
Siamo partiti il 14 luglio da Milano, con scalo a Roma, per atterrare dopo 13 ore di volo all’Avana, cuore pulsante di Cuba. Avevamo programmato una vacanza di 15 giorni con un itinerario che ci ha permesso di scoprire volti diversi dell’isola: L’Avana, Viñales, Trinidad e Varadero.
Appena messo piede all’Avana, l’impatto è stato fortissimo. Una città che trasuda storia, musica, colori e vita ad ogni angolo. Abbiamo alloggiato nella zona del Vedado, quartiere universitario e degli ospedali: un’area più tranquilla rispetto al centro, ma facilmente raggiungibile con i tradizionali coche colectivos.

Fin da subito ci siamo sentiti accolti. Il calore umano dei cubani è travolgente. Abbiamo conosciuto Rafael e Teresa, una coppia locale che ci ha guidati alla scoperta della città e della sua storia. Grazie a loro abbiamo compreso meglio anche le difficoltà quotidiane del popolo cubano, alle prese con una crisi profonda, blackout elettrici e scarsità di risorse.
Fortunatamente, nella nostra zona non abbiamo mai avuto problemi di corrente (essendo vicini agli ospedali), ma a Viñales e Trinidad la luce arrivava solo poche ore al giorno. Nonostante ciò, non ci siamo mai sentiti in pericolo a girare per strada, nemmeno di notte nonostante tutte le vie fossero buie.

All’Avana ci hanno incantato diversi posti: l’Hotel Nacional, elegante e storico, dove ci siamo goduti un mojito con vista; il Malecón, pieno di cubani che si ritrovano la sera per bere una Crystal, la birra locale, o ascoltare musica da una cassa portatile; Via Obispo con i suoi artigiani e profumo di legno e cuoio; il Museo del Rum e il maestoso Campidoglio, simbolo in contrasto con l’architettura decadente attorno; le auto d’epoca, colorate e “arrangiate” in perfetto stile cubano; e infine le colazioni dolcissime con mango, papaya e guayaba preparate dai nostri host.

Abbiamo fatto il bagno nelle acque calde di Cajo Jutias una spiaggia meravigliosa dove abbiamo gustato un’aragosta cotta sulla brace direttamente sulla sabbia. Affittando la bici siamo andati al Palenque de los Cimarrones, dove abbiamo mangiato con soli 5 euro a testa il maialino più buono di tutta la vacanza e inoltre abbiamo visto il murales della preistoria.
Abbiamo avuto anche modo di conoscere Ida Garberi, bolognese, giornalista di Prensa Latina, da oltre vent’anni a Cuba, con la quale abbiamo passato alcune ore a discutere della situazione politica ed economica dell’isola, insieme a un suo caro amico, professore universitario a l’Avana, Antonio Nazzaro. E’ stato veramente istruttivo e ci ha dato ancora uno spaccato differente della situazione che si vive lì…

Viñales, poi, è forse stata la tappa più suggestiva. Un paesino immerso nel verde dove il tempo pare essersi fermato. Strade attraversate da galline, maiali, carri trainati da cavalli, e contadini che arano i campi con i buoi. Qui abbiamo soggiornato da Roberto e Alicia, e grazie a loro abbiamo fatto un’esperienza autentica, immersa in una natura ancora intatta. Un’escursione a cavallo tra le piantagioni di tabacco, i mogotes e molto altro, dove abbiamo avuto modo di apprezzare come si producono i famosi sigari cubani.
A Trinidad ci ha accolto Nyuris, una padrona di casa indimenticabile per simpatia, organizzazione e attenzione per gli ospiti. Con lei abbiamo vissuto momenti incredibili:

l’escursione in catamarano a Cayo Blanco, un’isoletta popolata da iguane curiose e… affamate! ; snorkeling tra i coralli e un pranzo delizioso a base di paella; una camminata nel parco naturale e annesso bagno rinfrescante sotto una cascata; visita alle piantagioni di canna da zucchero, al cui interno è presente un museo che racconta la dura storia della schiavitù; e infine una notte in discoteca dentro una cava, un mix perfetto di musica e atmosfera cubana.

L’ultima tappa è stata Varadero. Qui, se da una parte abbiamo trovato spiagge paradisiache e un mare da cartolina, dall’altra abbiamo percepito un’atmosfera molto distante dal resto di Cuba, di cubano ha ben poco, non si riesce a ritrovare quell’atmosfera vivace e speciale e a dir la verità non sembra neanche di essere più sull’isola.
Cuba non è solo spiagge e mojito. È un Paese che vive di contrasti. Da una parte l’energia, l’allegria, la musica in ogni dove e la creatività del popolo cubano. Dall’altra, una realtà dura: la mancanza di elettricità, benzina, e beni primari. Eppure i cubani non si arrendono mai. “A tutto si trova una soluzione” è la frase che più li rappresenta. La loro forza è l’unione, la resilienza e una positività invidiabile.
Consigli pratici per chi vuole partire
- Adattabilità: serve un po’ di spirito spartano. Blackout, carenza di prodotti, disservizi… ci sono.
- Contatto con i locali: è la chiave per vivere Cuba davvero. Parlate, ascoltate, lasciatevi guidare.
- Moneta: portate contanti (euro), informatevi sul cambio e su dove conviene cambiare. Prelevare è molto sconveniente per la valuta.
- Spostamenti: organizzate in anticipo i trasferimenti tra le città o affidatevi a host locali. Con un taxi condiviso i costi si riducono drasticamente.
- Sicurezza: mai sentiti in pericolo, nemmeno al buio, nemmeno nei vicoli della vecchia Capitale.
Ci torneremo? Assolutamente sì.
Cuba ci ha conquistati. Non è una meta per tutti, ma è una meta che lascia il segno. Un luogo dove ti porti via molto più di una vacanza: storie, incontri, musica, emozioni e paesaggi mozzafiato.
