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	<title>Libri e racconti... | Cuba Insieme</title>
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	<title>Libri e racconti... | Cuba Insieme</title>
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		<title>Alla Biblioteca Natalia Ginzburg&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 16:29:29 +0000</pubDate>
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		<title>13 settembre 1990: Muore Giancarlo Pajetta. RICORDIAMO &#8220;IL RAGAZZO ROSSO&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cuba Insieme]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Sep 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='13 settembre 1990: Muore Giancarlo Pajetta. RICORDIAMO &quot;IL RAGAZZO ROSSO&quot;' data-link='https://www.cubainsieme.com/libri/13-settembre-1990-muore-giancarlo-pajetta-ricordiamo-il-ragazzo-rosso/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="643" height="830" src="https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/1-Pajetta.png" alt="G Pajetta" class="wp-image-8075" srcset="https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/1-Pajetta.png 643w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/1-Pajetta-232x300.png 232w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/1-Pajetta-640x826.png 640w" sizes="(max-width: 643px) 100vw, 643px" /></figure>



<p>Giancarlo Pajetta era comunista in un modo che oggi risulta quasi difficile da spiegare, perché non apparteneva semplicemente a un partito: apparteneva a una fede, a una storia, a una comunità umana e politica dentro la quale aveva trascorso praticamente l’intera esistenza. E soprattutto aveva un carattere meravigliosamente inadatto alla moderazione. Polemico, ironico, aggressivo, intelligentissimo, capace di essere affettuoso e insopportabile nello spazio della stessa conversazione, Pajetta apparteneva a quella generazione di comunisti italiani che potevano discutere per quattro ore sulla linea del movimento operaio internazionale e poi chiudere la questione con una battuta abbastanza cattiva da rendere inutili le quattro ore precedenti. Non aveva l’austerità quasi sacerdotale di Berlinguer. Non aveva il gelo intellettuale di Togliatti. Non aveva la malinconia di Ingrao. </p>



<p>Pajetta aveva sangue. E molto spesso lo faceva vedere.</p>



<p>Nasce a Torino il 24 giugno 1911, in una famiglia socialista prima e comunista poi. La madre Elvira sarebbe diventata per tutti “mamma Pajetta”, figura quasi mitologica dell’antifascismo comunista, mentre Giancarlo cresce nel quartiere operaio di Borgo San Paolo in un ambiente nel quale Gramsci, Gobetti, socialismo e fascismo non erano argomenti da manuale scolastico ma cose che entravano in casa. </p>



<p>A quattordici anni è già nella Federazione giovanile comunista. A quindici-sedici riesce in un’impresa che per uno studente normalmente richiede parecchio impegno: <strong>viene espulso per tre anni da tutte le scuole del Regno per propaganda comunista e discorsi contro la religione.</strong> </p>



<p>Poi distribuisce volantini antifascisti agli operai. Viene arrestato. Ha sedici anni. Condannato a due anni di carcere. Ora, già qui bisogna fermarsi un momento. Perché nella nostra serie abbiamo incontrato uomini che a sedici anni pensavano alla carriera, alle ragazze o, nel caso di alcuni futuri democristiani, probabilmente alla prossima riunione parrocchiale. <strong>Pajetta a sedici anni era in carcere per antifascismo.</strong> E questo non è folklore. È una cosa seria. Esce, riprende immediatamente l’attività clandestina, viaggia tra Francia, Germania e Unione Sovietica, frequenta l’Internazionale comunista, torna clandestinamente in Italia e nel 1933 viene arrestato un’altra volta. </p>



<p>Questa volta il Tribunale speciale fascista gli dà ventun anni. Ventuno. Lui ne ha ventidue. </p>



<p>Resterà in carcere fino alla caduta di Mussolini, nel luglio 1943, studiando, leggendo e partecipando a quella che i detenuti comunisti chiamavano quasi scherzosamente “l’università del carcere”. Diciamo quindi una cosa subito. Giancarlo Pajetta poteva avere tutti i difetti del mondo. E ne aveva. Ma l’antifascismo non lo aveva scoperto dopo il 25 aprile. Lo aveva pagato prima. Con anni di galera. Liberato nel 1943, entra immediatamente nella Resistenza. Diventa uno dei dirigenti delle Brigate Garibaldi, opera tra Piemonte, Liguria e Lombardia, partecipa alla costruzione del Corpo volontari della libertà e nel 1944 attraversa clandestinamente Svizzera e Francia con Ferruccio Parri, Alfredo Pizzoni ed Edgardo Sogno per rappresentare il Comitato di liberazione nazionale dell’Alta Italia presso il governo del Sud. Insomma, il “ragazzo rosso” non era un soprannome inventato dall’ufficio stampa. Era proprio rosso. E non aveva mai avuto particolare intenzione di cambiare colore. Dopo la Liberazione diventa dirigente della federazione comunista milanese e direttore dell’edizione lombarda dell’Unità. </p>



<p>E nel 1947 produce uno degli episodi che meglio spiegano il personaggio. Il ministro dell’Interno Mario Scelba decide di sostituire il prefetto di Milano Ettore Troilo, ex comandante partigiano. A sinistra esplode la protesta. Sindaci si dimettono. Ex partigiani e militanti occupano la Prefettura. <strong>E a guidare l’occupazione c’è Pajetta.</strong> A un certo punto telefona a Roma praticamente soddisfatto dell’impresa. Palmiro Togliatti, che aveva un senso dell’umorismo meno espansivo ma molto più letale, gli domanda in sostanza che cosa pensi di farne, adesso, di una Prefettura occupata. E qui si vede già tutta la differenza fra i due. Pajetta prende la Prefettura. Togliatti deve spiegargli che prima o poi bisognerà anche restituirla. Uno era l’istinto. L’altro il partito. E alla fine, naturalmente, vinse il partito.</p>



<p>Pajetta entrerà alla Costituente e poi verrà eletto alla Camera in tutte le legislature repubblicane fino alla morte. Dal 1946 al 1990: quarantaquattro anni di Parlamento, centinaia di interventi, una presenza quasi continua negli organismi dirigenti del PCI e quarant’anni nella Direzione nazionale. Era uno dei volti più riconoscibili del comunismo italiano. Anche grazie alla televisione.</p>



<p>Quando arrivano le Tribune politiche, Pajetta si trova benissimo perché possiede una qualità che lo schermo capisce immediatamente: è vivo. Non recita. Non sembra aver imparato una risposta. Reagisce. Attacca. Interrompe. Ride. Si irrita. Fa battute. Ha quella capacità ormai quasi perduta di litigare politicamente con qualcuno senza trasformare necessariamente l’avversario in un essere umano indegno di esistere. </p>



