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Chi mette davvero le mani nelle tasche degli italiani? Di Domenico Gallo
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Chi mette davvero le mani nelle tasche degli italiani? Di Domenico Gallo

Il principale tema delle campagne elettorali di Berlusconi fu la promessa di ridurre il peso dell’imposizione fiscale. In particolare, nella campagna elettorale del 2006 e in quella del 2008 il centro-destra acquistò consenso promettendo (e poi realizzando) l’abolizione di una tassa particolarmente invisa agli italiani: l’ICI sulla prima casa. “Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani” così si esprimeva Berlusconi equiparando le tasse a un furto ai danni dei cittadini. Sulla stessa linea si è espressa Meloni che, riferendosi all’imposizione fiscale alle imprese, ha parlato di “pizzo di Stato”. Contestare il dovere costituzionale di solidarietà che si esprime nell’obbligo di pagare le tasse, è un mantra tipico del populismo di destra, agitato per fini di consenso ele...
64˙000 bambini orfani nella Striscia di Gaza. La Scuola per la pace Torino e Piemonte: Un progetto di intervento concreto
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64˙000 bambini orfani nella Striscia di Gaza. La Scuola per la pace Torino e Piemonte: Un progetto di intervento concreto

A Gaza, nel quasi totale silenzio dei media mainstream, si sono intensificati gli attacchi e la situazione è peggio che mai… La destra di Smotrich, Katz e i coloni intendono impadronirsi di Gaza e ricolonizzarla al più presto espellendo (o estinguendo) i palestinesi. I messaggi che riceviamo quotidianamente dalle/i gazawi attraverso il Comitato Un Aiuto per la Palestina ci dicono che bombardamenti e spari sono costanti. Mai avevamo ricevuto così tante notizie di uccisioni come in questi giorni. Dal piccolo “osservatorio” delle 40 famiglie sostenute dal Comitato giungono immagini di bambini uccisi, bambini rimasti orfani, alcuni del tutto soli. Tanti perdono amici e vicini. Alcuni scrivono di sentirsi vivi per caso, altri non rispondono al cellulare...
Arci apre il cammino verso il Congresso nazionale 2027: costruire un potere di pace
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Arci apre il cammino verso il Congresso nazionale 2027: costruire un potere di pace

Il Consiglio nazionale del 3 e 4 luglio ha aperto formalmente la stagione congressuale che porterà Arci al Congresso nazionale del 25-28 febbraio 2027. Una stagione lunga, diffusa, partecipata, che attraverserà circoli, comitati territoriali e regionali e che chiama tutta l’associazione a una domanda decisiva: quale ruolo deve avere oggi Arci in un tempo di guerra, disuguaglianze, crisi democratica e solitudine sociale? Il Consiglio nazionale che si è tenuto il 3 e 4 luglio a Bologna non è stato un passaggio ordinario. Ha segnato l’avvio del percorso verso il XIX Congresso nazionale di Arci, convocato per il 25, 26, 27 e 28 febbraio 2027 a Torino, e ha messo al centro i materiali che accompagneranno la discussione congressuale nei prossimi mesi: la relazione di Walter Massa, il...
Quando le parole diventano bombe – Di Valentina Pazé
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Quando le parole diventano bombe – Di Valentina Pazé

I conflitti si combattono anche a colpi di propaganda, con un uso “specioso” dei termini: dallo stravolgimento dei significati al divieto di alcuni vocaboli nelle cronache dei giornali. “Ma la guerra portando via le comodità delle consuetudini di ogni giorno, è maestra di violenza e rende conforme alle circostanze l’indole dei più. Nelle città, dunque, infuriava la guerra civile (…). Cambiarono a piacimento il significato consueto delle parole in rapporto ai fatti. L’audacia sconsiderata fu ritenuta coraggiosa lealtà verso i compagni, il prudente indugio viltà sotto una bella apparenza, la moderazione schermo alla codardia, e l’intelligenza di fronte alla complessità del reale inerzia di fronte a ogni stimolo”. (…) Oggi come ieri, quando Tucidide descriveva la caduta di ogni ...
DA KIEV A ROMA, ISTRUZIONI PER FABBRICARE UN NEMICO INTERNO – Di Pino Cabras
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DA KIEV A ROMA, ISTRUZIONI PER FABBRICARE UN NEMICO INTERNO – Di Pino Cabras

Lunedì 20 luglio 2026, ore 14:30, sala stampa della Camera dei deputati. Carlo Calenda, Pina Picierno, Marco Lombardo, Federica Onori e la tesoriera di Europa Radicale Federica Valcauda presentano il progetto di legge "STOP alla propaganda russa in Italia", corredato da un dossier il cui titolo merita di essere assaporato con calma: "La Peste Putiniana". Fermiamoci sul titolo, perché i titoli sono confessioni. Chi nomina una peste ha già prescritto la terapia: quarantena, cordone sanitario, disinfestazione. Con una peste mica si discute, e nemmeno si vota, figuriamoci se ci si confronta in un'aula parlamentare: l’unico approccio è eradicarla. La metafora medica applicata agli avversari politici ha una genealogia lunga e sinistra, e chi la maneggia dovrebbe almeno avere la decenza d...
Riarmo europeo: un grande bluff – di Pino Arlacchi
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Riarmo europeo: un grande bluff – di Pino Arlacchi

