionale, ma per i trasporti è necessario il combustibile importato.
La mancanza di combustibili pregiudica non solo il trasporto delle merci e delle persone, ma anche lo spostamento dei malati negli ospedali. Si pensi ad esempio a tutti quelli che necessitano di una dialisi e che devono raggiungere i nosocomi per sottoporsi alle cure. Il governo cubano ha dichiarato uno stato di emergenza causato dalla mancanza di combustibile e ha deciso di sospendere i trasporti delle persone nel quadro di una razionalizzazione della distribuzione dei carburanti. E’ stata data priorità ai servizi essenziali come la sanità pubblica e le produzioni di alimenti.
Nonostante le ovvie limitazioni che la mancanza di petrolio comporta a Cuba i servizi essenziali, come detto, sono garantiti. Ad esempio, ai 3000 malati che devono sottoporsi a dialisi è stata garantita la mobilità che resta, come in passato, a carico del servizio sanitario cubano. I malati vengono trasportati negli ospedali senza alcun costo da parte loro, tutto è gratuito.
Per le strade, a dispetto di tutti quelli che speravano in una sollevazione popolare, la vita è assolutamente normale, normale come potrebbe essere in un paese che comunque soffre sanzioni da oltre sessanta anni grazie al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dal 1962 dagli Stati Uniti.
La vita a Trinidad, dove mi trovo, procede nella più completa tranquillità, nei negozi le vendite sono regolari, i prodotti essenziali non mancano a dispetto di quanto viene scritto in giro, nei mercati la distribuzione di generi alimentari non è cambiata. Ho rilevato purtroppo un leggero aumento dei prezzi di alcuni prodotti, ma questo era inevitabile. Gli speculatori in casi come questi si strusciano le mani. Penso anche che la speculazione sia di natura politica, ovvero organizzata per mettere sotto pressione la popolazione. Spesso si sente dire in giro che un certo alimento non sarà più distribuito per molto tempo e questo alimenta panico nei cittadini che temono di non poter più approvvigionarsi di quel bene. Poi si scopre che erano tutte frottole, ma comunque la popolazione rimane preoccupata.
La nuova misura introdotta da Trump è senza dubbio una violazione dei diritti umani dei cubani, ma per i paesi occidentali tutto sembra essere normale. Gli stessi paesi che ci tempestano quotidianamente con la filastrocca che un paese che viola i diritti umani deve essere riportato sulla retta via, magari lanciandogli addosso le nostre bombe umanitarie. Nessuno, o pochi, hanno, salvo le solite dichiarazioni di circostanza, fatto nulla per far pressioni sul loro padrone a stelle e strisce perché sollevasse questa ultima ignobile sanzione.
La lista di false notizie diffuse sulla stampa che riguardano Cuba è lunghissima, tutte hanno comunque un unico denominatore comune. Tutte cercano di far passare l’idea che la causa dei problemi dei cubani sia riconducibile al governo e alla decisione di Cuba di essere un paese socialista, un paese che ha deciso nel 1959 di stare dall’altra parte della barricata. Una colpa quella di aver scacciato gli Stati Uniti dal suo territorio che a Washington non è mai andata giù. Le fantasiose narrazioni cercano di convincere i lettori che tutto sommato imporre sanzioni a un paese dittatoriale, come Cuba viene dipinta, è del tutto legittimo. Per salvare il popolo cubano dai sanguinari dittatori che lo governano occorre imporgli sanzioni a non finire, portarlo alla disperazione in attesa che si decida a ribellarsi e torni nell’alveolo dei paesi democratici.
Un po’ come è accaduto con le bombe umanitarie lanciate per riportare la democrazia in altre nazioni come Iraq, Libia, solo per citarne due. Nel caso cubano invece si è preferito usare le sanzioni per tentare la sovversione del governo. Far patire la popolazione fino a portarla alla ribellione, assediare il Paese come avveniva nel Medio Evo quando si assaltavano i castelli e si prendevano per fame e stenti. È questo che cercano di farvi intendere, un governo tirannico che affama la popolazione e viola costantemente i diritti umani dei propri cittadini deve sparire dalla faccia della terra, se poi qualcuno di questi cittadini soffre per la mancanza di medicinali o di cure poco importa, sarà una morte necessaria. Necessaria per riportare la democrazia a Cuba e un presidente affine agli interessi degli Stati Uniti al governo.
Quindi qualche sanzione non potrà che fare bene al ripristino della democrazia e dello stato di diritto a Cuba che da troppi anni viene governata da sanguinari dittatori. E voi dovrete continuare a credere a quei tromboni che diffondono false notizie per convincervi che è necessario continuare a sanzionare l’isola per il bene dei cubani.
Insomma, se adesso a Cuba scarseggia il carburante non è colpa della nuova misura sanzionatoria escogitata da Donald Trump e soci, ma del governo inetto, un governo che però ancora continua strenuamente a resistere alle pressioni della Casa Bianca. Non è colpa del sessantennale blocco economico, commerciale e finanziario, ma dell’inefficienza del governo.
Ma se è tutta colpa del governo perché continuare a insistere con le sanzioni? Cari Trump, Rubio e tutti gli altri tirapiedi che li seguono togliete il blocco e così potrete finalmente annunciare al mondo che è il governo a essere responsabile dei problemi dei cubani. Se togliete il blocco Miguel Diaz Canel e i suoi ministri non avranno più l’alibi che addossa al blocco tutti i problemi dell’isola.






