La Solidarietà non è solo una parola. E lo dimostra l’iniziativa del 14 ottobre, dove, insieme allo Spi-Cgil, sfidando tempi stretti, luoghi nuovi, e distanze, si è realizzato ciò che sembra sempre più difficile: l’attenzione degli sguardi alle parole e ai sentimenti.

Parliamo di Cuba. Riproviamo, testardi, a far conoscere Cuba, il Bloqueo, ovvero ciò che volutamente si ignora da più di 60 anni e che l’amministrazione Trump ha reso ancora più insostenibile. Elettricità per qualche ora al giorno, mancanza di medicinali, scarsità di cibo, mezzi per muoversi inesistenti, strutture turistiche chiuse…
In questo panorama, racconta Massimo Fedrigo, che sembra non lasciare alternative, sappiamo che il ritorno della corrente elettrica, o una bicicletta a cui si è riusciti a gonfiare la gomma dietro, o un filo di sutura arrivato mi-ra-co-lo-sa-men-te che serviva per operare un bambino di dieci anni in ospedale a Holguin, crea FORZA, anziché fiaccamento, crea RESISTENZA, anziché divisione.
E a tratti, persino l’allegria di un canto diventa un valore che ci fa riflettere.
Ebbene, in poco meno di 2 ore, oltre le testimonianze dirette dei compagni solidali, arrivati da L’Avana (Massimo Fedrigo al costante lavoro di raccolta e distribuzione di medicinali, e sua moglie Giselle Penton Rol ricercatrice del Centro di Ingegneria Genetica de l’Avana), abbiamo potuto godere, proprio come in un’atmosfera cubana riportata a San Salvario, della musica e del canto di due grandi musicisti, Tania di Giorgio, cantante lirica/soprano eccezionale e Walter Bagnato bravissimo professore di fisarmonica, accompagnati dalla creatività di Olga Lidia Priel Herrera, cubana in Italia da più di 30 anni, Presidente del Circolo Arci a Jesi, che testimonia, da sempre, la vicinanza al suo popolo e il suo essere caparbiamente cubana.
Così è andata. Abbiamo assistito ancora una volta, direttamente, stimolati da una frase arrivata dal pubblico presente in sala, all’inaspettato: la cantante ha raccontato che a seguito di un progetto si è recata a Cuba per lavoro e quello che ha visto… le persone, la vita, il calore, gli occhi, la forza, la bellezza di un popolo mai arreso… (lei stessa dirà, nonostante tutto) la cambieranno, dentro, per sempre.
Non aggiungiamo niente al breve racconto di Tania.
Cuba è un insegnamento, un valore che si perpetua e si espande. Raggiunge il cuore di noi esseri UMANI, e di tutti coloro che ancora muovono energia e disponibilità per vedere sogni e speranze che si realizzano. Perché come ha aggiunto il Console Generale di Cuba “un mondo migliore è davvero possibile!”
E Il sostegno ricevuto, economico e solidale di tutti coloro che erano presenti fanno ben sperare. Questo ci fa felici sopra tutte le cose. Proprio come quando ritorna a Cuba la corrente elettrica… La solidarietà non si blocca!
Un grazie di cuore al Segretario Pietro Gabriele e a tutto lo Spi Cgil della Lega8 per l’impegno e la sensibilità manifestata.

Di seguito pubblichiamo il post di Walter Bagnato su FB
“Ho sempre creduto che la musica e l’arte non possano essere soltanto evasione, intrattenimento, un rifugio bello in cui dimenticare per qualche ora il mondo. Credo che la loro forza più grande sia proprio quella di aiutarci a guardarlo in faccia, a interrogarlo, a prendere posizione. Perché le note possono diventare parole, le parole coscienza, la bellezza un gesto di solidarietà e di lotta.
È con questo spirito che domani, con due splendide artiste, (il soprano Tania Di Giorgio e l’attrice Olga Lidia Priel Herrera) saremo con Arci e CGIL a Torino per una manifestazione a favore del popolo cubano, in collaborazione con l’Ambasciata di Cuba.
Un popolo, quello cubano, che da decenni resiste alle conseguenze di un assurdo embargo economico imposto dagli Stati Uniti, pagando sulla propria pelle il prezzo di una politica che incide sulla vita quotidiana, sull’accesso ai beni essenziali, sul diritto a vivere con dignità. Di fronte a tutto questo, non credo che basti voltarsi dall’altra parte, né che il silenzio sia sempre innocente.
Credo che chi fa arte abbia anche una responsabilità: non quella di sentirsi migliore degli altri ma di mettere ciò che sa fare al servizio di qualcosa che lo supera; di trasformare la musica in un ponte, in una voce, in un gesto concreto di vicinanza tra esseri umani.
La musica non cambia il mondo da sola ma può aiutarci a non accettarlo passivamente. Può ricordarci che la solidarietà non è una parola vuota e che la bellezza, quando incontra la giustizia, diventa una forma di resistenza.
Perché suonare, qualche volta, significa anche scegliere da che parte stare. E io voglio che la mia musica provi a stare dalla parte dei popoli, della dignità e della libertà.”








