
Il festival cambia forma e invade il quartiere: Zerocalcare apre un’edizione sottolineata da cortei e nuove sfide. Il programma attraversa il 25 aprile e il Primo maggio.
Sarà Zerocalcare a inaugurare la quarta edizione di «Altri mondi, altri modi», il festival politico culturale organizzato dal centro sociale Askatasuna. Il fumettista, al secolo Michele Rech, sarà il protagonista del primo appuntamento, in programma mercoledì 22 aprile alle 18 in via Balbo. Un nome altisonante aprirà una rassegna diversa dal passato, la prima dopo lo sgombero del centro sociale. E così il festival, ospitato gli scorsi anni all’interno della palazzina occupata di corso Regina Margherita 47 e nel suo cortile (tra gli ospiti anche lo storico Alessandro Barbero), diventa itinerante. Il principale punto di riferimento sarà l’area pedonale di via Balbo, proprio a ridosso dello stabile che per quasi trent’anni ha ospitato Askatasuna ed è ora presidiato ventiquattro ore su ventiquattro da decine e decine di forze dell’ordine.La trasformazione del Festival «Quest’anno il festival si trasforma perché a essersi trasformate sono le condizioni del nostro territorio – spiegano gli organizzatori –. Il 18 dicembre il centro sociale Askatasuna è stato sgomberato e il quartiere Vanchiglia da allora vive una quotidiana militarizzazione».«Grazie Aska»Non è dunque casuale che sia proprio Zerocalcare a inaugurare un’edizione così particolare. Il fumettista non ha mai fatto mancare il suo supporto al centro sociale di corso Regina Margherita, mobilitandosi attivamente dopo lo sgombero. Lo ha fatto in un primo momento con un messaggio registrato e trasmesso durante il corteo del 20 dicembre. «Non potrò mai dire abbastanza grazie ad Askatasuna per tutto quello che ha combinato negli anni – spiegava Zerocalcare –. È stato uno spazio di cultura dove ho visto situazioni e gruppi che non avrei mai potuto vedere altrove, è stato un motore di immaginario e di conflitto importantissimo per tutta Italia, è stato un pezzo fondamentale per formare una coscienza critica per tanti di noi. Non riesco proprio a immaginarmi Torino senza Askatasuna, spero di non dovermi abituare a immaginarla e che sia solo una questione di tempo». L’apertura del Festival Il fumettista ha quindi disegnato la locandina del corteo nazionale del 31 gennaio, un appuntamento a cui ha partecipato in prima persona sfilando per le strade di Torino. Dopo aver già presenziato in passato, il 22 aprile aprirà il festival di Aska con un appuntamento intitolato «Nel nido dei serpenti», dal nome della raccolta di fumetti pubblicata nel 2025. Un volume che, tra cronaca e ironia, tratta il «Budapest-Komplex» e il processo ungherese che ha visto imputati – tra gli altri – Ilaria Salis. La prima giornata del festival si chiuderà quindi con un concerto dei Truzzi Broders, gruppo punk-rock torinese nato negli anni Ottanta.Corteo tra le lapidiIl 23 aprile via Balbo ospiterà il dibattito «Militarizzazione e sicurezza nella deriva autoritaria» e, tra gli ospiti, ci saranno Michele Di Giorgio, Enrico Gargiulo e Valeria Verdolini. A moderare l’incontro sarà Michele Lancione, professore di geografia economica al Politecnico di Torino. Il 24 aprile conferenze e dibattiti si fermano per lasciare spazio alla fiaccolata cittadina per la Liberazione: l’appuntamento sarà alle 19 in piazza Arbarello per lo spezzone «Torino Partigiana». La mattina successiva partirà invece da via Balbo un corteo tra le lapidi dei partigiani presenti in Vanchiglia. Le celebrazioni per il 25 aprile proseguiranno quindi con un pranzo nelle strade del quartiere e con il concerto della Suma Fòlkestra. A far calare il sipario sulla prima parte del festival sarà il dibattito «Orizzonti di guerra: imperialismo e resistenze», domenica 26 aprile con Youssef Boussoumah. Alberto BertoliDue ore più tardi si esibirà il cantautore Alberto Bertoli, figlio di Pierangelo.Dopo due giorni di pausa, «Altri mondi altri modi» ripartirà martedì 28 e proseguirà fino al 3 maggio. I programmi sono ancora da ultimare, ma c’è già un punto fermo: al corteo del 1 maggio non mancherà il tradizionale spezzone sociale. Un appuntamento importante che, insieme alle iniziative per il 25 aprile, segnerà il ritorno in piazza degli attivisti di Askatasuna.*Fonte: Corriere della Sera 4 aprile 2026