<p>Poteva essere ferocissimo. Ma frequentava gli avversari. Parlava con loro. Li provocava. E spesso si divertiva. <strong>Treccani lo descrive come un polemista irruento e scanzonato, aggressivo ma leale, uno “sfacciato esaltatore dell’orgoglio comunista”.</strong> E qui entra la sua faccia da schiaffi. Perché Pajetta aveva l’aria dell’uomo che, anche quando aveva torto, riusciva a fartelo spiegare come se il problema principale fosse che tu non avevi ancora studiato abbastanza. Era sicuro. Spesso troppo. Il comunismo non era per lui soltanto un’opzione politica. Era la lente attraverso cui aveva interpretato fascismo, guerra, Resistenza, classe operaia, capitalismo, colonialismo e rapporti internazionali. E quella fedeltà assoluta gli diede una forza gigantesca. Ma gli mise anche dei paraocchi. Nel 1956, davanti all’Ungheria, il PCI rimase schierato con l’Unione Sovietica e Pajetta apparteneva pienamente a quella cultura comunista che considerava ancora Mosca il centro storico del movimento rivoluzionario. Negli anni successivi riconobbe gli errori dello stalinismo, ma continuò spesso a leggerli come tragedie interne a una storia che, nel suo giudizio, restava complessivamente giusta. </p>



<p>Il biografo Franco Andreucci parla proprio di una fede tanto profonda da rendere difficile a Pajetta un giudizio completamente realistico su quell’esperienza. Ed è importante dirlo. Perché sarebbe troppo facile trasformarlo oggi nel comunista simpatico, antifascista, spiritoso e televisivamente brillante. Pajetta fu anche un uomo di apparato. Uno stalinista della generazione formatasi negli anni Trenta. Uno che aveva conosciuto Mosca e il Comintern e che per moltissimo tempo continuò a considerare quella storia, pur con tutti i suoi orrori, la propria storia.</p>



<p>Nel 1968, però, qualcosa era cambiato. Quando i carri armati del Patto di Varsavia soffocano la Primavera di Praga, il PCI prende per la prima volta una posizione di grave dissenso dall’Unione Sovietica. È un passaggio fondamentale nella progressiva autonomia del comunismo italiano da Mosca. Pajetta accompagnerà quella trasformazione, ma senza diventare mai un entusiasta dell’eurocomunismo. Dal 1970 al 1983 dirige la politica internazionale del PCI e guarda molto più volentieri al Vietnam, ai movimenti di liberazione, all’Algeria, al Medio Oriente e al Terzo Mondo che alle sofisticate discussioni occidentali su un comunismo europeo definitivamente emancipato dall’URSS. Era internazionalista fino al midollo. Solo che il mondo, progressivamente, cominciava a essere meno comunista di lui. E questo gli procurò gli ultimi dolori politici. Quando Berlinguer avvia lo “strappo” da Mosca e nel 1981 dichiara esaurita la spinta propulsiva della Rivoluzione d’Ottobre, il PCI attraversa una trasformazione profonda. Pajetta la vive, discute, polemizza, ma rimane dentro il partito come aveva fatto sempre. Poi arriva Gorbaciov. Perestrojka. Glasnost. Il sistema sovietico comincia a disfarsi davanti agli occhi di un uomo che aveva visto l’URSS per la prima volta quando Stalin era al potere. </p>



<p>E negli ultimi viaggi a Mosca Pajetta appare quasi furioso davanti a ciò che considera uno smantellamento della propria storia; in una testimonianza successiva viene ricordato mentre litiga perfino con i camerieri e poi affronta la nomenklatura sovietica accusandola di aver mentito per decenni. È quasi struggente. Aveva passato una vita difendendo quel mondo. E adesso erano quelli di quel mondo a dirgli che non funzionava più. Nel frattempo anche il PCI italiano si sta avvicinando alla fine.</p>



<p>Achille Occhetto annuncia la svolta della Bolognina nel novembre 1989 e propone di superare il Partito comunista. Per Pajetta è un colpo enorme. Non perché non capisca che il mondo è cambiato. Lo capisce. Ma per lui togliere la parola “comunista” significa togliere il nome a una vita intera. Partecipa quindi alla battaglia interna per conservarlo e, mentre il partito comincia finalmente a organizzarsi in correnti, produce una battuta perfettamente pajettiana: avrebbe fondato “la corrente dei senza corrente”, salvo osservare che probabilmente ne sarebbe stato l’unico iscritto. Perché anche davanti alla fine riusciva ancora a scherzare. </p>



<p>Nella vita privata ebbe tre figli dalla moglie Letizia Berrini, dalla quale si separò alla fine degli anni Cinquanta; dal 1962 condivise invece la propria vita con Miriam Mafai, giornalista e scrittrice, altra personalità enorme della sinistra italiana. E forse anche qui c’era qualcosa di molto Pajetta. La politica poteva occupare tutto. Ma intorno rimanevano libri, giornali, discussioni, amicizie, amori e un mondo culturale nel quale il comunismo non era semplicemente una tessera, ma un modo di stare insieme. </p>



<p><strong>Muore a Roma il 13 settembre 1990. </strong></p>



<p>Aveva settantanove anni. Poco prima aveva ancora partecipato a una Festa dell’Unità. Non vedrà il PCI sciogliersi ufficialmente pochi mesi dopo. E forse gli fu risparmiata una cosa che avrebbe sopportato malissimo. Giancarlo Pajetta è quindi una Faccia da schiaffi perfetta, ma bisogna intendersi sul perché. Non perché fosse un opportunista. Anzi è vero il contrario. Non perché avesse cambiato casacca. Non la cambiò mai. Non perché fosse particolarmente mondano, corrotto o desideroso di arricchirsi. Non è quella la sua storia. La sua faccia da schiaffi nasce dall’assoluta, irritante, a volte magnifica convinzione di essere dalla parte giusta della storia. <strong>Quella sicurezza che gli consentì a sedici anni di affrontare il carcere fascista senza piegarsi, che lo portò nella Resistenza, che gli diede il coraggio di parlare agli avversari senza complessi</strong>. </p>



<p>Pajetta non fu mai un comunista tiepido. Nemmeno quando avrebbe avuto buone ragioni per diventarlo. Non seppe essere comunista a metà. Non seppe essere antifascista a metà. Non seppe litigare a metà. Non seppe nemmeno invecchiare davvero a metà. </p>



