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	<title>Cuba Insieme</title>
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	<title>Cuba Insieme</title>
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		<title>10 Ottobre: solleviamoci uniti per una Palestina libera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cuba Insieme]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 11:17:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altre notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Rete Palestina Anima Mundi risponde unita alla giornata mondiale di mobilitazione indetta per il 10 Ottobre per la difesa del popolo Palestinese. Solleviamoci contro ogni censura e contro ogni complicità. Lottiamo insieme contro l’occupazione illegale della Palestina. L’onda siamo noi. Il Diritto Internazionale, come le costituzioni antifasciste, sono la prima barriera che protegge i [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="820" height="412" src="https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/Manifestazione.jpg" alt="stop genocidio" class="wp-image-8153" srcset="https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/Manifestazione.jpg 820w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/Manifestazione-300x151.jpg 300w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/Manifestazione-768x386.jpg 768w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/Manifestazione-640x322.jpg 640w" sizes="(max-width: 820px) 100vw, 820px" /></figure>



<p>La<strong> Rete Palestina Anima Mundi</strong> risponde unita alla giornata mondiale di mobilitazione indetta per il 10 Ottobre per la difesa del popolo Palestinese.</p>



<p>Solleviamoci contro ogni censura e contro ogni complicità.</p>



<p>Lottiamo insieme contro l’occupazione illegale della Palestina. <strong>L’onda siamo noi</strong>.</p>



<p>Il Diritto Internazionale, come le costituzioni antifasciste, sono la prima barriera che protegge i popoli dallo strapotere di gruppi finanziari e fanatici irresponsabili. Da un secolo oramai, in Palestina, vediamo questa barriera violata: l’occupazione, l’Apartheid, un modello che il sionismo sta già esportando altrove.<br>Se questa barriera cadrà, cadrà per tutti i popoli.</p>



<p>In Italia ci vogliono zittire per legge, con il DDL 1004 ci vogliono togliere il diritto di criticare Israele.</p>



<p><strong>Pretendiamo</strong><br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.0.0/72x72/270a.png" alt="✊" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> il rispetto del Diritto Internazionale<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.0.0/72x72/270a.png" alt="✊" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> la fine di ogni relazione politica, economica e militare con Israele<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.0.0/72x72/270a.png" alt="✊" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> sanzioni, embargo e la fine di ogni complicità<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.0.0/72x72/270a.png" alt="✊" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> libertà di parola e manifestazione garantite a tutti e tutte.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="742" height="1024" src="https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/Rete-Palestina-Anima-Mundi.jpg" alt="" class="wp-image-8152" srcset="https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/Rete-Palestina-Anima-Mundi.jpg 742w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/Rete-Palestina-Anima-Mundi-217x300.jpg 217w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/Rete-Palestina-Anima-Mundi-640x883.jpg 640w" sizes="(max-width: 742px) 100vw, 742px" /></figure>The post <a href="https://www.cubainsieme.com/altre-notizie/10-ottobre-solleviamoci-uniti-per-una-palestina-libera/">10 Ottobre: solleviamoci uniti per una Palestina libera</a> first appeared on <a href="https://www.cubainsieme.com">Cuba Insieme</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Cuba ridotta allo stremo e la complicità dell’Europa &#8211; Di Martina Steinwurzel**</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cuba Insieme]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 08:37:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 6 aprile 1960 Lester D. Mallory, alto funzionario del Dipartimento di Stato americano, scrive un memorandum destinato a diventare uno dei documenti più eloquenti della politica degli Stati Uniti nei confronti di Cuba. La Rivoluzione ha trionfato da poco più di un anno e Mallory constata un problema: la maggioranza dei cubani sostiene Fidel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="640" height="458" src="https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/Cuba.jpg" alt="L'Avana" class="wp-image-8149" srcset="https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/Cuba.jpg 640w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/Cuba-300x215.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<p><strong>Il 6 aprile 1960</strong> Lester D. Mallory, alto funzionario del Dipartimento di Stato americano, scrive un memorandum destinato a diventare uno dei documenti più eloquenti della politica degli Stati Uniti nei confronti di Cuba. La Rivoluzione ha trionfato da poco più di un anno e Mallory constata un problema: la maggioranza dei cubani sostiene Fidel Castro e non esiste un’opposizione politica efficace capace di rovesciarlo. <strong>Bisogna dunque agire sulle condizioni materiali della popolazione, indebolire la vita economica del Paese, negare denaro e forniture, ridurre salari reali e monetari fino a provocare, sono le sue parole, «fame, disperazione e rovesciamento del </strong><strong>G</strong><strong>overno»</strong>. Sessantasei anni dopo, è difficile leggere quelle righe senza riconoscere una <strong>continuità impressionante con quanto sta accadendo oggi</strong>. Noi lo chiamiamo generalmente embargo. I cubani lo chiamano <em>bloqueo</em>, blocco, e non è una differenza semantica. Un embargo dovrebbe riguardare ciò che un Paese decide di non vendere a un altro; il <em>bloqueo</em> americano pretende invece da sempre di decidere anche che cosa gli altri Paesi possano vendere a Cuba, quali banche possano lavorarci, quali navi possano attraccare nei suoi porti e quali imprese possano investirvi senza rischiare conseguenze negli Stati Uniti.</p>



<p><strong>Da decenni la quasi totalità della comunità internazionale chiede la fine di questa politica</strong>. Ancora nel 2025, 165 Paesi hanno votato alle Nazioni Unite per la fine dell’embargo. Persino l’Unione Europea, già nel 1996, si è dotata di una legge per proteggere cittadini e imprese europee dall’applicazione extraterritoriale delle sanzioni americane, che considera contraria al diritto internazionale. <strong>Una protezione che nei fatti rimane troppo spesso sulla carta</strong>, come sa bene chi lavora con Cuba: banche che rifiutano bonifici o chiudono conti, trasferimenti bloccati, compagnie che rinunciano a trasportare merci, imprese europee che abbandonano investimenti per il timore di perdere il mercato americano o di incorrere in sanzioni. L’Europa condanna il <em>bloqueo</em> all’ONU, ne contesta l’extraterritorialità e contemporaneamente assiste alla sua applicazione.</p>



<p><strong>Dal gennaio 2026, però, siamo entrati in un’altra dimensione</strong>. Dopo l’intervento militare americano in Venezuela, la cattura di Nicolás Maduro e il silenzioso colpo di Stato che ne è seguito, Cuba è stata privata di una delle sue principali fonti di approvvigionamento energetico. Washington ha stretto progressivamente il cappio attraverso minacce di pesanti dazi ai paesi che vendono petrolio a Cuba, pressioni sulle compagnie internazionali e sanzioni contro chi continua a commerciare con l’isola. Con una cadenza ormai quasi quindicinale arrivano nuove sanzioni, nuovi nomi, nuove imprese e nuovi settori da colpire. Marco Rubio ha descritto questa strategia con una sincerità che ricorda quella di Mallory: <strong>ogni volta che Cuba trova un nuovo meccanismo per uscire dal “cappio”, ha spiegato, gli Stati Uniti lo chiudono</strong>.</p>



