Libro: Alimonda – Chi ha ucciso Carlo Giuliani?

di Carlo A. Bachschmidt

prefazione di Haidi Gaggio Giuliani

Copertina : Alimonda chi ha ucciso....

20 luglio 2001. A Genova, durante le giornate del G8, un ragazzo di ventitré anni viene ucciso da un colpo di pistola sparato da un carabiniere. Il suo nome è Carlo Giuliani. Poco tempo dopo, l’inchiesta verrà archiviata: legittima difesa. 
Ma l’uccisione di Carlo non può essere ridotta a un episodio isolato e non può essere compresa senza analizzare il contesto in cui avvenne. Nei giorni del G8, Genova divenne il centro di una straordinaria mobilitazione globale. Oltre 300.000 persone provenienti da ogni parte del mondo attraversarono la città per contestare la globalizzazione neoliberista. Assemblee, cortei, dibattiti, concerti e pratiche di disobbedienza si intrecciarono a una gestione dell’ordine pubblico fatta di cariche, arresti, perquisizioni, violenze e torture.

Alimonda chi ha ucciso Carlo Giuliani? torna sui fatti, sulle responsabilità e sulle domande che, a distanza di venticinque anni, restano ancora aperte. Perché la storia di Carlo non appartiene al passato, è una vicenda che continua a interrogarci sul rapporto tra democrazia, conflitto, potere e giustizia. Una ferita ancora aperta per chiunque continui a confrontarsi e immaginare quale società vogliamo costruire.

Formato: 15×21

Pagine: 196

16 euro

Edizione: Cronache Ribelli**

**Cronache Ribelli e Tekio Kairos

Cronache Ribelli (Italia) e Tekio Kairos (Messico) – due realtà autonome, nate in luoghi e tempi diversi, eppure animate dagli stessi ideali – hanno deciso di creare un percorso condiviso. 

Cronache Ribelli è un progetto divulgativo ed editoriale nato per raccontare le vicende degli ultimi, degli oppressi, dei subalterni che hanno ribaltato il tavolo della storia. Lo ha fatto dal 2016 sui social network e dal 2018 attraverso le pagine dei suoi libri. Oggi conta circa cinquanta pubblicazioni, una community online di oltre 400.000 persone, più di 350 presentazioni organizzate in tutta Italia. 

Tekio Kairos è una casa editrice messicana indipendente che nel proprio nome porta iscritta la relazione complice con l’Asociación “Tekio tejedora de redes AC” in Chiapas e con l’italiana editoriale autonoma “Kairos”. Dalla prima nasce come una delle sue reti, fino a divenirne progetto editoriale associato, dell’altra eredita la linea editoriale rinnovandola in Messico. 

Oggi ci siamo incontratə, ci siamo ri-conosciutə e abbiamo preso insieme la  decisione di iniziare un progetto di coedizione che nasce dalla consapevolezza di avere radici nello stesso suolo, pratiche in comune e di guardare verso lo stesso orizzonte. 

Siamo entrambe nate dal basso, da percorsi collettivi, e ci siamo organizzatə su base orizzontale. Nessuna gerarchia, nessun centro che comanda la periferia. Cronache Ribelli, Kairos e Tekio Kairos sono esperimenti concreti di un’altra forma di organizzazione: dove tutto si crea insieme, le decisioni si prendono guardandosi negli occhi, e ogni persona impegnata nei progetti ha la possibilità di esprimere le proprie idee e di far sentire la propria voce. 

Condividiamo gli stessi ideali e promuoviamo i medesimi processi culturali per fare breccia nell’egemonia capitalista, immaginare e sperimentare altri mondi e diffondere semi di resistenza e ribellione. Crediamo nell’autonomia radicale delle realtà editoriali, nella realizzazione di testi pensati per scardinare il pensiero dominante; offerti come strumenti nelle mani di chiunque voglia sabotare e reinventare il mondo, senza subirlo passivamente.

Abbiamo rifiutato, combattuto e denunciato il sistema della distribuzione editoriale.

Quel sistema che svuota di ogni significato i libri guardando al profitto più facile, becero e immediato. Quel sistema che contamina il paese asfissiando ogni voce autenticamente indipendente, che distrugge l’ambiente imponendo produzioni insostenibili e delocalizzate, che sfrutta il lavoro intellettuale e quello manuale. Contro questo mostro abbiamo entrambe scelto la produzione locale, i legami diretti con librerie indipendenti, gli spazi sociali, le reti autogestite. Un’economia culturale che non è basata sul cieco profitto, ma sull’alleanza e la complicità tra chi crea un libro e chi lo legge.

Ci unisce quello che abbiamo fatto e ci lega ancora di più quello che vogliamo fare. Perché questo progetto di coedizione è prima di tutto la convinzione di potere costruire un futuro diverso. Un futuro in cui continueremo a raccontare le storie e divulgare le voci che vogliono zittire. Un futuro in cui i nostri libri possano ancora essere un’arma, un ponte, un grimaldello, un alleato per chiunque voglia continuare a lottare. Un futuro in cui continueremo a intrecciare la produzione editoriale con il sostegno concreto e tangibile alle cause che abbiamo sempre sostenuto. Ma anche un futuro intessuto della speranza che altre realtà editoriali possano moltiplicare questi sforzi e – perchè no? – convergere con noi in questo nuovo percorso, per alimentarlo a partire da ciò che stiamo tessendo già oggi.

Insomma, un futuro in cui ci troveremo sempre dalla stessa parte della barricata: complici e a disposizione delle lotte che ci ispirano e in cui crediamo. Disposti a imparare, ascoltare e costruire con chiunque ami, creda, lavori nei nostri progetti e voglia una casa comune da edificare insieme. 

Da oggi saremo più fortə e più determinatə. 

Da oggi cammineremo e ci faremo domande insieme.

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