<p><strong>Restò fino all’ultimo il ragazzo rosso che, nel 1947, occupava una Prefettura e poi doveva farsi spiegare da Togliatti che conquistare un palazzo è relativamente facile. Il difficile è sapere cosa farne dopo.</strong> Giancarlo Pajetta. Partigiano. Carcerato antifascista. Deputato per tutta la Repubblica che riuscì a vedere. Comunista per tutta la vita. Un uomo che attraversò quasi un secolo continuando a parlare come se la discussione fosse cominciata cinque minuti prima. E forse la sua faccia da schiaffi stava tutta lì: nella certezza assoluta di avere ancora qualcosa da dire. E nella probabilità, piuttosto alta, che lo dicesse anche se nessuno glielo aveva chiesto. <strong>Grazie di tutto, partigiano Nullo.</strong> È stato un onore raccontarti. Non perché avessi sempre ragione. Non perché la tua storia non abbia ombre, errori e fedeltà che oggi possiamo giudicare duramente. Ma perché, quando scegliere da che parte stare non significava scrivere un post o mettere una croce su una scheda, ma rischiare il carcere, la vita e tutto ciò che si aveva, tu scegliesti. E pagasti quella scelta. Per questo, oggi,  dopo re in fuga, eserciti abbandonati e uomini lasciati senza ordini, viene quasi naturale salutarti così: grazie di tutto, partigiano Nullo. È stato davvero un onore.</p>



<p>Fonte: https://www.facebook.com/profile.php?id=61558422276987&amp;<strong>tn</strong>=-UC </p>
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		<title>Sergio Endrigo &#8211; Anch&#8217;io ti ricorderò</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cuba Insieme]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 17:12:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri e racconti...]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Era mezzogiorno e prigioniero Aspettavi che si fermasse il mondo Fuori cera il sole e caldi odori E parole antiche di soldati Forse vedevi la tua gente Cuba viva sotto il sole La sierra che ti ha visto vincitore Addio addio Chi mai ti scorderà Addio addio Anchio ti ricorderò Era mezzogiorno in piena notte [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Sergio Endrigo - Anch&#039;io ti ricorderò' data-link='https://www.cubainsieme.com/libri/sergio-endrigo-anchio-ti-ricordero/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
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<p>Era mezzogiorno e prigioniero </p>



<p>Aspettavi che si fermasse il mondo </p>



<p>Fuori cera il sole e caldi odori </p>



<p>E parole antiche di soldati </p>



<p>Forse vedevi la tua gente </p>



<p>Cuba viva sotto il sole </p>



<p>La sierra che ti ha visto vincitore </p>



<p>Addio addio </p>



<p>Chi mai ti scorderà </p>



<p>Addio addio </p>



<p>Anchio ti ricorderò </p>



<p>Era mezzogiorno in piena notte </p>



<p>E gli uomini di buona volontà </p>



<p>Tutti si guardarono negli occhi </p>



<p>Poi ognuno andò per la sua strada </p>



<p>E troppo tardi per partire </p>



<p>Troppo tardi per morire </p>



<p>Siamo troppo grassi comandante </p>



<p>Addio addio </p>



<p>Chi mai ti scorderà </p>



<p>Addio addio </p>



<p>Anchio ti ricorderò </p>



<p>Era mezzogiorno e tu non ceri </p>



<p>Un bambino piangeva nel silenzio </p>



<p>Fuori cera il sole e caldi odori </p>



<p>E parole antiche di soldati </p>



<p>Oggi ti ricorda la tua gente</p>



<p> Cuba viva sotto il sole </p>



<p>La sierra che ti ha visto vincitore </p>



<p>Addio addio </p>



<p>Chi mai ti scorderà </p>



<p>Addio addio </p>



<p>Anchio ti ricorderò</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="778" src="https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/Che-Guevara-1024x778.png" alt="Che Guevara" class="wp-image-8081" srcset="https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/Che-Guevara-1024x778.png 1024w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/Che-Guevara-300x228.png 300w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/Che-Guevara-768x583.png 768w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/Che-Guevara-640x486.png 640w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/09/Che-Guevara.png 1072w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>L&#8217;8 settembre 1943 inizia la Resistenza partigiana</title>
		<link>https://www.cubainsieme.com/libri/l8-settembre-1943-inizia-la-resistenza-partigiana/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Cuba Insieme]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 16:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri e racconti...]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;8 settembre 1943 il generale Eisenhower annunciò l&#8217;armistizio con l&#8217;Italia. Non seguirono ordini né istruzioni: il re e Badoglio fuggirono al Sud e l&#8217;esercito rimase senza guida. La Wehrmacht occupò l&#8217;Italia centrale e settentrionale con un piano già pronto, l&#8217;operazione Achse, e nei giorni seguenti disarmò e catturò centinaia di migliaia di soldati. Più di [&#8230;]</p>
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<p>L&#8217;8 settembre 1943 il generale Eisenhower annunciò l&#8217;armistizio con l&#8217;Italia. Non seguirono ordini né istruzioni: il re e Badoglio fuggirono al Sud e l&#8217;esercito rimase senza guida. </p>



<p>La Wehrmacht occupò l&#8217;Italia centrale e settentrionale con un piano già pronto, l&#8217;operazione Achse, e nei giorni seguenti disarmò e catturò centinaia di migliaia di soldati. Più di seicentomila furono deportati nel Reich. </p>



<p>I tedeschi non li trattarono da prigionieri di guerra: li classificarono come &#8220;internati&#8221; per negare loro le tutele della Convenzione di Ginevra, e li usarono come manodopera coatta. Per quasi due anni la maggioranza rifiutò di aderire alla Repubblica di Salò e di combattere per la Germania, pur pagando quel no con la fame, il lavoro forzato e con la vita. </p>



<p>Circa cinquantamila non tornarono mai a casa. Chi sfuggì alla cattura lo dovette spesso alle donne, che cucivano abiti civili, tingevano le scarpe militari e indicavano le case dove nascondersi. </p>



<p>Molte, giovanissime, presero le armi per difendersi, altre decisero di contribuire alla lotta partigiana con la logistica delle informazioni e delle armi. Molti raggiunsero le montagne e formarono i primi gruppi armati, con prigionieri alleati evasi e antifascisti di vecchia data. </p>



<p><strong>Da lì nacque la Resistenza, che senza le donne, diceva Lidia Menapace, non ci sarebbe mai stata.</strong></p>
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		<title>CUBA: PATRIA ES HUMANIDAD</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cuba Insieme]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Sep 2026 08:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri e racconti...]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come ogni domenica pubblico un pezzo esterno.Oggi lo scritto è del presidente di una associazione umanitaria che invia aiuti all&#8217;isola. È illuminante per capire bene la situazione.Buona lettura. &#8220;Scrivo da una Cuba ferita e martoriata, di nuovo, al buio e senza acqua con temperature che sfiorano i 40 gradi, con molti ospedali al collasso o [&#8230;]</p>
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<p>Come ogni domenica pubblico un pezzo esterno.Oggi lo scritto è del presidente di una associazione umanitaria che invia aiuti all&#8217;isola.</p>