<p><strong>Le conseguenze si misurano nella vita quotidiana</strong>. <strong>A settembre all’Avana i blackout hanno superato le venti ore consecutive</strong>, lasciando in alcuni giorni appena due o tre ore di elettricità; <strong>nelle province si sono registrati anche diversi giorni consecutivi senza corrente</strong>. È difficile immaginare, dalle nostre case europee, che cosa significhi vivere ogni giorno in queste condizioni. Non poter conservare il cibo in frigorifero, dormire con temperature superiori ai trenta gradi senza un ventilatore, non riuscire a pompare l’acqua nelle abitazioni, non sapere quando sarà possibile cucinare o caricare un telefono. Significa ospedali costretti a convivere con l’emergenza energetica, trasporti ridotti, attività produttive ferme e un’intera esistenza organizzata attorno alle poche ore in cui torna la luce. Quanti di noi riuscirebbero a vivere così per settimane, mesi, anni? Eppure chi conosce Cuba conosce anche l’<strong>incredibile capacità dei cubani di adattarsi, inventare soluzioni e condividere quello che hanno</strong>. In pochi mesi si sono moltiplicati pannelli solari, lampadine e ventilatori ricaricabili, batterie al litio e <em>power station</em> portatili come le EcoFlow, che vengono caricate nelle poche ore in cui arriva la corrente per garantire almeno una luce, un ventilatore o un telefono durante il blackout successivo. <strong>È una resilienza straordinaria, che però non deve diventare l’alibi con cui il resto del mondo accetta l’inaccettabile</strong>: ammirare la capacità di un popolo di sopravvivere non può significare considerare normale ciò a cui è costretto a sopravvivere.</p>



<p>In questa situazione c’è poi un paradosso che racconta forse meglio di qualsiasi discorso la natura del <em>bloqueo</em>. Mentre le pressioni americane strangolano il normale approvvigionamento di petrolio dell’isola, benzina e diesel americani possono arrivare a Cuba se venduti a determinate imprese private attraverso le eccezioni stabilite dagli stessi Stati Uniti. Nei primi sei mesi del 2026 le esportazioni americane di carburante verso il settore privato cubano hanno raggiunto i 96 milioni di dollari, quasi la metà nel solo mese di giugno. Mentre si impedisce a Cuba di approvvigionarsi normalmente sul mercato internazionale, Washington decide quindi chi può vendere carburante sull’isola e a chi, aprendo un nuovo mercato proprio mentre strangola quello ordinario e favorendo il settore privato sostenuto politicamente da quella parte della comunità cubano-americana anticastrista che ha appoggiato Trump. È un regalo politico prima ancora che economico: si crea artificialmente la scarsità e contemporaneamente si stabilisce chi potrà trarne profitto. Reuters ha documentato benzina venduta sul mercato informale fino a 38 dollari al gallone, in un Paese dove uno stipendio mensile vale una frazione di quella cifra. Chi possiede valuta può comprare, chi non ce l’ha rimane fermo, mentre anche la scarsità diventa un mercato sul quale qualcuno può guadagnare proprio grazie alle condizioni create dal <em>bloqueo</em>.</p>



<p><strong>Il carburante, tuttavia, è soltanto una parte dell’assedio</strong>. Il Governo cubano denuncia oltre <strong>7.000 container fermi in diversi porti del mondo a causa delle sanzioni e delle pressioni americane</strong>. Sono merci già acquistate e pagate: soprattutto cibo, medicinali, dispositivi medici e materiali destinati all’energia e all’approvvigionamento idrico. Due container di farmaci contro l’epilessia sono rimasti bloccati a Cartagena perché la compagnia incaricata del trasporto si è rifiutata di portarli a Cuba, mentre grandi compagnie europee hanno smesso di accettare nuove spedizioni verso l’isola. <strong>Il </strong><em><strong>bloqueo</strong></em><strong> assomiglia così sempre più a un assedio medievale realizzato con gli strumenti del XXI secolo</strong>. Non servono mura né una flotta schierata davanti all’Avana quando si possiede un potere economico sufficiente per convincere una banca europea a non effettuare un bonifico, una compagnia marittima a non caricare un container, un’impresa a rinunciare a un investimento o un Paese a chiedersi se vendere petrolio a Cuba valga il rischio di inimicarsi Washington. Le conseguenze ricadono inevitabilmente sulla popolazione civile, ed è per questo è legittimo parlare apertamente di punizione collettiva e di una politica genocidaria, tornando proprio alla logica espressa da Mallory nel 1960: provocare privazioni nella popolazione affinché la sofferenza diventi pressione politica contro il governo.</p>



<p><strong>In mezzo a tutto questo c’è un’Europa che continua a voltarsi dall’altra parte</strong>. La stessa Europa sempre pronta a riempire dichiarazioni e risoluzioni di parole come diritti umani, diritto internazionale, protezione della popolazione civile e autodeterminazione, almeno fino a quando applicare davvero questi principi significa entrare in conflitto con gli Stati Uniti. <strong>È un doppio standard che non riguarda soltanto Cuba</strong>. Lo vediamo di fronte alle politiche guerrafondaie degli Stati Uniti e alla devastazione di Gaza da parte di Israele, sostenuto politicamente e militarmente dagli Usa mentre governi europei hanno continuato a mantenere relazioni politiche, commerciali e militari con Israele. Organismi ed esperti delle Nazioni Unite hanno denunciato punizioni collettive, gravissime violazioni contro la popolazione palestinese e atti di genocidio, mentre l’Europa, così zelante nell’invocare diritti umani e diritto internazionale in altri scenari, continua a trovare eccezioni quando gli accusati sono i propri alleati.</p>



<p><strong>Cuba pone quindi una domanda che riguarda molto più di Cuba: quanto valgono i principi che proclamiamo se siamo disposti a difenderli soltanto quando non hanno un costo politico?</strong> Nel 1960 un funzionario americano metteva nero su bianco una strategia per affamare economicamente un popolo nella speranza che rovesciasse il proprio governo; nel 2026 milioni di cubani vivono con due o tre ore di corrente al giorno, migliaia di container con cibo e medicine non raggiungono l’isola e Washington continua a stringere quel cappio. Possiamo continuare a chiamarlo embargo, mentre i cubani continueranno, più correttamente, a chiamarlo <em>bloqueo</em>. E noi europei possiamo continuare a guardare, votare risoluzioni, proclamare principi e considerarci estranei alle conseguenze, ma resta terribilmente attuale l’avvertimento che Fabrizio De André affidava alla <em>Canzone del maggio</em>: «anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti».</p>



