Consulado de Cuba en Roma – L’intervento di Yeny Brizuelas

Yeny Brizuelas
Yeny Brizuelas

Sono Yeny Brizuelas Parlo oggi davanti a voi come coordinatrice del #ProgettoUmanitario della #ONG#OperatoriSanitarinelMondo, ma prima di tutto parlo con la voce ed il cuore di una #donna cubana.

Sono appena rientrata dall’aeroporto, dove abbiamo spedito l’ennesima valigia di medicinali e materiale #sanitario verso la nostra isola. E ogni volta ho un sentimento contrastante: da un lato la soddisfazione di sapere che servirà ad aiutare persone che non hanno farmaci per curarsi, dall’altro stringe il cuore sapere che non è mai abbastanza e che il sistema sanitario cubano, che è sempre stato una eccellenza non solo per i paesi in via di sviluppo, sta attraversando una grave crisi dovuta al crudele blocco economico e dipende, in larga misura, dagli aiuti esterni.

Ma voglio dirlo ad alta voce, con la fierezza che la nostra storia ci ha insegnato: #Cuba non è nata per vivere di carità!

Cuba non chiede elemosine! Da quando abbiamo iniziato con questo progetto umanitario per sostenere il nostro #popolo, ho conosciuto persone straordinarie, che nonostante le difficoltà si spendono per gli altri.

La solidarietà tra i cubani è forse la maggiore risorsa del paese.

Nonostante le enormi difficoltà le persone non si sono disumanizzate, come avrebbero voluto gli #USA, che puntavano a dividere il nostro popolo mettendo i cubani gli uni contro gli altri.

Le avversità ci hanno reso più uniti, più consapevoli che solo insieme possiamo affrontare le sfide che ci vengono imposte.

Ed è proprio questa solidarietà che mi dà speranza. Perché dimostra che si può colpire un’economia, limitare le risorse, creare enormi difficoltà, ma non si può spezzare la dignità di un popolo che continua a scegliere l’umanità, la condivisione e l’amore per la propria terra.

La nostra Patria non ha bisogno di pietà, ha diritto alla giustizia. Ha il diritto sacro di respirare, di svilupparsi, di camminare a testa alta. Da oltre sei decenni, un #BloccoCriminale e spietato tenta di soffocare il nostro popolo e di ostacolarne il cammino rivoluzionario.

Ci negano l’accesso a risorse fondamentali, cercano di sbarrarci la strada, si è pensato che privandoci del necessario ci saremo arresi. Ma chi ha creduto questo non ha mai conosciuto davvero il popolo cubano, non conosce la forza di un popolo che ha imparato a resistere senza perdere la propria umanità.

È proprio nei momenti più duri che il nostro popolo ha dimostrato la sua forza più grande. Non serve nasconderci dietro diplomaticismi: dietro ogni #farmaco che non arriva, dietro ogni macchinario #medico bloccato dalle sanzioni imposte dagli Stati Uniti, non ci sono meri numeri. Ci sono i nostri #bambini, i nostri #anziani, i nostri #ammalati, le nostre #famiglie.

Usare la salute come un’arma di pressione politica è un atto d’infinita viltà. Trasformare il diritto alle cure in un ricatto economico è una violazione aperta della vita stessa.

Uno studio pubblicato da The Lancet Global Health ha stimato che dal 1971 al 2021 sono più di 38 milioni le persone morte per le sanzioni, più delle vittime in guerra dalla fine della II Guerra Mondiale ad oggi.

Le vittime sono in gran parte bambini sotto i 5 anni e anziani. Sono morti silenziose, che non fanno rumore, ignorate dai media. Qualche giorno fa quattro congressisti democratici americani, di ritorno da Cuba, hanno affermato che “l’espressione “Gaza silenziosa” può essere usata per descrivere gli effetti sui civili del blocco energetico.

Le persone non riescono più a vivere normalmente: non possono andare al lavoro, conservare i cibi né accedere a forniture mediche”.

E purtroppo la definizione di “Gaza silenziosa” descrive la realtà. I dati sulla mortalità infantile sono drammaticamente peggiorati, in alcuni casi raddoppiati.

E quotidianamente ricevo notizie di persone che muoiono perché non possono essere operate o per carenza di farmaci vitali.

Come cubana, condanno con tutta la forza della mia anima questo embargo e queste sanzioni disumane!La solidarietà internazionale — la stessa solidarietà che Cuba ha sempre donato al mondo inviando i suoi medici ovunque ci fosse un sofferenza — per noi è un abbraccio fraterno, un ponte d’amore indispensabile. Ma la vera vittoria, l’unica soluzione giusta, è la fine definitiva di questo assedio ingiusto.

Lasciate che Cuba viva! Lasciate che il popolo cubano costruisca e decida il proprio destino in pace e in libertà! La salute non si baratta, la salute non si blocca, la dignità di un popolo non si piega mai!

Come disse Jose Marti ¡ Patria es Humanidad!

Hasta la victoria siempre!

#MiMoncadaEsLaPatria

#TumbaElBloqueo

#JuntosXCuba

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