Criticare Israele non è antisemitismo, il 9 settembre in piazza contro il ddl del governo

Coloni israeliani

Anche Collettiva aderisce, il 9 settembre, al presidio a Montecitorio per protestare contro l’ennesima legge bavaglio che fa diventare reato il dissenso 

Appuntamento a Roma davanti a Montecitorio, mercoledì 9 settembre, per dire no al disegno di legge chiamato “Antisemitismo”, ma che è invece l’ennesimo tentativo di mettere un bavaglio al dissenso facendo diventare reato le critiche a Israele.

Il pericolo consiste in una parte della definizione, assunta dal testo Ihra (International holocaust remembrance alliance), secondo la quale antisemitismo è anche la manifestazione retorica e fisica diretta “verso istituzioni della comunità ebraica”, quindi il governo israeliano, e che “fa coincidere sette dei suoi undici esempi di antisemitismo con le critiche allo Stato di Israele“.

Collettivasottoscrive l’appello dei promotori (in calce) e aderisce alla protesta insieme a oltre un centinaio di associazioni: definire odio razziale il denunciare le violazioni dei diritti umani e il genocidio perpetrati dal governo di Benjamin Netanyahu contro i palestinesi e le sue politiche coloniali è uno strumento per mettere il bavaglio al dissenso e a tutti coloro che si battono per i diritti del popolo palestinese, perseguendoli legalmente.

Parlamento italiano

 

La scelta del giorno della manifestazione coincide con l’inizio in Commissione Affari costituzionali alla Camera della discussione del ddl Antisemitismo. In contemporanea al presidio romano si svolgeranno analoghe manifestazioni in molte città italiane, da Milano a Brindisi, da Reggio Emilia a Feltre, da Verona a Lecce. 

A firmare l’appello, tra le tante sigle, ci sono Amnesty international, Anpi Roma, Cgil Roma e Lazio, Usb, reti studentesche come Osa e Cambiare rotta. Tra le sigle anche la Federazione nazionale della stampa, che si è trovata però costretta a specificare di non essere antisemita, non esserlo mai stata e che non lo sarà mai, dopo le accuse del presidente della Comunità ebraica di Milano, Walker Meghnagi, che ha criticato la posizione del sindacato. La segretaria, Alessandra Costante, ricorda anche “le decine di giornalisti e reporter uccisi durante l’attacco a Gaza. Giornalisti, non terroristi. La Fnsi vuole continuare a poter protestare e ricordare queste vittime di una violenza gratuita, senza essere tracciata di antisemitismo”.

L’appuntamento davanti a Montecitorio è a partire dalle 13 del 9 settembre, quando prenderà il via una lunga serie di interventi “per una normativa che difenda la memoria della Shoah senza trasformarla in arma politica; protegga davvero le persone ebree da ogni forma di odio; impedisca che l’antisemitismo venga manipolato per giustificare l’oppressione di un altro popolo e mettere in campo forme di repressione e derive autoritarie; garantisca che la lotta al razzismo sia una lotta unica, indivisibile, senza gerarchie né eccezioni”.

Appello ddl antisemitismo

https://files.collettiva.it/version/c:NmMxZTM3ZjktMzJmZS00:MDA1MTg4NGYtZDJiZS00/appello%20contro%20ddl%20antisemitismo.pdf

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