<p>Fonte: https://volerelaluna.it/</p>



<p><strong>**</strong> <em>Martina Steinwurzel lavora da diversi anni con l’Agenzia di Interscambio Culturale ed Economico con Cuba. Si occupa di cooperazione internazionale e progetti ambientali ed è attiva sul fronte della solidarietà a Cuba. Ha partecipato al Convoy Nuestra América, partito via mare dal Messico per portare all’Avana beni di prima necessità e pannelli solari, e alla campagna Let Cuba Breathe, per denunciare la gravissima situazione che vive oggi l’isola a seguito del blocco totale delle forniture di petrolio.</em></p>The post <a href="https://www.cubainsieme.com/attualita/cuba-ridotta-allo-stremo-e-la-complicita-delleuropa-di-martina-steinwurzel/">Cuba ridotta allo stremo e la complicità dell’Europa – Di Martina Steinwurzel**</a> first appeared on <a href="https://www.cubainsieme.com">Cuba Insieme</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>&#8220;NAZA&#8221;: il 28 &#8211; 29 e 30 settembre &#8211; Cinema Nazionale e Fratelli Marx a  Torino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cuba Insieme]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Genere: DocumentarioRegia: Yuval Abraham, Rachel SzorCon: Durata: 80minTrama: Nel corso di conversazioni segrete sui tetti di Tel Aviv, di notte, i meccanismi alla base della sistematica e calcolata uccisione di massa di civili palestinesi a Gaza a opera di Israele vengono svelati dalle stesse persone che li hanno progettati e gestiti. Acquista &#8211; NAZIONALE Acquista [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/1-NAZA.jpg" alt="Naza" class="wp-image-8146" width="494" height="692" srcset="https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/1-NAZA.jpg 450w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/1-NAZA-214x300.jpg 214w" sizes="(max-width: 494px) 100vw, 494px" /></figure></div>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><strong>Genere: </strong>Documentario<br><strong>Regia: </strong>Yuval Abraham, Rachel Szor<br><strong>Con</strong>: <strong>Durata</strong>: 80min<br><strong>Trama: </strong>Nel corso di conversazioni segrete sui tetti di Tel Aviv, di notte, i meccanismi alla base della sistematica e calcolata uccisione di massa di civili palestinesi a Gaza a opera di Israele vengono svelati dalle stesse persone che li hanno progettati e gestiti.</td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><a href="https://tracking.18tickets.it/CL0/https:%2F%2Fnazionale.cctorino.cinemanazionaletorino.com%2Ffilm%2F123989/1/010701a0cf2383cd-8fe0c6c4-78a5-4037-8252-1fba90ac239e-000000/VXhbT52IUwao14bVuA2emAs0L0xxPP74lEbS0D-3wTg=258" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Acquista &#8211; NAZIONALE</a></td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><a href="https://tracking.18tickets.it/CL0/https:%2F%2Fnazionale.cctorino.cinemanazionaletorino.com%2Ffilm%2F124024/1/010701a0cf2383cd-8fe0c6c4-78a5-4037-8252-1fba90ac239e-000000/b1lUOima5iVvnHQMQ1qXucdlqBWrKuhe-JEp9Brdpak=258" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Acquista V.O.S. &#8211; NAZIONALE</a></td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><a href="https://tracking.18tickets.it/CL0/https:%2F%2Ffratellimarx.cctorino.18tickets.it%2Ffilm%2F123989/1/010701a0cf2383cd-8fe0c6c4-78a5-4037-8252-1fba90ac239e-000000/A_j6IonYomB7mKzONVAZXAULocH-em5YVBtV_gAHO9g=258" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Acquista &#8211; FRATELLI MARX</a></td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><a href="https://tracking.18tickets.it/CL0/https:%2F%2Ffratellimarx.cctorino.18tickets.it%2Ffilm%2F124024/1/010701a0cf2383cd-8fe0c6c4-78a5-4037-8252-1fba90ac239e-000000/LD-Tnsajlr1rBOCCPpIKg366LCae-2sQ21sUvzDwiOg=258" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Acquista V.O.S. &#8211; FRATELLI MARX</a></td></tr></tbody></table></figure>The post <a href="https://www.cubainsieme.com/eventi/naza-il-28-29-e-30-settembre-cinema-nazionale-e-fratelli-marx-a-torino/">“NAZA”: il 28 – 29 e 30 settembre – Cinema Nazionale e Fratelli Marx a  Torino</a> first appeared on <a href="https://www.cubainsieme.com">Cuba Insieme</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>La corsa al riarmo, un po’ di storia per capire dove si va &#8211; Di Fausto Angelini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cuba Insieme]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 16:42:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sottolineature]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Partiamo da un dato di fatto: a differenza della violenza delle singole persone, la guerra, cioè la violenza organizzata degli stati, non è mai irrazionale, frutto di uno scatto emotivo di un leader magari instabile, ma è sempre il risultato di un calcolo razionale (anche quando alla prova dei fatti si rivela errato), spesso al [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="640" height="406" src="https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/carri-armati.jpg" alt="Carri armati" class="wp-image-8143" srcset="https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/carri-armati.jpg 640w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/carri-armati-300x190.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<p>Partiamo da un dato di fatto: a differenza della violenza delle singole persone, la guerra, cioè la violenza organizzata degli stati, non è mai irrazionale, frutto di uno scatto emotivo di un leader magari instabile, ma è sempre il risultato di un calcolo razionale (anche quando alla prova dei fatti si rivela errato), spesso al termine di una preparazione durata anni o decenni. <strong>In un processo di riarmo è quindi possibile capire a quale guerra ci si sta preparando, contro quale </strong><em><strong>nemico</strong></em>.</p>



<p>In Italia, dopo la sbornia bellicista del fascismo e il disastro della seconda guerra mondiale, le forze armate hanno mantenuto fino agli inizi degli anni ’90 una impostazione sostanzialmente difensiva, pur all’interno della Nato, con un gran numero di coscritti con la leva obbligatoria e un armamento pensato per una guerra contro il blocco sovietico, senza velleità offensive (le poche missioni militari all’estero erano effettivamente di osservazione, con il consenso di tutti i contendenti, nell’ambito di processi di pace e sotto mandato Onu) e con un livello di spesa relativamente basso, soprattutto negli ultimi anni, quando il pericolo di guerra con l’Urss era evidentemente scomparso. Nel 1991, con la prima guerra del Golfo (e con la dissoluzione del blocco socialista) si apre invece la stagione della schiacciante superiorità militare occidentale sul resto del mondo, con guerre limitate contro paesi che non hanno la possibilità reale di difendersi. <strong>Nel 1993, con il libro bianco sul Nuovo Modello di Difesa, si mette nero su bianco che l’obiettivo delle forze armate non è più, come previsto dalla Costituzione, la difesa del paese da eventuali aggressioni, ma “la difesa degli interessi italiani, ovunque nel mondo siano minacciati”</strong>. Servono quindi forze armate più snelle, attrezzate per operare a grandi distanze dal territorio nazionale e soprattutto, il cui utilizzo non allarmi l’opinione pubblica come avviene quando sono coinvolti militari di leva.</p>



