Dov’è Gaza? Sparita dai tg…

tende a gaza

Palestina

I carri armati israeliani hanno ripreso a sparare anche a nord e a ovest della città di Rafah e a est di Khan Yunis, nella Striscia di Gaza meridionale.

Il rapporto giornaliero di ieri parla ancora di un numero di vittime a due cifre: 14 uccisi e 17 feriti. Il totale delle vittime dell’aggressione israeliana è stato di 71.409 uccisi e 171.304 feriti. I dispersi sono valutati in circa 10 mila persone, uccise e sepolte sotto le macerie.

Di nuovo le condizioni climatiche e il blocco degli aiuti umanitari rendono la vita della popolazione civile un inferno. Tende che volano lasciando migliaia di famiglie senza riparo sotto una pioggia scrosciante. Bambini con i vestiti bagnati e senza coperte in mezzo a laghi di acqua che circondano ciò che resta delle loro piccole cose. Circolano video che strappano il cuore. Una bambina di 5 anni che scava nel fango per salvare un sacchetto di pane, che sua madre era riuscita a ritirare dal panificio a diversi chilometri di distanza. In un altro video, un bambino di 10 anni piangeva la madre morta nel crollo della casa diroccata dove avevano trovato rifugio.

L’agenzia UNRWA ha denunciato la situazione: “I bambini di Gaza dovrebbero avere calore, un’alimentazione adeguata e un livello di sicurezza adeguato, che consenta loro di guardare al futuro con dignità e speranza. L’attuale situazione umanitaria li priva dei loro diritti più elementari. I bambini hanno un disperato bisogno di aiuti umanitari, che vengono bloccati da Israele fuori dalla Striscia di Gaza”.

Rastrellamenti, blocchi stradali e coprifuoco in Cisgiordania. Sono le angherie che la popolazione delle città e villaggi palestinesi subiscono tutti i giorni sotto il tallone dell’occupazione militare israeliana. Gli attacchi militari hanno colpito ieri la provincia di Betlemme, il campo profughi di Nour Shams, Sabastia e la provincia di el-Khalil. Un posto di blocco a nord di Ramallah ha chiuso completamente il traffico da e per il capoluogo, per tutta la giornata di ieri e stamattina la scena si è ripetuta di nuovo. Secondo i rapporti dell’agenzia stampa palestinese, gli arresti nella giornata di ieri sono stati 23. Non si contano le aggressioni dei coloni ebrei israeliani contro i villaggi e le comunità pastorizie palestinesi.

Giornalisti nel mirino

A Gerusalemme, le forze di occupazione hanno arrestato 5 persone, tre donne e due minorenni. Tra le donne arrestate ci sono due giornaliste che stavano seguendo la protesta degli abitanti nativi contro la demolizione della loro casa.

Il giornalista Samer Khuwaira è stato rilasciato dopo 9 mesi di arresto amministrativo, senza accuse e senza processo. È il corrispondente della testata Al-Arabi Al-Jadid con sede a Londra. Sua colpa è di aver contestato l’aggressione dei soldati israeliani contro il suo vicino di casa, a Nablus. Un’aggressione gratuita, perché gli stessi soldati avevano constatato l’errore. La vittima non era la persona ricercata. Quando i soldati hanno appreso la professione di Samer, lo hanno ammanettato e portato in commissariato militare. 9 mesi di dura detenzione soltanto perché è giornalista. Leggete la sua testimonianza sulle condizioni delle torture e maltrattamenti subiti. Il caso di Samer Khuwaira, giornalista palestinese incarcerato in Israele per 9 mesi –

Libano

15 raids israeliani, ieri, sul Libano. Sono stati colpiti villaggi del sud e della zona centro-orientale. Sono stati presi di mira in particolare i lavori dell’esercito libanese per la risistemazione di strade e bonifica dei terreni dalle mine. Operazioni che si svolgono con l’assistenza delle truppe internazionali dell’Unifil. Il pretesto di attaccare basi di Hezbollah si rivela una propaganda non credibile, ma la stampa, scorta mediatica di Netanyahu, sorvola sul particolare. L’intento vero di Tel Aviv è la colonizzazione del sud Libano con un’occupazione permanente, impedendo per il momento il ritorno della popolazione autoctona.

Fonte: https://www.pressenza.com/it/author/anbamed/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

EnglishItalianPortugueseSpanish