<p>È illuminante per capire bene la situazione.Buona lettura.</p>



<p>&#8220;Scrivo da una Cuba ferita e martoriata, di nuovo, al buio e senza acqua con temperature che sfiorano i 40 gradi, con molti ospedali al collasso o funzionanti a singhiozzo, costretti frequentemente a operare con la luce di emergenza o dei telefoni, tra carenze di beni di base come garze, antibiotici, antidolorifici, ossigeno e anestetici che mettono a rischio la vita di tante persone tra cui molti bambini, quelli di cui ci prendiamo cura da quarantasei anni. </p>



<p>Sono all’Avana dal 22 giugno per seguire tutte le fasi necessarie per rendere fruibili i donativi inviati dall’Italia con il container di 40 piedi, grazie all’iniziativa “Cuba nel cuore”.</p>



<p>Il container ha richiesto cinque mesi di intenso lavoro per raccogliere i fondi necessari per l’acquisto di materiali come medicine, prodotti alimentari, igienico-sanitari, apparati medici, materiali didattici, vestiario, letti per bambini, kit di pannelli solari, carrozzine per disabili. Una mobilitazione generosa di una rete solidale fatta da bambini, dai giovani delle scuole, da parrocchie, partiti, associazioni, famiglie, singole persone e dall’Ucebi.Il container è stato caricato a Tarquinia il 17 giugno da numerosi volontari dell’associazione. </p>



<p>Il 22 giugno è partito da Genova alla volta di Cuba con la nave Galani CTM.</p>



<p>Il 13 luglio, trovandosi vicina al porto del Mariel a Cuba, dove avrebbe dovuto attraccare, il comandante della nave ha deciso di cambiare rotta per dirigersi al porto di Veracruz, in Messico.Perché? Per non incorrere nelle nuove sanzioni previste dal governo degli Stati Uniti verso le imprese del terminale dei container del porto del Mariel.</p>



<p>Assieme al nostro ci sono quelli di altre organizzazioni umanitarie. La compagnia navale Galani CTM ci chiede altri 5.384 euro per trasferire il container dal Messico a Cuba.</p>



<p>Questa situazione è sempre più drammatica considerando la morsa asfissiante che sta togliendo la vita a bambini malati, disabili, anziani, mamme, nonostante gli sforzi dello straordinario personale sanitario cubano e delle strutture preposte.</p>



<p>Al criminale blocco del carburante si aggiunge adesso anche quello degli aiuti umanitari, molti dei quali necessari per salvare vite. Tutto questo è disumano e indegno di un paese come gli Stati Uniti.</p>



<p>Il nostro grido di rabbia e di dolore è sempre più forte contro logiche di predominio che sono inaccettabili.</p>



<p>Davanti ai nostri occhi scorrono ancora le immagini dei medici cubani arrivati in Italia, durante la pandemia Covid, per sostenere gli ospedali e i malati.Il popolo cubano ama la pace ed ha bisogno della nostra vicinanza e solidarietà. Il mio appello è sempre più forte per rimanere umani e non piegarci a calcoli egoistici. </p>



<p>Vi chiedo di sostenere l’iniziativa “Cuba nel cuore” perché oggi ne abbiamo ancora più bisogno.Citando José Martí “Patria es humanidad” so di illuminare le menti e i cuori delle donne e degli uomini di buona volontà, che si riconoscono in una unica, grande famiglia umana che si prende cura dei più bisognosi e di chi soffre.</p>



<p>&#8221; 𝘓𝘶𝘤𝘢 𝘉𝘰𝘯𝘥𝘪, 𝘗𝘳𝘦𝘴𝘪𝘥𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘈𝘴𝘴𝘰𝘤𝘪𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘶𝘮𝘢𝘯𝘪𝘵𝘢𝘳𝘪𝘢 𝘚𝘦𝘮𝘪 𝘥𝘪 𝘗𝘢𝘤𝘦</p>
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		<title>Il documentario “Fidel Castro: ¡Venceremos!” è stato presentato in anteprima all&#8217;Havana Glasgow Film Festival, registrando il tutto esaurito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cuba Insieme]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Aug 2026 16:38:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri e racconti...]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 27 agosto, il Glasgow Film Theatre (GFT) ha ospitato l&#8217;attesissima anteprima del cortometraggio documentario &#8220;Fidel Castro: ¡VENCEREMOS!&#8221; (Ce la faremo!), una produzione dell&#8217;Havana Glasgow Film Festival che commemora il centenario della nascita dello storico leader della Rivoluzione cubana. Alla proiezione, che ha registrato il tutto esaurito, ha partecipato l&#8217;Ambasciatrice cubana nel Regno Unito, S.E. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Il documentario “Fidel Castro: ¡Venceremos!” è stato presentato in anteprima all&#039;Havana Glasgow Film Festival, registrando il tutto esaurito' data-link='https://www.cubainsieme.com/libri/il-documentario-fidel-castro-venceremos-e-stato-presentato-in-anteprima-allhavana-glasgow-film-festival-registrando-il-tutto-esaurito/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="1024" src="https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/08/Cinema-1024x1024.jpg" alt="Platea" class="wp-image-8023" srcset="https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/08/Cinema-1024x1024.jpg 1024w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/08/Cinema-300x300.jpg 300w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/08/Cinema-150x150.jpg 150w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/08/Cinema-768x768.jpg 768w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/08/Cinema.jpg 1536w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/08/Cinema-640x640.jpg 640w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/08/Cinema-600x600.jpg 600w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/08/Cinema-400x400.jpg 400w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Il 27 agosto, il Glasgow Film Theatre (GFT) ha ospitato l&#8217;attesissima anteprima del cortometraggio documentario &#8220;Fidel Castro: ¡VENCEREMOS!&#8221; (Ce la faremo!), una produzione dell&#8217;Havana Glasgow Film Festival che commemora il centenario della nascita dello storico leader della Rivoluzione cubana. Alla proiezione, che ha registrato il tutto esaurito, ha partecipato l&#8217;Ambasciatrice cubana nel Regno Unito, S.E. Ismara Vargas Walter, nel suo ultimo atto ufficiale prima di lasciare l&#8217;incarico.</p>



<p>Il film, della durata di 38 minuti, è stato prodotto in collaborazione con il Festival Internazionale del Cinema Documentario Santiago Álvarez In Memoriam (FIDSA) di Cuba. Offre un viaggio attraverso i primi anni della Rivoluzione Cubana attraverso le parole di Fidel Castro e filmati d&#8217;archivio restaurati tratti dai cinegiornali dell&#8217;ICAIC, diretti dal celebre documentarista Santiago Álvarez tra il 1959 e il 1979.</p>



