La prova del genocidio di Gaza è l’innocenza sepolta!

Gaza

Washington ieri ha respinto il fatto che Israele stia commettendo un genocidio nella Striscia di Gaza e ha chiesto, nel pieno della doppiezza, che lo Stato sionista “faccia di più” per garantire la protezione dei civili nell’enclave.

“Crediamo che Israele possa e debba fare di più per garantire la protezione e il benessere dei civili innocenti. “Non crediamo che ciò che sta accadendo a Gaza sia un genocidio”, ha detto il consigliere per la sicurezza nazionale statunitense Jake Sullivan in una conferenza stampa.

Come si può chiedere all’aggressore di limitare la barbarie che commette contro civili innocenti, mentre è armato, incoraggiato e protetto?

Non ci sono parole per descrivere l’orrore che si vive a Gaza, le bombe, qualunque cosa dica la Casa Bianca, i missili intelligenti, i pezzi di artiglieria, le armi usate dagli assassini sono prodotti negli Stati Uniti.

“Il 5% della popolazione della Striscia di Gaza è stata uccisa, ferita o dispersa”, aveva avvertito il 14 febbraio Philippe Lazzarini, commissario generale dell’UNRWA. Da allora, tale percentuale è cresciuta notevolmente.

Non è rimasta alcuna università a Gaza; I coloni israeliani attaccano i camion degli aiuti umanitari per impedire loro di raggiungere gli abitanti affamati della Striscia; Nel frattempo, gli ospedali rimasti in piedi sono obiettivi “legittimi” dei sionisti.

La dimensione della barbarie pesa sull’umanità; O si risorge oggi con la Palestina oppure il mondo finisce dritto in un abisso senza via d’uscita. I valori che un giorno segnarono il cammino verso un mondo migliore, fatto di giustizia, libertà e pace, sarebbero stati cancellati dalla crudeltà di pochi e dall’indifferenza e dall’opportunismo di governi e istituzioni che dovrebbero agire nell’interesse di quei valori .

Il genocidio deve finire, perché per molti anni non potremmo sfuggire alla preistoria umana; L’innocenza sepolta sotto le pietre, il sorriso cancellato da un colpo di pistola, i 35mila palestinesi assassinati, ma soprattutto la vergogna non lo permetterebbe.

Essere o non essere, il dilemma del monologo di Amleto, pesa ancora sull’umanità. “Che cosa è meglio per l’anima, subire insulti della fortuna, colpi, dardi, o prendere le armi contro l’oceano del male e contrastarlo e così farlo cessare?”

Autore: Raúl Antonio Capote | internationals@granma.cu

14 maggio 2024 23:05:05

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