
Sabato 27 giugno, a Roma, presso il prestigioso Centro Congressi Cavour, si è svolta la prima assemblea nazionale di Agorà. Nella sala, stracolma nonostante l’orario e il caldo, una sorta di mantra liberatorio echeggiava nell’aria: “FINALMENTE!” Abbiamo assistito in questi anni al rovinoso e repentino dissolvimento di meteore, che affannosamente e confusamente cercavano di riempire almeno un posticino all’ombra del falso bipolarismo parlamentare, recintandosi dentro un orticello narcisista e competitivo, senza mai osare un progetto veramente chiaro, coraggioso, rivoluzionario. Lo ha fatto il Prof Angelo D’Orsi, con una motivazione semplice che coinvolge ognuno di noi e la nostra responsabilità. Che mondo stiamo lasciando Abbiamo fatto veramente tutto il possibile perché la situazione cambi? Ed è così che nasce l’esigenza di un manifesto politico che finalmente si ponga oltre le vetuste e ipocrite categorie e affronti tutti i temi del nostro tempo, senza ipocrisie, con parole d’ordine nette e obiettivi chiari, senza adito a fraintendimenti e tentennamenti. Abbiamo pubblicato già la piattaforma politica (“dalle piazze al parlamento”). Di seguito l’ultimo comunicato, redatto dopo la prima presentazione di Agorà a Roma, che i media hanno volutamente ignorato (pur essendo stati invitati espressamente), tranne per qualche tentativo ridicolo di diffamazione da parte dei soliti noti affetti da sindrome di russofobia patologica. COMUNICATO STAMPA “Nasce la piazza dell’Italia che non vuole farsi trascinare in guerra” “Vogliamo salvare l’Italia, farla risorgere. La destra e la sinistra, oggi, sono al soldo dell’Ue riarmata che vorrebbe gettarci in una folle guerra nucleare contro la Russia. Fuori di lì esistono le piazze reali. Una democrazia che voglia fare a meno delle piazza è una democrazia fasulla”. Lo ha affermato il prof. Angelo D’Orsi all’Assemblea Fondativa di Agorà per l’Italia il rassemblement anti-Ue che ad alcuni osservatori ricorda il movimento 5 stelle delle origini. “Vogliamo rappresentare nelle istituzioni un’alleanza sociale con cittadini, forze professionali, lavoratori, precari, disoccupati e inoccupati, partite Iva, che non hanno più diritto di cittadinanza perché negli ultimi anni, nelle società europee il dibattito pubblico li ha espulsi e ha bollato le loro legittime istanze come populiste solo perché reclamavano lavoro sicuro, stabile e con un salario adeguato, e non il deserto feroce creato dai guerrafondai di ogni colore; chiedevano istruzione e non armi, ospedali e non liste d’attesa, scuola e saperi e non studenti digitali in attesa di diventare stagisti a vita, nella globalizzazione selvaggia, feroce, iniqua.
“Tra i punti del programma enunciati da D’Orsi nel programma figura l’ambizione di “costituire una vera spina nel fianco del neo-liberismo, l’immediata ripresa dei rapporti commerciali con la Federazione Russa, la rottura di ogni relazione con lo Stato di Israele, il ritiro del nostro Ambasciatore da Tel Aviv e contestuale riconoscimento dello Stato di Palestina, la nazionalizzazione di asset strategici e monopoli, a cominciare dall’ILVA, salario minimo intercategoriale e aumento delle pensioni minime, rivalutazione proporzionale di salari e pensioni e adeguamento annuale in base all’inflazione, l’eliminazione dell’inserimento del “pareggio di bilancio” nel dettato costituzionale, la cancellazione Jobs Act e di tutte le leggi che giustificano e creano precariato.
di Agata Iacono
Fonte: https://www.lantidiplomatico.it/