TORINO: LO SGOMBERO E LA SOLIDARIETA’ DI CGIL e ARCI

Askatasuna

TORINO: LO SGOMBERO E LA SOLIDARIETA’ DI ARCI E CGIL

Lo sgombero di Askatasuna è un errore. Rappresenta una scelta grave e miope, che colpisce non solo uno spazio fisico, ma un’esperienza sociale, culturale e politica che da decenni fa parte della storia di Torino.Ancora una volta il Governo Meloni rivendica un approccio esclusivamente repressivo, piegando una vicenda complessa e stratificata a una lettura ideologica e securitaria. È una linea già vista, applicata negli anni contro realtà come il Leoncavallo a Milano o contro diversi spazi sociali in Piemonte come in altre città: una linea che lascia macerie sociali e desertificazione culturale. Askatasuna è una realtà attraversata da tantissime persone, un presidio sociale e di quartiere e un collettivo di partecipazione politica. Negli ultimi anni era stato avviato un percorso istituzionale di confronto che aveva portato alla sottoscrizione di un patto di collaborazione civica, con l’obiettivo di restituire alla città una fruizione pubblica di quello spazio e avviare un processo di regolarizzazione. Un percorso complesso che rappresentava un tentativo serio di governo dei conflitti urbani. Le presunte irregolarità amministrative, tutte da accertare, vengono utilizzate come pretesto per chiudere ogni spazio di mediazione e affermare una scelta politica e ideologica: azzerare un’esperienza sociale invece di affrontarne criticità e responsabilità all’interno di un percorso condiviso. Quella strada viene così bruscamente interrotta da una decisione calata dall’alto, che ignora il lavoro fatto sul territorio e comprime l’autonomia delle città nella gestione delle proprie trasformazioni sociali.

È un segnale politico preciso di questo governo: si preferiscono lo scontro alla costruzione di soluzioni, la repressione e la propaganda alla mediazione, il deserto alla partecipazione.

Arci continuerà a difendere il valore degli spazi sociali indipendenti, contro ogni visione che vorrebbe le nostre città e i nostri quartieri normalizzati e in balia delle sole logiche del mercato e del consumo.

Solidarietà al centro sociale Askatasuna.

Il Presidente di Arci Torino Daniele Mandarano

Il Presidente di ARCI Piemonte Andrea Polacchi

Il Presidente di Arci nazionale Walter Massa

🟥Rispetto all’operazione di stamane presso la sede del centro sociale Askatasuna, occorre andare oltre la logica dello scontro, come invece fanno le dichiarazioni degli esponenti dei partiti di governo. Se da un lato l’intervento dello Stato per accertare responsabilità individuali è un atto dovuto, dall’altro non si può accettare che la politica rinunci al suo ruolo di mediazione, riducendo ogni dinamica sociale a una mera questione di ordine pubblico.La tesi espressa stamane dagli esponenti di Fratelli d’Italia, secondo cui il dialogo amministrativo sia un errore o una resa, è una prospettiva che non tiene conto della realtà di una città complessa qual è Torino. Governare significa avere il coraggio di trasformare l’illegalità di fatto in percorsi regolati, proprio come l’Amministrazione comunale ha cercato di fare attraverso progetti di rigenerazione urbana. Liquidare questi tentativi come un “patto con i violenti” è una semplificazione ideologica che ignora decenni di conflitti mai risolti dall’uso esclusivo della forza.Invitiamo il Comune di Torino a non abbandonare il percorso intrapreso affinché il centro diventi risorsa della città e bene comune di tutte e di tutti.

CGIL – Camera Del Lavoro di Torino

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