<p>Si avvia quindi un <strong>gigantesco piano di riarmo (dalle portaerei agli aerei cisterna per il rifornimento in volo, dai mezzi da sbarco agli aerei radar a mezzi specifici per ambienti particolari, desertici o paludosi) che porta la spesa militare dal minimo di 15.000 miliardi di lire (7,75 miliardi di euro) nel 1990 fino ai 29 miliardi di euro del 2008 e parallelamente si inizia la transizione a forze armate professionali</strong>, con un progressivo arruolamento di volontari, incentivati con la riserva di posti nelle forze dell’ordine e nell’amministrazione pubblica, fino alla sospensione della leva nel 2005. La partecipazione alle guerre in Afghanistan dal 2002 e in Irak dal 2003 da un lato ha confermato la maggiore utilizzabilità politica dei mercenari, le cui perdite non hanno suscitato le proteste che avevano costretto al ritiro dalla Somalia nel 1994, dall’altro però ha anche confermato la <strong>tradizionale inefficienza delle forze armate italiane</strong>, dove tra gli ufficiali prevale la corsa allo scarico di responsabilità sui sottoposti, in assenza di una guida politica seria, così come ha confermato i<strong> limiti dell’industria bellica italiana</strong> (con i blindati in cui si era dimenticata una parte della blindatura, rendendoli vulnerabili a ordigni improvvisati) e la <strong>tolleranza verso comportamenti inaccettabili</strong> (celebre una foto trapelata da un reparto della Folgore nel 1993 che immortalava una ragazza somala legata nuda e a gambe aperte sul cofano di un mezzo, con la conseguente indagine prontamente aperta dalla magistratura militare finita in un nulla di fatto). Sono gli anni in cui <strong>risorge una retorica patriottarda e militarista</strong>, in cui a ogni attacco della resistenza i militari caduti sono celebrati come eroi senza minimamente interrogarsi sul senso di guerre non certo difensive, e meno che mai sui limiti emersi nelle forze armate, ritirate poi dalle zone calde senza tanto clamore e senza più partecipare direttamente alle altre guerre intraprese dalla Nato.</p>



<p><strong>Dal 2022, con l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, lo scenario cambia</strong> improvvisamente, per la prima volta da più di trent’anni un paese non facente parte dello schieramento occidentale ne aggredisce militarmente un altro, in un gesto di sfida aperta al monopolio occidentale della guerra. Da allora, <strong>il riarmo e la prospettiva della guerra sono tornati al centro del dibattito politico</strong> (ma la discussione riguarda solo le relative modalità, riarmo europeo o dei singoli stati? guerra alla Russia o alla Cina?), presentando l’Italia e l’Europa come soggetti pacifici e indifesi improvvisamente aggrediti dai cattivi da cui bisogna prepararci a difenderci. E, <strong>per quanto riguarda l’Italia, con il paradosso di aver speso negli ultimi decenni diverse centinaia di miliardi di euro</strong> (ed essersi resa odiosa agli occhi di gran parte del mondo) <strong>per trovarsi ora molto meno sicura di 35 anni fa</strong>.</p>



<p>Dall’inizio della guerra in Ucraina e poi in Medio Oriente è diventata sempre più evidente la corsa verso la guerra tra le principali potenze imperialiste del pianeta, con il corollario di riarmo e di mobilitazione dell’opinione pubblica per farla apparire se non desiderabile, quanto meno giusta e necessaria. Ed è bene essere consapevoli che la guerra che si sta preparando non sarà una guerra asimmetrica, dove i morti “nostri” si contano a decine, tutti militari professionisti, mentre dall’altra parte si contano a decine o centinaia di migliaia, in buona parte civili; <strong>sarà invece una guerra simmetrica, tra potenze all’incirca della stessa stazza</strong> (la Cina è attualmente molto meno armata di Usa, Russia ed Europa ma sta rapidamente recuperando terreno), una guerra quindi che richiede non qualche decina di migliaia di soldati che si possono arruolare volontariamente ma diversi milioni, e che, pur senza pensare a prospettive estreme (e poco probabili) come l’uso di testate nucleari, coinvolge l’intera società, assorbendone gran parte delle risorse per le necessità belliche. Per questo, mentre la propaganda coltiva l’indifferenza delle masse e il “piagnisteo da eterni innocenti”, per usare le parole di Gramsci (<em>Odio gli indifferenti</em>, la Città Futura, febbraio 1917), noi dobbiamo essere consapevoli di quanto succede e della necessità di mobilitarsi oggi (politicamente) per non essere mobilitati domani (in una trincea).</p>



<p>Fonte: https://volerelaluna.it/</p>The post <a href="https://www.cubainsieme.com/fidel/la-corsa-al-riarmo-un-po-di-storia-per-capire-dove-si-va-di-fausto-angelini/">La corsa al riarmo, un po’ di storia per capire dove si va – Di Fausto Angelini</a> first appeared on <a href="https://www.cubainsieme.com">Cuba Insieme</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Festa di &#8220;Volere la Luna&#8221; dal 25 al 27 settembre 2026</title>
		<link>https://www.cubainsieme.com/eventi/festa-di-volere-la-luna-dal-25-al-27-settembre-2026/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Cuba Insieme]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 16:33:23 +0000</pubDate>
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		<title>Alla Biblioteca Natalia Ginzburg&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cuba Insieme]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 16:29:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri e racconti...]]></category>
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		<title>Libro: &#8220;La partecipazione come agente trasformativo&#8221; di Elena Ferro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cuba Insieme]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 16:19:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Descrizione: &#8220;Questo libro parte da una domanda semplice: perché il cambiamento, anche quando è condiviso nelle intenzioni, si inceppa nella pratica? Perché, benché sia annunciato, progettato e comunicato, non si realizza? Quando la partecipazione non è agita, il risultato è lo status quo. La partecipazione non è infatti un valore, ma una tecnologia politica. Senza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="1024" src="https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/elena-ferro-1024x1024.jpeg" alt="Volere la luna" class="wp-image-8133" srcset="https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/elena-ferro-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/elena-ferro-300x300.jpeg 300w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/elena-ferro-150x150.jpeg 150w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/elena-ferro-768x768.jpeg 768w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/elena-ferro-640x640.jpeg 640w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/elena-ferro-600x600.jpeg 600w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/elena-ferro-400x400.jpeg 400w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/elena-ferro.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/libro.jpg" alt="" class="wp-image-8134" width="193" height="336" srcset="https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/libro.jpg 424w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/libro-173x300.jpg 173w" sizes="(max-width: 193px) 100vw, 193px" /></figure></div>



<p><strong>Descrizione:</strong></p>



<p>&#8220;Questo libro parte da una domanda semplice: perché il cambiamento, anche quando è condiviso nelle intenzioni, si inceppa nella pratica? Perché, benché sia annunciato, progettato e comunicato, non si realizza? Quando la partecipazione non è agita, il risultato è lo status quo. La partecipazione non è infatti un valore, ma una tecnologia politica. Senza il coinvolgimento delle persone, il cambiamento resta mera dichiarazione. Con il contributo di tutti, può invece diventare trasformazione reale. Come si costruisce? Dall’esperienza nei luoghi di lavoro e nelle grandi organizzazioni pubbliche e private, politiche e sociali, in cui l’autrice si è formata, nasce un metodo concreto basato su tre lenti: ascolto, contesto, azione. Questo è un libro per chi opera in sindacati, imprese, istituzioni, terzo settore, organizzazioni sportive. Per chi è consapevole che il cambiamento non si annuncia: si costruisce.</p>



<p>La partecipazione come agente trasformativo. Mappe per cambiare le organizzazioni&#8221; comincia il suo viaggio!</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>Giovedì 24 settembre alle ore 18 </strong></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>a Volere la Luna, in via Trivero 16 a Torino</strong></p>