Per i vertici militari Usa e Nato, la Russia non è una minaccia: perciò i piani dell’Ue sono inutili. Ma l’industria della paura ha un difetto indelebile: consegnare la guerra promessa o restituire la paura incassata. Il 4 marzo 2025 Ursula von der Leyen annunciò al mondo, con una conferenza stampa di sei minuti, che l’Europa era entrata “nell’era del riarmo”. Il piano ReArm Europe — poi ribattezzato, con un eufemismo degno dei tempi, “Readiness 2030” — avrebbe mobilitato fino a 800 miliardi di euro per fronteggiare la minaccia russa. La stampa europea si genuflesse davanti alla cifra. I mercati applaudirono. I titoli dell’industria bellica volarono. A più di un anno di distanza, possiamo dire con tranquillità ciò che gli osservatori seri avevano capito fin dal primo g...
Genova, la nostra storia – Di Livio Pepino
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Genova, la nostra storia – Di Livio Pepino

Ci sono eventi che segnano le vite delle donne, degli uomini e di un intero Paese. Per la mia generazione il riferimento naturale è la strage di piazza Fontana del 12 dicembre 1969: con la sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura, a Milano, sventrata dall’esplosivo e, a terra, 17 morti e 88 feriti. Altre stragi, ancora più sanguinose, sarebbero seguite, ma quel 12 dicembre (la cui ombra lunga si è proiettata, poi, per mesi e anni) fu un passaggio senza ritorno: fu la perdita dell’innocenza collettiva di una generazione; l’emergere brutale della vulnerabilità della democrazia; il ritorno prepotente di un fascismo non estirpato dalla Resistenza; la scoperta che gli attacchi più pericolosi alle istituzioni venivano dal loro interno e che la strage era di ...
Conte-Avs, avanti contro i bellicisti alla Gentiloni – Di Elena Basile
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Conte-Avs, avanti contro i bellicisti alla Gentiloni – Di Elena Basile

Sembra che un ex ambasciatore a capo di un reputato istituto di ricerca nostrano abbia dichiarato: “Un giorno gli storici potranno analizzare le cause del conflitto russo-ucraino, noi dobbiamo sospendere il giudizio e schierarci”. È una logica molto diffusa tra gli analisti che attingono, coscientemente o meno, all’eredità culturale di Carl Schmitt, politologo tedesco secondo il quale la dimensione costitutiva del potere è data dalla dialettica amico-nemico. La politica sarebbe quindi una decisione arbitraria in grado di scegliere i nemici interni ed esterni allo Stato. Si comprende quale involuzione autoritaria prefiguri una concezione simile e per sua natura opposta alle teorie di Hans Kelsen, inclini a una regolamentazione giuridica del potere. Ho letto l’intervista rilasciata a...
L’Impero della guerra permanente prepara il caos in Europa – Di Alex Marsaglia**
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L’Impero della guerra permanente prepara il caos in Europa – Di Alex Marsaglia**

Quando gli Stati Uniti hanno lanciato il loro assalto alla Repubblica Islamica dell’Iran, assecondando i progetti colonialisti di Israele, ho parlato di guerra esistenziale per evidenziare come dallo scontro tra l’Iran (con alleati sino-russi) e la Coalizione Epstein ne sarebbe rimasto uno solo. Ora il conflitto si è appena raffreddato, ma assolutamente non risolto. E possiamo inserirlo nell’ennesimo conflitto aperto da parte degli Stati Uniti senza la capacità di chiuderlo. Entrambi i contendenti dello scontro sono ancora vivi, ma è risultato a tutti evidente come all’Iran bastasse sopravvivere per vincere. Viceversa, gli Stati Uniti hanno dovuto incassare l’ennesima sconfitta, normalizzando la ritirata agli occhi dell’opinione pubblica mondiale e soprattutto dell’alleato sionista de...
Il rifiuto della leva in Israele -Di Laura Tussi**
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Il rifiuto della leva in Israele -Di Laura Tussi**

Il rifiuto della leva in Israele: gli obiettori di coscienza tra dissenso politico e fratture sociali. L’ultimo giorno dell’anno scolastico (il 19 giugno, ndr) in Israele coincide tradizionalmente con un momento di passaggio verso la vita adulta. Per molti studenti significa prepararsi al servizio militare obbligatorio, considerato uno degli elementi fondanti dell’identità nazionale. Quest’anno, però, per un gruppo crescente di giovani è diventato anche il momento di una scelta pubblica di dissenso. La diffusione nelle scuole israeliane della lettera “Ci rifiutiamo!”, sottoscritta da oltre centoventi ragazze e ragazzi prossimi alla chiamata alle armi, ha riportato al centro del dibattito il tema dell’obiezione di coscienza, mettendo in discussione uno dei pilastri...
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