
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha nuovamente lanciato le sue squallide minacce contro Cuba, affermando in un’intervista a Fox News che “molte cose accadranno a Cuba nei prossimi due mesi”, senza escludere un attacco militare simile a quello perpetrato in Venezuela. Queste dichiarazioni, che giungono nel pieno dell’intensificarsi del blocco economico e dell’embargo energetico, non sono altro che l’ammissione pubblica di un assedio che da oltre sei mesi strangola l’isola con una crudeltà disumana che non fa distinzione tra governo e popolo.
Mentre Trump si vanta che invadere Cuba “non sarebbe difficile”, il popolo cubano subisce le conseguenze di una politica volta a spezzarne lo spirito, razionando carburante, cibo e medicine sotto un regime ostile che viola ogni norma del diritto internazionale. Per sei mesi, un’intera nazione ha mantenuto intatta la propria dignità, resistendo alla punizione collettiva che Washington maschera da “pressione”. Ma coloro che conducono questa guerra a bassa intensità sembrano non aver imparato – o forse preferiscono non imparare – che Cuba non negozia la propria storia sotto minaccia. L’isola ha dimostrato per decenni che né la fame né la paura possono intaccare la sua sovranità.
La dichiarazione di Trump non è un presagio, ma un avvertimento di ciò che sta già accadendo: un blocco totale volto a soffocare la popolazione per costringerla a una resa che non arriverà mai. Diverse organizzazioni all’interno del Movimento di Solidarietà Cubana denunciano questa escalation imperialista e la complicità dei media che normalizzano questo genocidio silenzioso. Qualunque cosa accada in questi due mesi – che si tratti di un ulteriore blocco, di sabotaggi o di una nuova provocazione militare – Cuba la affronterà, sapendo di non essere sola e che la sua resistenza è la risposta più forte all’arroganza dell’impero.
Fonte: https://www.cubainformacion.tv/portada