<p>La proiezione al GFT, cinema iconico costruito nel 1939 e tutelato come edificio di categoria B, si è svolta il 27 agosto alle ore 18:00. Il documentario, presentato in spagnolo con sottotitoli in inglese e didascalie, ha suscitato reazioni entusiaste nel pubblico.</p>



<h5>Fonte: https://www.cubainformacion.tv/portada</h5>
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		<title>CUBA NON E&#8217; SOLA!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cuba Insieme]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Aug 2026 15:50:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri e racconti...]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CUBA NON E&#8217; UNA MINACCIA, IL BLOQUEO SI!</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='CUBA NON E&#039; SOLA!' data-link='https://www.cubainsieme.com/libri/cuba-non-e-sola-2/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="746" height="749" src="https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/08/1-De-Niro-Cuba-non-e-una-minaccia-il-bloqueo-si.png" alt="Robert De Niro" class="wp-image-8017" srcset="https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/08/1-De-Niro-Cuba-non-e-una-minaccia-il-bloqueo-si.png 746w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/08/1-De-Niro-Cuba-non-e-una-minaccia-il-bloqueo-si-300x300.png 300w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/08/1-De-Niro-Cuba-non-e-una-minaccia-il-bloqueo-si-150x150.png 150w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/08/1-De-Niro-Cuba-non-e-una-minaccia-il-bloqueo-si-640x643.png 640w" sizes="(max-width: 746px) 100vw, 746px" /><figcaption>L&#8217;attore Robert De Niro</figcaption></figure>



<p><strong>CUBA NON E&#8217; UNA MINACCIA, IL BLOQUEO SI!</strong></p>
<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='CUBA NON E&#039; SOLA!' data-link='https://www.cubainsieme.com/libri/cuba-non-e-sola-2/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='CUBA NON E&#039; SOLA!' data-link='https://www.cubainsieme.com/libri/cuba-non-e-sola-2/' data-app-id-name='category_below_content'></div>The post <a href="https://www.cubainsieme.com/libri/cuba-non-e-sola-2/">CUBA NON E’ SOLA!</a> first appeared on <a href="https://www.cubainsieme.com">Cuba Insieme</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Le notti al buio di Santiago di Cuba</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cuba Insieme]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Aug 2026 15:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri e racconti...]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abito a due passi da Parque Cespedes. È agosto e fa un caldo soffocante. Due ore di corrente al giorno per quartiere , a volte da noi la mettono dalle tre di notte sino alle cinque del mattino. Il petrolio è razionato, per il Bloqueo americano, quell&#8217;atto disumano contro Cuba che dura da 70 anni. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Le notti al buio di Santiago di Cuba' data-link='https://www.cubainsieme.com/libri/le-notti-al-buio-di-santiago-di-cuba/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="720" height="540" src="https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/08/Tino-Tellini-1.jpg" alt="Tino Tellini" class="wp-image-7951" srcset="https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/08/Tino-Tellini-1.jpg 720w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/08/Tino-Tellini-1-300x225.jpg 300w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/08/Tino-Tellini-1-640x480.jpg 640w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/08/Tino-Tellini-1-400x300.jpg 400w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></figure>



<p>Abito a due passi da Parque Cespedes. È agosto e fa un caldo soffocante. Due ore di corrente al giorno per quartiere , a volte da noi la mettono dalle tre di notte sino alle cinque del mattino. </p>



<p>Il petrolio è razionato, per il Bloqueo americano, quell&#8217;atto disumano contro Cuba che dura da 70 anni. Però quando arriva la luce devi organizzarti: a caricare il telefono e il ventilatore per dormire. </p>



<p>Prima di andare a casa verso le 11 con i vicini ce ne stiamo per strada, spesso seduti nei marciapiedi. A volte ci beviamo pure un Ron e parliamo del più e del meno. Di quanto era bella Santiago colorata, i locali aperti, le strade allegre, la musica e il bellissimo carnevale. Ma a Cuba basta nulla per divertirsi, se sai essere come loro, entrare nella loro mentalità e accontentarti del poco che c&#8217;è. </p>



<p>Perché il periodo è brutto, forse peggio del periodo speciale. Proprio per questo a volte anche il proverbiale ottimismo cubano viene messo a dura prova. </p>



<p>Ma poi tac, arriva la luce, e dalle case si accendono i boati di giubilo. </p>



<p>Qualcuno mette la musica, altri ballano per strada. Poi bisogna dormire. Ci si saluta con abbraccio e si và a casa. </p>



<p>I panettieri della strada vicina continuano invece a cuocere il pane per la popolazione. L&#8217;odore di farina invade il quartiere. Poi piomba il silenzio. Alle 3 di notte, sempre in anticipo, il canto dei galli, ce ne sono un&#8217;infinità.</p>



<p>I cani cominciano il concerto e alle 4 è di nuovo quiete. Che durerà solo due ore. Alle sei le urla dei venditori di pane, di uova, di abiciuela e di frutti tropicali sfondano la quiete dell&#8217;alba. </p>



<p>Comincia una nuova giornata, ancora senza elettricità e petrolio. </p>



<p><strong>È una grande ingiustizia, solo perché gli Stati Uniti non vogliono e gli altri non fanno niente, compresa l&#8217;Italia, aiutata invece dai medici cubani ai tempi del Covid e non solo. </strong></p>



<p>Intanto Cuba soffre, è ferita, ma ancora in piedi. </p>



<p>È l&#8217;isola ribelle.</p>



<p>Argentino Tellini </p>



<p>Santiago de Cuba</p>



<p>Fonte FB</p>
<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Le notti al buio di Santiago di Cuba' data-link='https://www.cubainsieme.com/libri/le-notti-al-buio-di-santiago-di-cuba/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='Le notti al buio di Santiago di Cuba' data-link='https://www.cubainsieme.com/libri/le-notti-al-buio-di-santiago-di-cuba/' data-app-id-name='category_below_content'></div>The post <a href="https://www.cubainsieme.com/libri/le-notti-al-buio-di-santiago-di-cuba/">Le notti al buio di Santiago di Cuba</a> first appeared on <a href="https://www.cubainsieme.com">Cuba Insieme</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Fidel per sempre: Opere scelte in occasione del centenario della nascita del Comandante &#8211;  Di Elier Ramírez Cañedo &#8211;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cuba Insieme]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2026 08:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri e racconti...]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutti gli amici di&#160;&#160;Cuba&#160;&#160;e della sua&#160;&#160;rivoluzione&#160;,&#160;&#160;fidelisti nel cuore e nell&#8217;azione&#160;: È un immenso onore, ma ancor più un impegno, presentare, in un anno così significativo per il popolo cubano come il&#160;&#160;centenario della nascita del Comandante in Capo Fidel Castro Ruz&#160;, le&#160;&#160;Opere Scelte&#160;&#160;dell&#8217;uomo che è stato il figlio più illustre di Cuba dalla seconda metà del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Fidel per sempre: Opere scelte in occasione del centenario della nascita del Comandante - Di Elier Ramírez Cañedo -' data-link='https://www.cubainsieme.com/libri/fidel-per-sempre-opere-scelte-in-occasione-del-centenario-della-nascita-del-comandante-di-elier-ramirez-canedo/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large"><img loading="lazy" width="201" height="251" src="https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/08/1-centenario-del-comandante.jpg" alt="Fidel" class="wp-image-7938"/></figure></div>



