
L’alfabeto della Via Maestra
In ventisei parole le ragioni per scendere oggi in piazza a Roma
Abitare
Avere un tetto sopra la testa è un diritto, oggi diventato un lusso per troppi. Servono alloggi pubblici, edilizia sociale e affitti sostenibili. La casa deve tornare a essere accessibile a tutte e tutti.
Busta paga
Sempre più leggera, sempre meno sufficiente. Gli stipendi devono aumentare davvero. Lavorare e restare poveri è un’ingiustizia da cancellare, a partire dal rinnovo dei contratti e dalla difesa del potere d’acquisto.
Costituzione
Un programma da realizzare ogni giorno. Lavoro, uguaglianza, libertà, pace e giustizia sociale. La nostra Via Maestra è già scritta. Bisogna percorrerla, difenderla e darle finalmente piena attuazione.
Democrazia
Significa molto più che votare ogni cinque anni. Significa partecipare, manifestare, dissentire, contare. Significa difendere gli equilibri tra i poteri e impedire che la rappresentanza venga sacrificata sull’altare del comando.
Ecologia
Giustizia sociale e giustizia ambientale devono procedere insieme. La transizione ecologica deve creare lavoro, proteggere il territorio e garantire un futuro alle prossime generazioni. Ambiente e occupazione sono parte della stessa battaglia.
Futuro
Quello che troppi giovani sono costretti a cercare all’estero, fuggendo da precarietà, salari insufficienti e opportunità negate. Il futuro deve tornare a essere un diritto, anziché un biglietto di sola andata.
Giustizia sociale
La ricchezza cresce, ma si concentra sempre nelle stesse tasche. Redistribuirla significa garantire salari dignitosi, servizi pubblici, pari opportunità e una vita migliore a chi oggi paga il prezzo delle disuguaglianze.
Human Rights
I diritti umani hanno un valore universale, indipendente da nazionalità, confini e passaporti. Accoglienza, integrazione, uguaglianza e dignità devono valere per tutte e tutti. I diritti appartengono alle persone, i privilegi a chi vuole dividerle.
Istruzione
La scuola pubblica è il primo investimento contro le disuguaglianze. Serve destinare all’istruzione il 5% del Pil, assumere personale e garantire a ogni ragazza e ragazzo le stesse opportunità, ovunque viva.
Jobs Act
La precarietà è ricatto, insicurezza, impossibilità di progettare una vita. Bisogna superare le politiche che hanno indebolito le tutele, cancellare le forme di lavoro precario e restituire stabilità, dignità e diritti.
Kilowatt
L’energia costa troppo e pesa sui bilanci delle famiglie. Investire nelle rinnovabili e nel risparmio energetico significa abbassare strutturalmente le bollette, difendere l’ambiente e costruire un sistema produttivo più sostenibile.
Lavoro
La prima parola della Costituzione. Deve essere dignitoso, sicuro, stabile e pagato il giusto. Ogni morte sul lavoro è una sconfitta collettiva. Ogni lavoratore povero è la prova di un sistema economico da cambiare.
Meno armi
La sicurezza di un Paese si misura nella qualità della vita delle persone, nella solidità dei servizi pubblici e nella possibilità di costruire un futuro. I miliardi destinati al riarmo devono andare a ospedali, scuole, salari e welfare.
No al nucleare
Gli italiani si sono già espressi due volte. La strada è investire sulle energie rinnovabili, sull’efficienza energetica e su una transizione giusta che tuteli il lavoro, riduca i costi e protegga il territorio.
Occupazione
Buona, stabile e qualificata. Servono politiche industriali capaci di contrastare le delocalizzazioni, affrontare le crisi produttive e creare nuovi posti di lavoro. Il Paese ha bisogno di investimenti, innovazione e sviluppo.
Pace
Una scelta politica da praticare ogni giorno. Diplomazia, cooperazione e disarmo devono prevalere sulla corsa agli armamenti. La pace si costruisce con il diritto internazionale, la giustizia e il dialogo tra i popoli.
Qualità della vita
Vivere significa molto più che arrivare al prossimo stipendio. Servono trasporti accessibili, servizi pubblici efficienti, una casa, tempo libero, un ambiente sano e la possibilità di progettare serenamente il domani.
Rappresentanza
Il Parlamento deve essere il luogo centrale della democrazia, del confronto e delle decisioni collettive. Difendere gli equilibri costituzionali significa impedire la concentrazione del potere e restituire voce ai cittadini.
Sanità
Curarsi deve essere un diritto garantito a tutte e tutti, indipendentemente dal reddito. È necessario portare il finanziamento della sanità pubblica al 7,5% del Pil, assumere personale, abbattere le liste d’attesa e rafforzare la medicina territoriale.
Tasse
Meno su stipendi e pensioni, di più su rendite, extraprofitti e grandi ricchezze. La progressività fiscale è scritta nella Costituzione. Chi possiede di più deve contribuire di più. È una questione di giustizia.
Uguaglianza
Stessi diritti a Nord e a Sud, nelle città e nelle aree interne. L’autonomia differenziata rischia di aggravare le disuguaglianze e dividere il Paese. Sanità, istruzione e servizi devono essere garantiti a ogni cittadino, indipendentemente dal codice postale.
Voce
Quella di chi protesta, sciopera, manifesta e pretende di essere ascoltato. Il dissenso è una risorsa della democrazia. I decreti sicurezza che restringono gli spazi di libertà e partecipazione devono essere cancellati.
Welfare
Sanità, scuola, previdenza, assistenza, servizi sociali. Sono diritti di cittadinanza da finanziare e rafforzare. Un sistema pubblico solido protegge le persone, contrasta la povertà e rende una società più giusta.
Xenofobia
La paura dello straniero alimenta divisioni e discriminazioni. La sicurezza si costruisce con accoglienza, integrazione, diritti e uguaglianza. Una società capace di includere è una società più forte e più libera.
Young
Giovani, per dirla nella lingua che piace alle aziende quando cercano personale da sottopagare. Il diritto a un lavoro dignitoso, a una casa e all’indipendenza economica deve cominciare oggi, anziché essere rinviato all’infinito.
Zero morti sul lavoro
Un obiettivo irrinunciabile per un Paese civile. Servono prevenzione, controlli, investimenti e responsabilità. La vita e la salute di chi lavora devono venire prima di qualsiasi profitto.
Fonte: https://www.collettiva.it/