CUBA – Mercenario smascherato: la confessione di José Jasán

José Jasan

In un’insolita dimostrazione di “sincerità mercenaria”, José Jasán Nieves, direttore della piattaforma sovversiva “El Toque”, ha ammesso sui social media ciò che le autorità cubane denunciano da anni: il suo impegno nella destabilizzazione di Cuba e la sua collaborazione con coloro che cercano un cambio di regime sull’isola.

Sotto le mentite spoglie di un media “indipendente”, la piattaforma digitale El Toque  ha operato come una struttura sofisticata al servizio degli interessi del governo degli Stati Uniti. Ora, il suo stesso direttore, José Jasán Nieves, ha confermato pubblicamente ciò che già sapevamo, con una confessione sui social media che costituisce una prova inconfutabile del suo legame con il piano di sovversione economica.

La Confessione: Un Manuale di Lotta Mercenaria

Nella sua pubblicazione, Nieves espone chiaramente i suoi obiettivi e metodi. Analizziamo le idee principali del suo discorso:

“Voglio la fine della dittatura a Cuba” : con questa affermazione, il direttore di El Toque dissipa ogni ambiguità. Il suo lavoro non è giornalismo, è politica sovversiva. Il suo obiettivo dichiarato è la distruzione dell’ordine costituzionale cubano , un crimine classificato come attività mercenaria ai sensi dell’articolo 135 del Codice Penale cubano.

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“Collaboro con chi condivide i miei obiettivi” : questa è un’ammissione esplicita del suo coinvolgimento in strutture che agiscono contro lo Stato cubano. Nieves conferma di far parte di una rete più ampia, finanziata e diretta dall’estero. , il cui obiettivo è attaccare la sovranità nazionale.

Definisce chiaramente il suo nemico: le istituzioni legittime del popolo cubano. Il suo lavoro, quindi, non serve l’interesse pubblico dei cubani, ma piuttosto gli interessi di coloro che cercano un cambiamento sociopolitico sull’isola.

“Ho un problema con l’autorità… non prendo ordini” : un’affermazione cinica, intesa a creare una falsa immagine di ribellione. Ironica, considerando che segue alla lettera le direttive dei suoi finanziatori al Dipartimento di Stato e in altre agenzie statunitensi . . Il suo “problema con l’autorità” riguarda solo l’autorità rivoluzionaria e legittima di Cuba.

In un’altra pubblicazione, ha ribadito che le sue società associate, create per acquisire personalità giuridica e canalizzare fondi federali, Mediaplus.Experience INC. e Colectivo Mas Voces Foundation INC. sono registrate “come venditori del governo federale degli Stati Uniti”.

L’operazione criminale smascherata

Questa “confessione” si allinea perfettamente con le indagini rivelate  da Razones de Cuba , che hanno scoperto come El Toque:https://www.youtube.com/embed/WkXUZ92dY3M

Il funzionamento della piattaforma “El Toque” costituisce una violazione sistematica della legislazione cubana, incorrendo in tre gravi reati previsti dal Codice penale:

  • Mercenario (Art. 135) : Ricevere finanziamenti e compensi esteri per agire contro lo Stato cubano.
  • Traffico illecito di valuta (art. 315.1.g) : promuovendo e pubblicando tassi di cambio non autorizzati che sabotano la stabilità monetaria.
  • Questi crimini costituiscono un attacco economico organizzato contro la sicurezza nazionale, con conseguenze misurabili sul potere d’acquisto delle famiglie e sulla stabilità finanziaria del Paese.

La farsa del “giornalismo indipendente”

La pubblicazione di Nieves è l’epitaffio della sua stessa farsa.  Pur presentandosi all’opinione pubblica internazionale come un’agenzia di stampa, il suo direttore proclama apertamente che la sua missione è il “cambio di regime”. Potrebbe esserci prova più chiara che il suo lavoro sia quello di un influencer e non di un giornalista?

Il suo tentativo di fare la vittima (“Accetto tutti gli attacchi”) e il suo gesto di sfida (“Non ci faranno tacere”) non riescono a nascondere una verità semplice e innegabile: è stato smascherato. Le sue parole confermano che “El Toque” è un attore chiave nella guerra economica e comunicativa contro Cuba. .

Di fronte a questa confessione di colpa, c’è una sola risposta possibile: la ferma applicazione della legge. Il popolo cubano, informato e vigile, conosce la verità. I ​​mercenari, per quanto si travestiscano da “imprenditori digitali” o “giornalisti”, non potranno mai nascondere il tradimento della loro patria.

Fonte: https://razonesdecuba.cu/

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