<p><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f389;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t8c/1/16/1f389.png">Non sarà una presentazione tradizionale. Questo perché un libro che parla di partecipazione non può che regalarci qualcosa di diverso.</p>



<p><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f3a4;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t7e/1/16/1f3a4.png"> Microfono aperto e la <a href="https://www.facebook.com/watch/hashtag/scatoladeipensieriliberi/?__cft__[0]=AZiDP4dVkGaQ5CR3IOSxain1Zs3jIgCgpxym4bApycXBzAOT3BkVn1GyUCQFaaiqJA__pKkWV41r7tf9UzP0g31rBnPfSwLwY97SjWdJIE07fyiFRX_3vLS7-kvKQ_VD13kNcoN4zbtJo9r1y0Zdo5cTBJ1FLhn_rDIzhdYNe7iBtdBOXbq0pG07xjMpGaJJDh8Tso4&amp;__tn__=*NK-R">#scatoladeipensieriliberi</a> saranno a disposizione di tutte e tutti per dire la loro su un tema che ci riguarda tutte e tutti.</p>



<h2>Dettagli</h2>



<p>Autore:<a href="https://www.ibs.it/libri/autori/elena-ferro">Elena Ferro</a></p>



<p>Editore:<a href="https://www.ibs.it/libri/editori/deriveapprodi">DeriveApprodi</a></p>



<p>Prezzo: 13 euro</p>



<p>Anno edizione:2026</p>



<p>In commercio dal:4 settembre 2026</p>



<p>Pagine:128 p.</p>The post <a href="https://www.cubainsieme.com/eventi/libro-la-partecipazione-come-agente-trasformativo-di-elena-ferro/">Libro: “La partecipazione come agente trasformativo” di Elena Ferro</a> first appeared on <a href="https://www.cubainsieme.com">Cuba Insieme</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Lo spettacolo del boia alle Nazioni Unite</title>
		<link>https://www.cubainsieme.com/altre-notizie/lo-spettacolo-del-boia-alle-nazioni-unite/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Cuba Insieme]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 15:58:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altre notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci vuole una bussola morale davvero depravata per presentarsi alla sessione plenaria delle Nazioni Unite, regolare i microfoni di fronte a rappresentanti di tutto il mondo e accusare un paese di essere uno &#8220;stato fallito&#8221; quando lo si è stretto al collo per decenni con un cappio economico meticolosamente calcolato. Ma Donald Trump non ha [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="865" height="667" src="https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/1-Donald-Trump.png" alt="Donald Trump" class="wp-image-8130" srcset="https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/1-Donald-Trump.png 865w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/1-Donald-Trump-300x231.png 300w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/1-Donald-Trump-768x592.png 768w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/1-Donald-Trump-640x494.png 640w" sizes="(max-width: 865px) 100vw, 865px" /></figure>



<p>Ci vuole una bussola morale davvero depravata per presentarsi alla sessione plenaria delle Nazioni Unite, regolare i microfoni di fronte a rappresentanti di tutto il mondo e accusare un paese di essere uno &#8220;stato fallito&#8221; quando lo si è stretto al collo per decenni con un cappio economico meticolosamente calcolato.</p>



<p>Ma Donald Trump non ha mai avuto bisogno di coerenza, vergogna o aderenza alla verità; <strong>il suo intervento del 22 settembre a New York</strong> non è stato un discorso di stato, bensì un altro spettacolo circense di spavalderia imperialista, intriso di quella puzza suprematista e neofascista che caratterizza la sua traiettoria politica.</p>



<p>La risposta di Cuba è stata commisurata all&#8217;offesa e alla sua storia: il ministro degli Esteri Bruno Rodríguez Parrilla e la delegazione dell&#8217;isola si sono alzati dai loro posti e hanno lasciato la sala.</p>



<p>La dura reazione diplomatica non è stato solo un atto di elementare dignità di fronte alle menzogne ​​di un mitomane incallito; è stato il legittimo disprezzo di un popolo sovrano nei confronti di chi presume di emettere condanne a morte dal podio dell&#8217;ipocrisia internazionale.</p>



<p>Definire Cuba un paese &#8220;fallito&#8221; mentre si impone una spietata guerra economica che solo nell&#8217;ultimo anno ha causato perdite per milioni di dollari è la perfetta espressione del cinismo.</p>



<p>Come si può misurare il funzionamento di una nazione perseguitata per ogni spedizione di carburante, a cui è vietato importare componenti per le sue centrali termoelettriche e che minaccia qualsiasi banca internazionale che tenti di elaborare un pagamento per medicinali o cibo?</p>



<p>La stessa impostazione della politica di &#8220;massima pressione&#8221; inaugurata dalla sua amministrazione – e brandita come un&#8217;arma di Stato – ha come obiettivo dichiarato quello di provocare fame, disperazione e il collasso dei servizi essenziali.</p>



<p>Dal gennaio 2026, il blocco navale e finanziario contro le forniture di petrolio ha portato la vita quotidiana delle famiglie cubane a un limite straziante: blackout che rovinano la notte ai nostri anziani e bambini, reparti ospedalieri in condizioni di stress insostenibile e carenza di medicinali che colpisce milioni di malati cronici.</p>



<p>Trasformare quel dolore deliberatamente inflitto in un argomento di campagna per dichiarare la &#8220;fine imminente&#8221; della Rivoluzione non è diplomazia; è la logica perversa del torturatore che incolpa la vittima per le proprie ferite.</p>



<p>Per alimentare la paranoia dei settori più reazionari della Florida meridionale e distrarre la sua società dalle fratture interne che stanno corrodendo gli Stati Uniti, ha rispolverato i manuali più ripugnanti del maccartismo.</p>



<p>Non sorprende, si tratta dello stesso personaggio che ha costruito il suo capitale politico definendo i migranti latinoamericani criminali e stupratori; colui che ha rinchiuso i bambini in gabbie al confine meridionale; colui che ha incitato la folla ad assaltare il Campidoglio a Washington quando le urne non gli hanno dato la vittoria; colui che ha fatto della menzogna compulsiva un metodo di dominio quotidiano.</p>



<p>Quel grottesco messianismo con cui ha concluso la sua diatriba, promettendo una presunta &#8220;libertà&#8221; sostenuta dalla &#8220;potenza militare senza pari&#8221; del Pentagono, svela il vero volto del neofascismo contemporaneo: se un popolo si rifiuta di inginocchiarsi davanti ai disegni corporativi di Washington, viene condannato a morte per assedio o minacciato con il fuoco.</p>



<p>Questo è stato giustamente denunciato da voci autorevoli in plenaria, come quella del rappresentante del Brasile, che hanno descritto questo prolungato assedio per quello che rappresenta nel rigoroso diritto internazionale: un crimine contro l&#8217;umanità, una punizione collettiva contro oltre dieci milioni di esseri umani per il solo crimine di aver difeso la propria indipendenza.</p>



<p>Trump può urlare a New York, inventare teorie del complotto di poco conto e minacciare con il fuoco del suo arsenale.</p>



