Questa intervista a Francesco Cossiga è del 2008. Leggetela bene.

Cossiga

Vi proponiamo questa intervista a Francesco Cossiga su Il Giorno/Il resto del Carlino del 23/10/2008. Il titolo era: «Bisogna fermarli, anche il terrorismo partì dagli atenei».

Questa intervista fu depositata anche alla Camera e aprì la Commissione d’inchiesta sui fatti che portarono alla morte di Giorgiana Masi a Roma. Ammazzata il 12 maggio del 1977 da un proiettile durante una manifestazione.

Cossiga dichiarò che ad ucciderla furono estremisti di Autonomia Operaia, (e ti pareva, sempre la sinistra).

L’ipotesi che invece a sparare fossero stati poliziotti in borghese con pistole fuori ordinanza, non venne provata e l’arma non fu mai ritrovata.

Ci resta però questa eloquente intervista, che oggi si dimostra ancora quanto mai attuale.

– Presidente Cossiga, pensa che minacciando l’uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato?

«Dipende, se ritiene d’essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo. Ma poiché l’Italia è uno Stato debole, e all’opposizione non c’è il granitico Pci ma l’evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figuraccia».

Quali fatti dovrebbero seguire?

«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno». Ossia?“

In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino di dodici anni rimanesse ucciso o gravemente ferito…».

Gli universitari, invece?

«Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».

Dopo di che?

«Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri»

.Nel senso che…

«Nel senso che le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pieta e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano».

Anche i docenti?

«Soprattutto i docenti. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine si. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!»

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