<p>Tutti gli amici di&nbsp;&nbsp;<strong>Cuba</strong>&nbsp;&nbsp;e della sua&nbsp;&nbsp;<strong>rivoluzione</strong>&nbsp;,&nbsp;&nbsp;<strong>fidelisti nel cuore e nell&#8217;azione</strong>&nbsp;:</p>



<p>È un immenso onore, ma ancor più un impegno, presentare, in un anno così significativo per il popolo cubano come il&nbsp;&nbsp;<strong>centenario della nascita del Comandante in Capo Fidel Castro Ruz</strong>&nbsp;, le&nbsp;&nbsp;<a href="http://www.cubadebate.cu/noticias/2026/08/12/las-obras-escogidas-de-fidel-castro-ruz-un-puente-entre-generaciones-en-el-centenario-del-comandante/">Opere Scelte</a>&nbsp;&nbsp;dell&#8217;uomo che è stato il figlio più illustre di Cuba dalla seconda metà del XX secolo ad oggi. Fidel è un uomo senza tempo, un modello per diverse generazioni di rivoluzionari cubani e mondiali, il cui pensiero e la cui eredità ci invitano alla riflessione e all&#8217;azione trasformativa.</p>



<p>Non è un caso che questo&nbsp;&nbsp;<a href="http://www.cubadebate.cu/noticias/2026/08/10/fidel-nos-convoca-en-un-momento-crucial-inauguran-en-la-habana-i-coloquio-internacional-fidel-legado-y-futuro/"><strong>Colloquio Internazionale</strong></a>&nbsp;&nbsp;e questo lavoro editoriale coincidano nel tempo: entrambi sono espressione della stessa volontà collettiva di mantenere vivo il pensiero di Fidel, di sottoporlo al vaglio delle nuove generazioni e di trarne gli strumenti per affrontare le sfide del presente e del futuro.</p>



<p>Possedere questa preziosa collezione, composta da 23 volumi e quasi 16.000 pagine, è stato possibile grazie alla collaborazione della sorella&nbsp;&nbsp;<strong>Repubblica del Vietnam,</strong>&nbsp;&nbsp;attraverso la&nbsp;&nbsp;<strong>Casa Editrice Politica Nazionale La Verdad</strong>&nbsp;. Un gesto di fratellanza che non dimenticheremo mai e per il quale saremo sempre grati.</p>



<p>Quest&#8217;opera monumentale è il frutto di un impegno collettivo durato quattro anni e mezzo da parte di ricercatori, redattori e grafici del&nbsp;&nbsp;<strong>Centro Fidel Castro Ruz</strong>&nbsp;, con il contributo di altri specialisti, esperti e consulenti, il tutto sotto la guida esigente e perspicace del&nbsp;&nbsp;<strong>Primo Colonnello Alberto Alvariño Atíenzar</strong>&nbsp;. Tale guida ha permesso di raggiungere questo risultato in tempi record – data la colossale portata dell&#8217;opera – e di renderla disponibile per il Centenario della nascita del Comandante. Si tratta di un&#8217;edizione annotata con 12.544 note a piè di pagina, che consente al lettore non solo di accedere al testo originale, ma anche di comprenderne il contesto storico, i riferimenti e i collegamenti con il pensiero di altri autori e scuole di pensiero. Dopo un rigoroso processo di selezione, 690 documenti sono stati raccolti nei 23 volumi, garantendo che nessun artista importante venisse omesso dall&#8217;analisi del pensiero del&nbsp;&nbsp;<strong>leader storico della Rivoluzione cubana.</strong></p>



<p>Fidel trasformò la pratica di dare l&#8217;esempio in ogni ambito in un fattore di credibilità e di autorità politica e morale. Per questo motivo, si può affermare categoricamente che i valori che sintetizzò il 1° maggio 2000, definendo il concetto di Rivoluzione, costituiscono un ritratto involontario della sua stessa vita. Sapeva essere etico anche con gli avversari, grazie alle sue lotte nella Sierra Maestra, perché per lui non poteva esserci politica senza etica.</p>



<p>Convinto che un rivoluzionario non debba &#8220;mai mentire&#8221;, promosse la pratica della critica e dell&#8217;autocritica come strumenti per il perpetuo rinnovamento dell&#8217;opera rivoluzionaria e della Rivoluzione stessa, sempre in dialogo con il popolo e considerandolo un interlocutore creativo e attivo. La sua capacità di ascoltare, di cogliere l&#8217;essenza di ogni questione senza pregiudizi, di costruire il consenso e di coinvolgere i diversi settori della società nella ricerca di soluzioni ai principali problemi della nazione fu una delle sue più grandi virtù.</p>



<p>Il grande successo di questa raccolta risiede nel fatto che permette, per la prima volta in modo sistematico, di seguire il filo di una vita durante la Rivoluzione e di esplorare i principali eventi della storia di Cuba degli ultimi 70 anni, di cui Fidel, alla guida del suo amato popolo, è stato il protagonista.</p>



<p>Senza dubbio, il Comandante in Capo è stato il più grande paladino della solidarietà e dell&#8217;internazionalismo cubano, sempre consapevole che la solidarietà non solo aiuta e libera chi la riceve, ma anche – e spesso ancor più – chi la offre. Non a caso dichiarò:&nbsp;&nbsp;<em>&#8220;La libertà si conquista attraverso la solidarietà</em>&nbsp;&#8220;. L&#8217;idea che fosse davvero possibile spezzare le catene del neocolonialismo, tentare un percorso di completa indipendenza e sovranità sia in politica interna che estera, rappresentò una delle più grandi eresie del XX secolo sulla scena internazionale. Fidel pose Cuba sulla mappa del mondo e, con la sua leadership, contribuì a rimodellare il panorama politico di altre importanti regioni del mondo a favore dell&#8217;indipendenza e degli ideali progressisti.</p>