<p>Tuttavia, si ignora la lezione fondamentale di questi oltre 60 anni: questo arcipelago può essere temporaneamente privato di petrolio o di luce, ma la sua anima non si può comprare.</p>



<p>Di fronte all&#8217;arroganza dell&#8217;impero decadente, Cuba continuerà a rispondere con la serenità dei giusti.</p>



<p>Il boia morirà, le sue vanterie arrugginiranno negli archivi dell&#8217;infamia, e la bandiera della stella solitaria continuerà a sventolare limpida, senza padroni e senza paura.</p>



<h3>Trump genocida all&#8217;ONU: petrolio venezuelano, insulti al presidente rapito Nicolás Maduro, attacco furioso a Cuba e riaffermazione della guerra con l&#8217;Iran.&nbsp;</h3>



<p class="has-text-align-center"><em><strong>Sintesi sulla situazione in America Latina, 22 settembre 2026.</strong></em></p>



<p><strong>Trump ha minacciato all&#8217;ONU di usare una &#8220;potenza militare senza precedenti&#8221; in America Latina.</strong></p>



<p>Il presidente degli Stati Uniti ha sfruttato il suo discorso all&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite per ribadire la sua visione della regione come il cortile di casa del suo Paese. Ha citato il Venezuela come esempio di ciò che è disposto a fare e ha riaffermato la sua intenzione di continuare a opprimere Cuba fino alla caduta della Rivoluzione.</p>



<p><strong>Il presidente&nbsp;</strong></p>



<p><strong>&#8220;Gli Stati Uniti non permetteranno più che le minacce contro l&#8217;America prendano piede in nessuna parte dell&#8217;emisfero occidentale.</strong> &nbsp;E, se necessario, useremo la nostra impareggiabile potenza militare per proteggere i vitali interessi nazionali americani&#8221;, ha dichiarato Trump.</p>



<p><strong>Come esempio della sua politica per la regione, ha citato il caso del Venezuela.</strong>  Ha ricordato la &#8220;grande operazione militare&#8221; conclusasi con il rapimento del presidente Nicolás Maduro, che Trump ha definito un &#8220;dittatore e criminale&#8221;  <strong>alla presenza della presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez.</strong></p>



<p>Il presidente degli Stati Uniti ha celebrato il mese scorso la firma  <strong>del &#8220;più grande accordo petrolifero della storia&#8221;</strong> con le nuove autorità venezuelane  , senza nascondere il fatto che il suo Paese è il principale beneficiario dell&#8217;intesa.  <strong>&#8220;Il vincitore si prende le spoglie</strong> &#8220;, ha ironizzato.</p>



<p><strong>Cuba nel mirino di Trump</strong></p>



<p>Ha inoltre ribadito la sua intenzione di continuare a soffocare il governo cubano e&nbsp; <strong>ha affermato che Cuba &#8220;cadrà&#8221;.&nbsp;</strong> &#8220;Il regime comunista è sottoposto a una pressione intensa, la più intensa che abbia mai conosciuto. Cadrà&#8221;, ha dichiarato. Dopo queste dichiarazioni,&nbsp; <strong>la delegazione cubana presente alla sessione plenaria è stata vista lasciare la sala.</strong></p>



<p><strong>«Il comunismo non arriverà mai negli Stati Uniti, ma la libertà arriverà a Cuba»,</strong> ha dichiarato il presidente americano, accusando l&#8217;isola di aver trascorso «decenni» a coordinarsi con reti comuniste e gruppi di sinistra nel suo Paese, come il Partito Comunista degli Stati Uniti, il gruppo Antifa e i Democratic Socialists of America, il partito del sindaco di New York Zohran Mamdani.</p>



<p><strong>L&#8217;Iran, tra minaccia e negoziazione</strong></p>



<p>&#8220;La Repubblica islamica dell&#8217;Iran era il principale sponsor del terrorismo, erano i prepotenti del Medio Oriente, ma non più&#8221;, ha detto Trump, celebrando le sue offensive contro quel paese.&nbsp; <strong>Ha affermato che le navi statunitensi stanno rimuovendo &#8220;milioni di barili di petrolio&#8221; attraverso lo Stretto di Hormuz.</strong></p>



<p>Ha poi affermato <strong>&nbsp;di dover scegliere tra raggiungere un accordo con l&#8217;Iran o trascinarlo &#8220;all&#8217;inferno&#8221; e &#8220;annientare la Repubblica islamica</strong> &#8220;. &#8220;Devo spingerli all&#8217;inferno senza alcuna possibilità di sopravvivenza e senza speranza di raggiungere alcuna grandezza in futuro o per le generazioni future?&#8221;, ha insistito.</p>



<p><strong>&#8220;Credo che raggiungeremo un accordo subito dopo le elezioni&#8221;,&nbsp;</strong> ha aggiunto, riferendosi alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti.</p>



<p><strong>Russia e Ucraina</strong></p>



<p>Dopo essersi congratulato con se stesso per aver presumibilmente posto fine a otto conflitti armati,&nbsp; <strong>Trump ha affermato che un accordo tra Russia e Ucraina per porre fine alla guerra arriverà &#8220;rapidamente&#8221;, prima del previsto.</strong></p>



<p>«Stiamo lavorando a stretto contatto con i leader di Russia e Ucraina e raggiungeremo un accordo. <strong>&nbsp;Credo che accadrà più velocemente di quanto la gente pensi. Ne hanno abbastanza</strong> », ha affermato.</p>



<p><strong>Basi in Groenlandia</strong></p>



<p>Il presidente degli Stati Uniti ha inoltre annunciato che il suo Paese&nbsp; <strong>costruirà due grandi basi militari in Groenlandia,</strong> &nbsp;in base a un accordo con la Danimarca che verrà firmato oggi.</p>



<p><strong>&#8220;Avvieremo immediatamente il processo di sviluppo di una consistente presenza militare nei luoghi appropriati</strong> . Costruiremo due basi militari molto importanti&#8221;, ha dichiarato Trump nel suo discorso.</p>



<p><strong>Trump contro la Corte penale internazionale</strong></p>



<p>In un altro passaggio del suo discorso, Trump ha chiesto a <strong>&nbsp;tutti i paesi membri della Corte penale internazionale (CPI) di ritirarsi&nbsp;</strong> da tale organismo, che ha accusato di essere &#8220;fuori controllo&#8221;.</p>



<p>&#8220;Gli Stati Uniti si oppongono con altrettanta veemenza a questa istituzione fuori controllo che è la Corte penale internazionale&#8221;, ha dichiarato dal podio delle Nazioni Unite.&nbsp; <strong>&#8220;Esorto tutti gli Stati membri della CPI a ritirarsi ufficialmente e immediatamente</strong> &#8220;, ha aggiunto.</p>



