
“Se vince il No si indeboliscono anche autonomia differenziata e premierato che appartengono allo stesso disegno del governo Meloni: la concentrazione del potere e la destrutturazione del tessuto costituzionale”. Ne è convinto il costituzionalista Massimo Villone, che attribuisce al voto del 22 e 23 marzo una valenza che va ben al di là della riforma Nordio.
Se il No prevarrà ritiene possibile uno showdown anticipato del governo Meloni?
Non vedo un impatto necessariamente negativo sulla durata dell’esecutivo, anche perché un voto molto anticipato significherebbe perdere la pensione. E voglio vedere. Per questo al massimo si voterà quando la legislatura avrà scavalcato i 4 anni sei mesi e un giorno, il minimo per il vitalizio. La vittoria del No invece senz’altro impatterebbe sulle politiche dell’esecutivo e sul voto politico del 2027. Dire che il referendum non avrà conseguenze politiche è una sciocchezza.
Perché?
Che l’obiettivo di questa riforma non sia il dato tecnico è ormai chiaro a tutti: non modifichi sette articoli della Costituzione per un passaggio tra funzioni che nella magistratura ha percentuali da prefisso telefonico. Il nucleo essenziale riguarda il doppio Csm e l’Alta Corte. A che fine? Ce lo dice lo stesso Nordio, bocca della verità. C’è un video in rete in cui si chiede chi controlli la magistratura. Ma il punto è proprio questo: nessuno controlla la magistratura. È proprio nella separazione dei poteri che troviamo una fondamentale garanzia per i cittadini.
Poi ci sono anche gli alleati…
Tipo Tajani: dice che la polizia giudiziaria andrà messa sotto il controllo dell’esecutivo. Quand’è così domani chi farà le inchieste sui potenti? Più probabile che si punti agli studenti che occupano le scuole o agli operai che bloccano il traffico facendo un sit-in contro la chiusura della fabbrica.
Della premier che dice?
Meloni ha in testa l’ideologia Miga (versione italiana del Maga trumpiano), un monismo istituzionale che passa per la concentrazione del potere da esercitare in specie contro il dissenso.
Si riferisce ai decreti sicurezza?
Ricordo che all’epoca del duce mio padre – antifascista dichiarato – veniva prelevato a casa e portato in gattabuia ogni volta che a Napoli c’era in visita qualche rappresentante del governo o della Casa reale. Finita la visita, lo rilasciavano. Senza che avesse fatto nulla, solo per le sue idee: un fermo preventivo. Tra le politiche securitarie e l’allergia al controllo di legalità, che vediamo anche nella riforma della Corte dei Conti, l’autonomia differenziata e il premierato per cui basta anche il solo cambio della legge elettorale, lo scenario è la destrutturazione del tessuto costituzionale che abbiamo conosciuto fin qui.
Insomma lei vede un disegno più complessivo da parte di questo esecutivo
È questo il vero oggetto del voto del 22 e 23 marzo. Probabilmente l’unico su cui il popolo sovrano sarà chiamato a esprimersi direttamente. Un referendum abrogativo totale sarebbe inammissibile per la legge elettorale con cui si potrà nei fatti introdurre il premierato, e un referendum parziale incontrerebbe forti limiti. Anche per le leggi che approvano le intese il referendum abrogativo sarebbe inammissibile.
Dunque il referendum ha una valenza politica che va oltre la separazione delle carriere?
Il centrodestra sulla riforma Nordio ha cercato un esito plebiscitario per portare a casa il resto. Non per caso subito dopo l’approvazione della legge i parlamentari di maggioranza hanno di corsa depositato in Cassazione la richiesta di referendum. Ora sono nervosi perché specie grazie alla raccolta di firme per l’iniziativa dei cosiddetti volenterosi si è avviata una spinta alla partecipazione che non si aspettavano.
Come finirà?
O il popolo con questo voto si rende protagonista o la Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza ce la dimentichiamo. Se prevarrà il No c’è la speranza di far saltare lo scambio che nel centrodestra unisce al referendum, in un patto difficile da sciogliere, l’autonomia differenziata cara alla Lega e il premierato voluto da Fratelli d’Italia.
Intervista di Ilaria Proietti
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