La corsa al riarmo, un po’ di storia per capire dove si va – Di Fausto Angelini
Partiamo da un dato di fatto: a differenza della violenza delle singole persone, la guerra, cioè la violenza organizzata degli stati, non è mai irrazionale, frutto di uno scatto emotivo di un leader magari instabile, ma è sempre il risultato di un calcolo razionale (anche quando alla prova dei fatti si rivela errato), spesso al termine di una preparazione durata anni o decenni. In un processo di riarmo è quindi possibile capire a quale guerra ci si sta preparando, contro quale nemico.
In Italia, dopo la sbornia bellicista del fascismo e il disastro della seconda guerra mondiale, le forze armate hanno mantenuto fino agli inizi degli anni ’90 una impostazione sostanzialmente difensiva, pur all’interno della Nato, con un gran numero di coscritti con la leva obbligatoria e un armamento...