<p>Fonte: https://www.cubainformacion.tv/portada</p>The post <a href="https://www.cubainsieme.com/altre-notizie/lo-spettacolo-del-boia-alle-nazioni-unite/">Lo spettacolo del boia alle Nazioni Unite</a> first appeared on <a href="https://www.cubainsieme.com">Cuba Insieme</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>La confessione di Scott Bessent: il blocco esiste e &#8220;sta funzionando&#8221;.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cuba Insieme]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 15:23:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Tesoro statunitense conferma ciò che Cuba denuncia da sei decenni. Il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha dichiarato ieri alla CNBC, senza che gli venisse chiesto due volte, che Washington ha imposto un blocco a Cuba e che questo blocco, a suo dire,  &#8220;sta funzionando proprio ora &#8221; . &#8220;Non è stato detto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="731" height="1024" src="https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/Official_portrait_of_Treasury_Secretary_Scott_Bessent-731x1024.jpg" alt="Scott Bessent" class="wp-image-8126" srcset="https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/Official_portrait_of_Treasury_Secretary_Scott_Bessent-731x1024.jpg 731w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/Official_portrait_of_Treasury_Secretary_Scott_Bessent-214x300.jpg 214w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/Official_portrait_of_Treasury_Secretary_Scott_Bessent-768x1075.jpg 768w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/Official_portrait_of_Treasury_Secretary_Scott_Bessent-1097x1536.jpg 1097w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/Official_portrait_of_Treasury_Secretary_Scott_Bessent-1463x2048.jpg 1463w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/Official_portrait_of_Treasury_Secretary_Scott_Bessent-640x896.jpg 640w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/Official_portrait_of_Treasury_Secretary_Scott_Bessent.jpg 1500w" sizes="(max-width: 731px) 100vw, 731px" /></figure>



<p><strong>Il Tesoro statunitense conferma ciò che Cuba denuncia da sei decenni.</strong></p>



<p>Il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha dichiarato ieri alla CNBC, senza che gli venisse chiesto due volte, che Washington ha imposto un blocco a Cuba e che questo blocco, a suo dire,  <strong>&#8220;sta funzionando proprio ora</strong> &#8221; .</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><em>&#8220;Non è stato detto da un analista dell&#8217;opposizione o da un giornalista scomodo. È stato detto dall&#8217;uomo che gestisce i conti del Tesoro americano, in un&#8217;intervista sull&#8217;Iran, usando Cuba come caso di studio su come strangolare un&#8217;economia.&#8221;</em></p></blockquote>



<p>Questa dichiarazione è un regalo politico. Per decenni, l&#8217;amministrazione statunitense ha negato l&#8217;esistenza del blocco, definendolo un &#8220;embargo&#8221; o una &#8220;tattica di pressione&#8221;. Bessent ha appena detto ad alta voce ciò che Cuba denuncia da sessantacinque anni:&nbsp; <strong>il blocco è una deliberata politica di strangolamento economico.</strong></p>



<p>Non è una gaffe. È una confessione. E viene dall&#8217;uomo che gestisce i conti del Tesoro americano, in un&#8217;intervista internazionale, senza che nessuno gli avesse chiesto specificamente di Cuba.&nbsp; <strong>Lo strangolamento di Cuba è una strategia di Stato, non un effetto collaterale.</strong></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h3>Nuove sanzioni: ICAP, amicizia e centenario della nascita di Fidel</h3>



<p>Mentre Bessent parlava di strangolamento economico come strategia, il Dipartimento di Stato ha annunciato&nbsp; <strong>nuove sanzioni contro l&#8217;ICAP e altre nove entità cubane</strong> , tra cui il Ministero delle Costruzioni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="780" height="470" src="https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/bessent-confesion-bloqueo-resistencia.jpg" alt="" class="wp-image-8127" srcset="https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/bessent-confesion-bloqueo-resistencia.jpg 780w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/bessent-confesion-bloqueo-resistencia-300x181.jpg 300w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/bessent-confesion-bloqueo-resistencia-768x463.jpg 768w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/bessent-confesion-bloqueo-resistencia-640x386.jpg 640w" sizes="(max-width: 780px) 100vw, 780px" /></figure>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><em>&#8220;Marco Rubio ha accusato l&#8217;Istituto di gestire una rete sovversiva sotto la copertura di scambi culturali, proprio nell&#8217;anno in cui Cuba commemora il centenario della nascita di Fidel.&#8221;</em></p></blockquote>



<p>La tempistica non è casuale. Proprio mentre il mondo commemora il centenario della morte di Fidel Castro, Washington sanziona l&#8217;istituzione che per decenni è stata il principale veicolo di solidarietà internazionale con Cuba.&nbsp; <strong>Non si tratta di sanzionare strutture militari, bensì l&#8217;amicizia, la solidarietà, i legami che Cuba ha instaurato con il mondo per sessantacinque anni.</strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><em>&#8220;Questo, più di ogni altra cosa, dimostra quanto tengano a ciò che rappresentiamo.&#8221;</em></p></blockquote>



<p>Cuba rappresenta un&#8217;alternativa: un Paese che ha resistito al periodo di pressione più lungo della storia moderna e che ancora resiste. Un Paese che ha costruito reti di solidarietà globale. Un Paese che celebra il centenario del suo leader storico mentre Washington tenta di cancellarne l&#8217;eredità con le sanzioni.</p>



<p>Fonte: https://razonesdecuba.cu/</p>The post <a href="https://www.cubainsieme.com/attualita/la-confessione-di-scott-bessent-il-blocco-esiste-e-sta-funzionando/">La confessione di Scott Bessent: il blocco esiste e “sta funzionando”.</a> first appeared on <a href="https://www.cubainsieme.com">Cuba Insieme</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>BRICS Pay e sovranità monetaria: la ricetta dei paesi emergenti per fare a pezzi il blocco USA contro Cuba &#8211; Di Fabrizio Verde</title>
		<link>https://www.cubainsieme.com/attualita/brics-pay-e-sovranita-monetaria-la-ricetta-dei-paesi-emergenti-per-fare-a-pezzi-il-blocco-usa-contro-cuba-di-fabrizio-verde/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Cuba Insieme]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 16:08:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mentre Washington usa le sanzioni come arma di punizione collettiva, L&#8217;Avana trova nell&#8217;integrazione con i paesi emergenti la via d&#8217;uscita dal soffocamento del dollaro. New Delhi, sede del XVIII Vertice dei BRICS, si è confermata il crocevia dove si sta materializzando una nuova architettura globale multipolare. Lontano dai riflettori delle capitali occidentali, il blocco delle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="678" height="410" src="https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/Ministro-degli-Esteri-cubano.jpg" alt="Il ministro degli Esteri dell'isola, Bruno Rodríguez Parrilla" class="wp-image-8122" srcset="https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/Ministro-degli-Esteri-cubano.jpg 678w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/Ministro-degli-Esteri-cubano-300x181.jpg 300w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/Ministro-degli-Esteri-cubano-640x387.jpg 640w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /><figcaption><em>Il ministro degli Esteri dell&#8217;isola, Bruno Rodríguez Parrilla</em></figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center"><strong>Mentre Washington usa le sanzioni come arma di punizione collettiva, L&#8217;Avana trova nell&#8217;integrazione con i paesi emergenti la via d&#8217;uscita dal soffocamento del dollaro</strong>.</p>