<p>Fidel mise in guardia dalla necessità di preservare la nostra identità e cultura di fronte alla globalizzazione, affermando che &#8220;la cultura è la prima cosa da salvare&#8221;, perché in quell&#8217;ambito &#8221;&nbsp;<em>è in gioco tutto: identità nazionale, patria, giustizia sociale, la Rivoluzione, è in gioco tutto</em>&nbsp;&#8220;. Era un intellettuale appassionato di letteratura e arte in generale, dotato di una profonda sensibilità e di una visione umanistica che gli permetteva di vedere oltre le apparenze, di pianificare e agire con un approccio inclusivo.</p>



<p>Non ci potrebbe essere introduzione migliore a questa raccolta delle valutazioni del&nbsp;&nbsp;<strong>generale dell&#8217;esercito Raúl Castro Ruz</strong>&nbsp;, suo fratello di sangue e di ideali. Il volume 23, interamente dedicato alla corrispondenza di Fidel con il presidente venezuelano&nbsp;&nbsp;<strong>Hugo Chávez</strong>&nbsp;, occupa un posto speciale . Questo volume è stato descritto dal direttore del Centro Fidel Castro Ruz come &#8220;un vero manuale di etica rivoluzionaria&#8221;. In queste lettere, Fidel rivela non solo lo statista e lo stratega, ma anche l&#8217;amico, il consigliere, il fratello maggiore che seppe guidare e sostenere una nuova generazione di leader latinoamericani.</p>



<p>Il volume 24 è un indice completo dell&#8217;intera opera, compilato per sistematizzare i documenti, facilitare la ricerca e valorizzare il libro, contribuendo così a completare una visione esaustiva della vita, del percorso e dell&#8217;eredità ideologica di Fidel Castro Ruz.</p>



<p>Attraverso questi 23 volumi, si possono individuare diversi assi tematici che attraversano tutta la sua opera e costituiscono il nucleo della sua eredità:</p>



<p><strong>Indipendenza nazionale legata al socialismo:</strong>&nbsp;&nbsp;per Fidel Castro, non era possibile l&#8217;indipendenza senza giustizia sociale, né la giustizia sociale senza sovranità. A Cuba, rivoluzione, socialismo e indipendenza nazionale sono indissolubilmente legati. La rivoluzione cubana fu il primo esempio in America Latina di una rottura radicale con il sistema neocoloniale e un momento cruciale nella storia del continente.</p>



<p><strong>L&#8217;internazionalismo come principio etico e politico</strong>&nbsp;: Fidel comprese che la lotta per un mondo più giusto non poteva limitarsi ai confini di Cuba. Definì l&#8217;internazionalismo come &#8220;l&#8217;essenza stessa del socialismo&#8221;. Già durante gli anni universitari, Fidel fu membro del Comitato per l&#8217;Indipendenza Portoricana, partecipò alla spedizione di Cayo Confites contro Trujillo e al Bogotazo, dove condivise il suo destino con il popolo colombiano. Il suo&nbsp;&nbsp;<strong>pensiero anticoloniale e antimperialista</strong>&nbsp;, il suo sostegno ai movimenti di liberazione nazionale in Africa e America Latina e il suo impegno per il Sud del mondo sono costanti nella sua opera. Fu un convinto antimperialista, ma mai antiamericano.</p>



<p><strong>La lotta antimperialista come asse strategico</strong>&nbsp;: dai suoi primi discorsi alle sue ultime Riflessioni, Fidel denunciò incessantemente l&#8217;aggressione dell&#8217;impero, le sue ambizioni egemoniche e il suo disprezzo per la sovranità delle piccole nazioni. Quest&#8217;opera contiene il quadro concettuale per comprendere la natura dell&#8217;imperialismo e i mezzi per contrastarlo. La sua ribellione trovò la sua bussola etica e antimperialista nel&nbsp;&nbsp;<strong>pensiero di Martí</strong>&nbsp;&nbsp;e, successivamente, nelle idee di&nbsp;&nbsp;<strong>Marx, Engels e Lenin</strong>&nbsp;.</p>



<p><strong>L&#8217;impegno per l&#8217;essere umano come centro:</strong>&nbsp;&nbsp;al centro di tutto il suo pensiero c&#8217;è l&#8217;essere umano. Non l&#8217;individuo astratto del liberalismo, ma uomini e donne concreti, con i loro bisogni materiali e spirituali, con la loro dignità e la loro capacità di creare. Il suo umanesimo – che proclamò già nel 1959 come &#8220;libertà con il pane, pane senza terrore&#8221; – è il filo conduttore che dà coerenza a tutta la sua opera. Ha sempre valorizzato l&#8217;unicità di ogni essere umano, con i suoi difetti e le sue virtù, promuovendo sempre queste ultime al servizio della Rivoluzione. Che lo espresse chiaramente: Fidel è un fenomeno isolato che è, al tempo stesso, &#8220;l&#8217;avanguardia del popolo americano nella sua crescente lotta per la libertà&#8221;.</p>



<p><strong>Istruzione e cultura come progetto di civiltà</strong>&nbsp;: la trasformazione educativa e culturale intrapresa da Fidel Castro a partire dal 1959 costituisce una delle eredità più profonde e durature del suo pensiero rivoluzionario. La sua visione trascendeva la mera politica pubblica per diventare un progetto di civiltà, in cui istruzione e cultura venivano concepite simultaneamente come fondamento, strumento e obiettivo della Rivoluzione.</p>



<p><strong>L&#8217;unità come arma strategica</strong>&nbsp;: Fidel ha sempre considerato l&#8217;unità una delle armi più potenti della Rivoluzione, il suo principale sostegno e la sua forza per l&#8217;ulteriore sviluppo. Come espresse nel suo discorso del Primo Maggio del 2000: &#8220;La rivoluzione è unità&#8221;. Una delle sue più grandi eredità è stata quella di aver forgiato con pazienza e saggezza l&#8217;unità delle forze rivoluzionarie, sia prima che dopo il trionfo, da cui è nato il nostro glorioso Partito Comunista di Cuba.</p>



<p><strong>Fiducia nelle nuove generazioni</strong>&nbsp;: Fidel ha sempre riposto una fiducia incrollabile nei giovani. Per lui, la gioventù non era una promessa per il futuro, ma una forza nel presente, protagonista nelle battaglie della Rivoluzione. Questa fiducia si esprime nella continuità generazionale, nella certezza che la gioventù cubana è e sarà il presente e il futuro più sicuri della Rivoluzione cubana.</p>



<p>Tutto ciò rientra tra le eredità più importanti del Comandante in Capo, ma credo di non sbagliarmi affermando che la sua eredità più grande è il suo popolo, i valori che ha instillato nel popolo cubano, valori che oggi permettono alle sue idee di moltiplicarsi e garantiscono che nessun impero sulla faccia della terra possa spezzare la nostra volontà di essere liberi e indipendenti, di superare gli ostacoli più inaspettati.</p>



