
Il 2 Maggio 2014 si compiva in #Europa una delle stragi più cruente ed efferate degli ultimi vent’anni. Ad #Odessa (Ucraina) decine di sostenitori delle proteste contro il golpe atlantico (“Euromaidan”) venivano barbaramente uccisi nella “Casa dei Sindacati”. Uomini e donne, militanti sindacali arsi vivi, soffocati, terminati con un colpo alla nuca. Il Partito Comunista è stato dichiarato illegale e la lingua russa bandita.
Un gruppo di manifestanti filo-russi nella grande piazza di Kulikovo fu costretto a riparare nel palazzo dei sindacati dietro la stazione ferroviaria centrale per evitare la furia di gruppi neo-nazisti.
Gli aggressori circondarono il palazzo e appiccarono un incendio. Ai soccorritori e ai pompieri fu impedito di passare e 48 persone morirono nel rogo. «Tuttavia, secondo stime non ufficiali, i caduti potrebbero essere anche 150, cui vanno aggiunte diverse centinaia di feriti scampati per poco all’eccidio.
Da lì in avanti, governo dell’oligarca Poroshenko ha proseguito indisturbato la campagna militare (ATO) contro il #Donbass.
Oggi, tentano di riscrivere la storia in favore della propaganda Atlantista.
Qualche settimana fa sulla pagina Wikipedia della Strege di Odessa, si leggeva “strage ad opera dei filo-russi del Donbass per mandare un messaggio all’Occidente”.
Sei giorni dopo, il testo venne cambiato nuovamente dopo che il web si scatenò.
Il nuovo testo recitava: “durante gli efferati scontri rimasero uccise diverse persone in incidenti e incendi involontari”.
NULLA DI PIÙ FALSO IN ENTRAMBI I CASI.
Noi non abbiamo paura di dirlo. Quella strage fu compiuta ad opera dei gruppi NEONAZISTI e di estrema destra. Gli stessi che oggi vengono idolatrati dall’Unione Europea come nuovi eroi della Resistenza.
La stessa Unione Europea serva della #NATO, che non ha mai mosso un dito per fermare i massacri nei territori del Donbass.
Un ricordo particolare oggi, va a Vadim #Papura, 17enne bruciato vivo durante la Strage di Odessa.
Il diciassettenne Vadim era tra coloro che non sarebbero usciti vivi dal rogo della Casa dei Sindacati, assediata e incendiata dai neonazisti il 2 maggio 2014. Studente e attivista del Komsomol e del Partito Comunista d’Ucraina, quel giorno si trovava nel Campo di Kulikovo.Quando arrivò la notizia che i neonazisti si muovevano in quella direzione, non volle scappare e assieme agli altri compagni si rifugiò nella Casa dei Sindacati per difendere se stesso e le altre persone da una vera e propria caccia all’uomo, contro gli antifascisti in quanto tali.Secondo le parole della mamma Fatima, Vadim partecipava ad ogni possibile manifestazione e assemblea per le sue idee:”Mio figlio è morto in quella terribile notte. Non aveva ancora 18 anni. Era lì per lil suo ideale e i suoi principi. E ora non c’è più. Quando hanno dato fuoco alla Casa dei Sindacati, lui era lì dentro. Provando a scappare dal fuoco è caduto dalla finestra. Il mio bambino era là steso a terra con la testa sanguinante”.

Ora e sempre Resistenza!
NESSUN REVISIONISMO PASSERÀ!
NON LASCEREMO CHE RISCRIVANO LA STORIA!
Fonte: ANPI Grugliasco (TO)