<p>New Delhi, sede del XVIII Vertice dei BRICS, si è confermata il crocevia dove si sta materializzando una nuova architettura globale multipolare. Lontano dai riflettori delle capitali occidentali, il blocco delle economie emergenti ha tracciato una linea netta: il mondo unipolare è un capitolo chiuso, e la spinta verso un ordine multipolare non è più una semplice aspirazione teorica, ma una necessità pratica e inarrestabile. I numeri parlano da soli, con un commercio interno che sfiora i milleduecento miliardi di dollari e un peso che rappresenta quasi un quarto delle esportazioni mondiali, ma è la sostanza politica a segnare il vero cambio di passo.</p>



<p>Per comprendere l&#8217;urgenza di questa trasformazione, basta guardare a ciò che accade ai margini di questo nuovo sistema, dove l&#8217;egemonia residua cerca ancora di imporsi attraverso la coercizione e le minacce belliche. La situazione di Cuba è diventata il simbolo più crudo di questa dinamica. Il ministro degli Esteri dell&#8217;isola, Bruno Rodríguez Parrilla, non ha usato mezzi termini di fronte ai leader del Sud Globale, descrivendo le recenti misure esecutive statunitensi del 2026 come un vero e proprio assedio energetico. Le sue <a href="https://www.granma.cu/mundo/2026-09-13/brics-construir-para-la-resiliencia-la-innovacion-la-cooperacion-y-la-sostenibilidad-13-09-2026-10-09-29" target="_blank" rel="noreferrer noopener">parole</a> hanno risuonato nella sala con la forza di un&#8217;accusa inappellabile: «È un genocidio silenzioso che miete vite», ha dichiarato, denunciando come le minacce di sanzioni secondarie abbiano bloccato oltre settemila container di alimenti e medicinali.</p>



<p>Il massimo diplomatico cubano ha ricordato che siamo di fronte a «un atto di punizione collettiva contro tutto il popolo cubano», un meccanismo studiato a tavolino per provocare sofferenza e cercare un improbabile cambio di regime. Di fronte a chi definisce L&#8217;Avana una minaccia, Rodríguez Parrilla ha risposto con una frase che riassume il paradosso delle sanzioni moderne: «Cuba non è una minaccia; il blocco sì!». La sua presenza a New Delhi, in qualità di partner del gruppo, non è solo un atto di solidarietà, ma la testimonianza di come i paesi del Sud Globale cerchino rifugio e alternative in un sistema che non tollera più quella che il diplomatico ha definito «la filosofia del saccheggio» e la «filosofia della guerra».</p>



<p>È proprio per neutralizzare queste vulnerabilità che i BRICS stanno lavorando alla creazione di un&#8217;infrastruttura autonoma. Vladimir Putin ha ribadito come l&#8217;autonomia, l&#8217;indipendenza e il rispetto del diritto internazionale siano i veri magneti che attraggono oggi decine di nazioni. La risposta alla frammentazione delle catene di approvvigionamento e alla militarizzazione della finanza passa per progetti concreti: dalla integrazione del sistema BRICS Pay con le infrastrutture indiane, fino all&#8217;idea di una borsa del grano e di un meccanismo di riassicurazione comune.</p>



<p>La Cina, che assumerà la presidenza nel 2027, guarda già al futuro tecnologico. Xi Jinping ha <a href="https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-brics_la_sfida_del_sud_globale_al_vecchio_ordine/82_68883/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">delineato</a> cinque iniziative per blindare il Sud Globale nella prossima rivoluzione industriale, puntando su intelligenza artificiale, manifattura intelligente, commercio, investimenti e formazione scientifica. L&#8217;obiettivo è chiaro: evitare che i paesi emergenti subiscano passivamente il divario digitale e rimangano esclusi dai prossimi salti produttivi.</p>



<p>Su questa stessa frequenza si sintonizza la visione dell&#8217;Iran. Il presidente <a href="https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-brics_la_sfida_del_sud_globale_al_vecchio_ordine/82_68883/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Masoud Pezeshkian</a> ha posto l&#8217;accento sulla resistenza economica come unico scudo reale contro le sanzioni unilaterali. Per Teheran, lo sviluppo sostenibile richiede l&#8217;uso di valute nazionali negli scambi e un rafforzamento del Nuovo Banco di Sviluppo. La geografia diventa così un asset strategico, con il porto di Chabahar progettato come snodo vitale tra Oriente e Occidente, mentre la sicurezza dello Stretto di Hormuz si intreccia con la stabilità dell&#8217;intera regione e la necessità di impedire che i territori confinanti vengano usati per aggressioni.</p>



<p>Il documento finale, una <a href="https://www.trabajadores.cu/20260912/brics-reitera-necesidad-de-poner-fin-al-bloqueo-contra-cuba/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dichiarazione storica</a> di centquaranta punti, cristallizza queste istanze. Il gruppo ha espresso preoccupazione profonda per le crisi umanitarie e ha chiesto la riforma di un Consiglio di Sicurezza dell&#8217;ONU che non rispecchia più gli equilibri del pianeta, esigendo una maggiore rappresentanza per Africa, Asia e America Latina. Il rifiuto del protezionismo e delle misure coercitive unilaterali si accompagna alla difesa di un sistema commerciale multilaterale, con l&#8217;OMC al centro, ma profondamente democratizzato. Non a caso, la dichiarazione condanna gli attacchi alle infrastrutture civili e nucleari e ribadisce il sostegno alla soluzione dei due Stati per la Palestina, con Gerusalemme Est come capitale.</p>



<p>In questo quadro, l&#8217;espansione del blocco procede con pragmatismo. Come ha <a href="https://www.telesurenglish.net/russia-backs-cubas-brics-bid-following-new-delhi-summit/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">chiarito</a> il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, sebbene non ci siano state votazioni per nuovi membri pieni durante il vertice, la Russia sostiene pienamente l&#8217;aspirazione di Cuba a integrarsi completamente. Il formato dei partner, introdotto di recente, permette di allargare l&#8217;ombrello politico e geografico a nazioni come Cuba, Kazakistan, Vietnam e Bielorussia, senza ingessare i processi decisionali del nucleo storico dei membri effettivi.</p>



<p>La vertice di New Delhi dimostra che i BRICS non sono più solo un forum di coordinamento diplomatico. Si stanno trasformando in una rete tangibile di commercio, finanza, tecnologia e sicurezza. Mentre l&#8217;Occidente fatica a mantenere in piedi un ordine basato su sanzioni e dazi, il Sud Globale costruisce le fondamenta di un sistema in cui l&#8217;uguaglianza sovrana non è uno slogan, ma l&#8217;unica base possibile per la sopravvivenza e lo sviluppo.</p>



<p>Fonte: https://www.lantidiplomatico.it/</p>The post <a href="https://www.cubainsieme.com/attualita/brics-pay-e-sovranita-monetaria-la-ricetta-dei-paesi-emergenti-per-fare-a-pezzi-il-blocco-usa-contro-cuba-di-fabrizio-verde/">BRICS Pay e sovranità monetaria: la ricetta dei paesi emergenti per fare a pezzi il blocco USA contro Cuba – Di Fabrizio Verde</a> first appeared on <a href="https://www.cubainsieme.com">Cuba Insieme</a>.]]></content:encoded>
					
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