ANAIC: “Ennesimo becero attacco al legittimo governo di Cuba”

Manifestazione di solidarietà al Governo di Cuba

Assistiamo da giorni ad una vergognosa campagna mediatica “intrisa” di menzogne della peggior specie ai danni di un paese che da oltre 60 anni ha il coraggio di non abbassare la testa, né di inginocchiarsi di fronte alle pressioni e alle prepotenze del governo degli Stati Uniti d’America.

Giornalisti, sedicenti corrispondenti, che non conoscono l’isola di Cuba, pretendendo di descriverla e giudicarla, comodamente seduti davanti ad uno schermo di un pc o tablet che sia.

Esperti improvvisati che invocano a gran voce, per il bene del popolo cubano, il diritto alla libertà, il diritto a manifestare, il diritto ad esprimer la propria opinione.

Dove sono questi giornalisti quando le strade cubane vengono percorse da migliaia di cittadini che reclamano il diritto all’indipendenza e la fine dell’interferenza nella politica interna?

Dove sono quando il popolo cubano scende in piazza per sostenere la sovranità del proprio paese?

Dove sono quando associazioni e organismi di solidarietà internazionale manifestano il sostegno ad un’isola pacifista che ripudia l’odio e la violenza come strumento di azione politica?

Dove sono quando artisti, scienziati e intellettuali firmano un appello per chiedere la fine dell’illegale e criminale blocco economico politico e finanziario, un vero e proprio genocidio che ha provocato nel corso di oltre 60 anni danni inestimabili?

Non è più possibile accettare una descrizione falsa, ingannevole e menzognera di un paese che ad oggi, con difficoltà e sacrifici ha costruito una società basata sull’inclusione, la giustizia, la partecipazione ed il lavoro.

È vergognoso che l’Italia, che si definisce un paese democratico, permetta questa gogna mediatica basata sulle falsità e non consenta un contraddittorio serio con la presenza della controparte che possa esprimere la propria versione e far sì che l’opinione pubblica possa avere gli elementi necessari per capire e non giudicare a priori.

Ancor più ignobile è assistere ad un parlamento, nello specifico il Senato della Repubblica Italiana, dibattere di una risoluzione come la numero 2.758, discussa ieri 29 di luglio, sul tema diritti umani e democrazia a Cuba, dal Senatore di Forza Italia On. Enrico Aimi.

Il Senatore infatti non è ben informato, o peggio mal informato, quando afferma che il popolo cubano è ridotto alla fame dal governo, dal momento che il blocco totale non consente a Cuba di poter commerciare con il resto del mondo, essendo previste dure sanzioni da parte del governo nordamericano per chi mantiene relazioni commerciali ed economiche con l’isola caraibica; mal informato quando afferma che il regime procede ricorrendo a tagli dell’energia elettrica, dettati dalla scarsità della riserva interna di petrolio ma omette che Cuba non può acquistare da altri paesi risorse energetiche, pena il solito blocco.

L’intervento dell’On. Aimi risulta bugiardo e insultante quando parla di campi di concentramento inesistenti o addirittura di desaparecidos; mal informato quando afferma l’esistenza di detenuti arrestati in modo arbitrario.

Se solo l’Onorevole si documentasse meglio potrebbe rendersi conto che a Cuba esiste un sistema di giustizia che funziona con tribunali e processi equi e che i diritti e le libertà civili sono senza dubbio più sviluppati che in altri paesi, basti solo citare il diretto contributo del popolo nell’ultima revisione della costituzione e le conquiste ottenute in tema sociale.

Nessuno però vuole mettersi in gioco e capire veramente quello che è accaduto nell’isola più grande dei Caraibi, perché significherebbe sfidare il sistema mediatico pre-confezionato che risponde alle logiche di potere politico ed economico.

Nessuno vuole rischiare di perdere una posizione professionale raggiunta in nome di quella libertà di espressione tanto acclamata dai mass media, digitali e non, quanto repressa quando si dà solo l’informazione come fa comodo ai “potenti”.

Nel rispetto di Cuba e del suo popolo chiediamo che cessi l’accanimento mediatico, che rischia di spostarsi ogni giorno di più dalle redazioni dei giornali alle aule parlamentari.

Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba

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