<p>Questa raccolta è dunque molto più della somma di 23 volumi: costituisce un ponte intergenerazionale per un dialogo diretto con l&#8217;epopea fondativa; un manuale di gestione che insegna organizzazione, austerità e adesione ai principi; un trattato di etica rivoluzionaria, dove la coerenza tra parola e azione è il valore supremo; un arsenale ideologico per difendere la nostra verità nel mezzo della guerra culturale condotta dall&#8217;imperialismo; la più eloquente ode all&#8217;unità e alla fratellanza.</p>



<p><strong>Fidel è Cuba, Cuba è Fidel</strong>&nbsp;. Questa profonda identità tra l&#8217;uomo e la sua patria è ciò che queste Opere Scelte testimoniano e perpetuano. Prima di morire, espresse chiaramente il suo ultimo desiderio: non voleva né strade né monumenti che portassero il suo nome – una vera lezione di vita ed espressione della qualità più straordinaria che un rivoluzionario possa possedere: la semplicità, dove risiede la vera grandezza.</p>



<p>L&#8217;immortalità di Fidel non risiede negli eventi straordinari della sua vita, ma nella certezza che ha lasciato al suo popolo: che l&#8217;impossibile può diventare infinita possibilità, che è davvero possibile, che l&#8217;umanità è capace di superare le condizioni più avverse se la sua volontà di vincere non vacilla mai, se valuta correttamente ogni situazione e se non rinuncia mai ai suoi principi giusti e nobili. Un uomo simile non muore mai veramente; al contrario, si moltiplica fino al nucleo stesso della nazione.</p>



<p>Questa pubblicazione è considerata di profonda importanza politica, culturale e diplomatica; rappresenta una risorsa preziosa per ricercatori, istituzioni educative, nonché per lettori e rivoluzionari di tutto il mondo, per comprendere la vita, il percorso e l&#8217;ideologia di Fidel Castro Ruz, il suo immenso contributo alla&nbsp;&nbsp;<strong>Rivoluzione cubana e al movimento rivoluzionario mondiale</strong>&nbsp;.</p>



<p>Le idee dei comunisti cubani rimarranno a testimonianza del fatto che su questo pianeta, se si lavora con fervore e dignità, è possibile produrre i beni materiali e culturali di cui gli esseri umani hanno bisogno. Questa certezza fidelista mantiene viva la convinzione che Cuba non si arrenderà mai, che continueremo il nostro cammino al fianco del nostro&nbsp;&nbsp;<strong>Primo Segretario del Partito Comunista di Cuba e Presidente della Repubblica</strong>&nbsp;&nbsp;e – come ammoniva Fidel – perfezioneremo ciò che deve essere perfezionato, con incrollabile lealtà e forza unita, come&nbsp;&nbsp;<strong>Martí, Maceo e Gómez</strong>&nbsp;, in una marcia inarrestabile.</p>



<p>Fonte: https://www.cubainformacion.tv/portada</p>
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		<title>Francesco Guccini &#8211; Stagioni (Tributo a Ernesto &#8221;Che&#8221; Guevara)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cuba Insieme]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 14:52:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri e racconti...]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>STAGIONI La canzone parla di Ernesto &#8220;Che&#8221; Guevara e ha avuto una genesi singolare. Guccini dice di aver scritto una strofa nel 1968, e di non essere riuscito a continuare il testo. A un suo concerto, vedendo dei ragazzi con la maglietta del Che decide di dedicare loro quella strofa, e vedendo la reazione entusiastica del pubblico decise [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Francesco Guccini - Stagioni (Tributo a Ernesto &#039;&#039;Che&#039;&#039; Guevara)' data-link='https://www.cubainsieme.com/libri/francesco-guccini-stagioni-tributo-a-ernesto-che-guevara/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
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<iframe title="Francesco Guccini - Stagioni (Tributo a Ernesto &#039;&#039;Che&#039;&#039; Guevara)" width="810" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/L3_TXMA0Bxk?start=11&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p><strong>STAGIONI</strong></p>



<p>La canzone parla di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ernesto_%22Che%22_Guevara">Ernesto &#8220;Che&#8221; Guevara</a> e ha avuto una genesi singolare. Guccini dice di aver scritto una strofa nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1968">1968</a>, e di non essere riuscito a continuare il testo. A un suo concerto, vedendo dei ragazzi con la maglietta del Che decide di dedicare loro quella strofa, e vedendo la reazione entusiastica del pubblico decise di terminare la canzone.<sup><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stagioni_(album)#cite_note-3">[3]</a></sup> La canzone viene anche cantata nel film indiano <em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Un'altra_volta_nella_foresta?action=edit&amp;redlink=1">Un&#8217;altra volta nella foresta</a></em> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abar_Aranye?action=edit&amp;redlink=1">Abar Aranye</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/2003">2003</a>) del regista <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Goutam_Ghose">Goutam Ghose</a>.</p>



<p>Il disco contiene 9 brani dei quali tre sono dedicate alle stagioni, esclusa la sola estate; Guccini in un&#8217;intervista racconta di aver tentato di scriverne una, ma non ne veniva fuori niente e allora lasciò perdere spiegando poi che «<em>L&#8217;estate è il tempo della spensieratezza, della dimenticanza.</em>&nbsp;[&#8230;]&nbsp;<em>&#8220;Stagioni&#8221; è un disco poco spensierato. Tristezza? C&#8217;è sempre stata, in ogni mio disco. Però,</em>&nbsp;[&#8230;]&nbsp;<em>non è mai resa. Può essere amarezza, delusione, sdegno ma non rinuncia.</em></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="926" height="692" src="https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/08/1-Francesco-Guccini.png" alt="" class="wp-image-7901" srcset="https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/08/1-Francesco-Guccini.png 926w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/08/1-Francesco-Guccini-300x224.png 300w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/08/1-Francesco-Guccini-768x574.png 768w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/08/1-Francesco-Guccini-640x478.png 640w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/08/1-Francesco-Guccini-400x300.png 400w" sizes="(max-width: 926px) 100vw, 926px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="914" height="603" src="https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/08/Francesco-Guccini.png" alt="Francesco Guccini" class="wp-image-7900" srcset="https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/08/Francesco-Guccini.png 914w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/08/Francesco-Guccini-300x198.png 300w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/08/Francesco-Guccini-768x507.png 768w, https://www.cubainsieme.com/wp-content/uploads/2026/08/Francesco-Guccini-640x422.png 640w" sizes="(max-width: 914px) 100vw, 914px" /></figure>
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